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Il processo di recupero crediti in Israele inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 7 anni. Le parti hanno il diritto di concordare in un accordo scritto separato il termine di prescrizione, più lungo o più breve (ma non inferiore a 6 mesi). Le conseguenze del mancato termine di prescrizione vengono applicate dal tribunale solo su richiesta del convenuto, se il convenuto lo dichiara immediatamente dopo aver ricevuto la domanda. Se il convenuto ha ammesso il debito, per iscritto o in tribunale, sia durante il termine di prescrizione che dopo la sua scadenza, il termine di prescrizione si interrompe e dal giorno del riconoscimento inizia un nuovo conto alla rovescia.
La legge israeliana prevede la riscossione giudiziale dei debiti in procedimenti ordinari e sommari.
Il processo regolare ha inizio con il deposito della domande, alla quale il convenuto deve fornire risposta entro sessanta giorni dalla data della notificazione della domanda. Il tribunale ha il diritto di prorogare il termine se ritiene che vi siano motivi per farlo.
Entro trenta giorni dalla notifica dell’ultimo atto processuale, le parti devono procedere ad una discussione preliminare. Lo scopo della pre-discussione è garantire che le parti siano ben preparate per l’udienza, chiarire le questioni controverse attraverso la divulgazione reciproca e la piena trasparenza in modo che le parti possano prepararsi adeguatamente per l’udienza e considerare la possibilità di risolvere la controversia controversia attraverso un meccanismo alternativo di risoluzione dei conflitti.
Durante la discussione preliminare, le parti forniscono l’accesso ai documenti necessari e rispondono a domande importanti per chiarire le questioni in conflitto e ridurre le divergenze tra le stesse, agendo con la massima trasparenza. Al termine della discussione preliminare e non oltre venti giorni prima della data della prima udienza preliminare, le parti depositano una relazione sulla discussione preliminare e vi allegano la necessaria documentazione presentata nel corso della discussione preliminare; in mancanza di un accordo su un rapporto comune, ciascuna parte presenta per proprio conto il modulo specificato. Se una parte non adempie in tutto o in parte a questi obblighi senza un valido motivo, il tribunale le imporrà le spese a favore della controparte o dello Stato.
Dopo aver ricevuto una risposta alla domanda o una volta scaduto il termine per fornire una risposta alla domanda, il tribunale fissa un’udienza preparatoria. Di norma, l’udienza preparatoria non dovrebbe superare le due udienze presso la Magistrates Court e le tre udienze presso la District Court. All’udienza preparatoria, il tribunale stabilirà l’ordine di esame del caso, comprese le date per l’udienza delle testimonianze e la presentazione delle argomentazioni, determinerà la durata della testimonianza, i tempi dell’interrogatorio e la durata dei discorsi di ciascuna parte.
Dopo l’ultimo incontro preparatorio, il caso verrà discusso entro il termine stabilito dal tribunale, entro il quale le parti presenteranno le loro argomentazioni e prove. Se l’imputato non si presenta all’udienza, l’attore ha il diritto di dimostrare le sue affermazioni e ottenere una decisione del tribunale sulla base delle prove presentate. Al termine del processo, il tribunale prenderà una decisione il prima possibile, tenendo conto, tra l’altro, del volume delle prove scritte e orali e della complessità del caso. Il tribunale di prima istanza deve pronunciarsi entro novanta giorni dalla conclusione dell’esame della causa.
La procedura semplificata viene utilizzata per i casi in cui l’importo del debito non supera i 75.000 shekel israeliani. La causa è oggetto di esame in un periodo di tempo più breve: 1) La replica al reclamo è depositata entro quarantacinque giorni dalla data di consegna del reclamo al convenuto; 2) La data dell’udienza preliminare non potrà superare i novanta giorni dalla data di deposito dell’ultima risposta alla domanda e si terrà una sola udienza preliminare; 3) La data del procedimento deve essere fissata entro un termine non superiore a sei mesi dalla data di deposito della risposta al reclamo; 4) L’udienza sulla domanda deve concludersi entro un giorno; 5) La decisione sul caso deve essere presa entro 14 giorni dalla conclusione del procedimento.
La sentenza della Corte Magistrale può essere appellata alla Corte Distrettuale e la decisione della Corte Distrettuale può essere appellata alla Corte Suprema di Israele. Il periodo di appello è di 60 giorni dalla data della sentenza. La presentazione di un appello non sospende l’esecuzione della sentenza impugnata. Tuttavia, la Corte può ordinare una sospensione dell’esecuzione della sentenza pronunciata alle condizioni che ritiene appropriate.
Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Una sentenza può essere eseguita entro 25 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca delle azioni della società.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, si dovrebbe prendere in considerazione una procedura di fallimento. Secondo la legge israeliana sull’insolvenza e sulla riabilitazione economica, l’insolvenza è una situazione finanziaria in cui un debitore non è in grado di pagare i propri debiti in tempo, indipendentemente dal fatto che siano scaduti o meno, o una situazione in cui le passività del debitore superano il valore dei suoi beni. Il creditore ha il diritto di avviare questa procedura a condizione che l’importo del debito superi NIS 83.313,65 e il debitore non abbia saldato il debito entro 30 giorni dal ricevimento della corrispondente richiesta da parte del creditore. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tra tali operazioni vanno evidenziate in particolare: 1) un’operazione conclusa entro due anni prima dell’apertura della procedura concorsuale, finalizzata al trasferimento del patrimonio del debitore senza adeguato compenso da parte della controparte del debitore (a condizione che il debitore in quel momento dell’operazione era in stato di insolvenza o è diventata insolvente a seguito di tale operazione); 2) operazioni volte all’occultamento dei beni del debitore, concluse entro sette anni prima dell’apertura della procedura concorsuale; 3) operazioni volte ad avvantaggiare un creditore rispetto ad altri, concluse entro tre mesi prima dell’apertura della procedura concorsuale. In seguito all’annullamento delle operazioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali operazioni e aumentare così la massa liquidativa per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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