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Il procedimento di recupero crediti in Colombia inizia con un’analisi giuridica e finanziaria del debitore: corretta identificazione della persona fisica o giuridica, indirizzo per le notifiche, attività commerciale effettiva, presenza di beni pignorabili, procedimenti giudiziari o esecutivi in corso, segnali di insolvenza e qualità dei documenti che provano l’obbligazione. In Colombia questa analisi è particolarmente importante perché la via di recupero può cambiare a seconda che il creditore disponga di un documento idoneo all’esecuzione, di un’obbligazione pecuniaria contrattuale di modesto valore o di una controversia che richieda prima un accertamento giudiziale.
Si verifica inoltre se il debito risulta da contratto, fattura, cambiale, verbale di consegna, riconoscimento del debito, accordo conciliativo, sentenza, decisione arbitrale o altro documento capace di dimostrare un’obbligazione chiara, espressa ed esigibile. Quando il fascicolo documentale è solido, il creditore può preparare una strategia più diretta; quando mancano prove sufficienti, può essere necessario rafforzare prima la posizione probatoria mediante comunicazioni formali, riconoscimento del debito, conciliazione o raccolta di documenti commerciali.
Se il debitore non ha procedimenti giudiziari pendenti né decisioni non eseguite relative allo stesso debito e continua a svolgere attività commerciale, può essere ragionevole avviare una fase di recupero stragiudiziale del credito. Questa fase consente di verificare la reale disponibilità al pagamento, ottenere una risposta documentata dal debitore, negoziare un piano di pagamento, una garanzia, la restituzione di beni, la cessione di diritti o una soluzione commerciale che riduca il rischio di contenzioso.
Il contatto con il debitore deve essere organizzato attraverso una richiesta di pagamento chiara e dimostrabile, seguita da comunicazioni documentate tramite posta, posta elettronica, telefono o altri canali di comunicazione. L’obiettivo non è esercitare una pressione informale, ma fissare la posizione del creditore, individuare le persone responsabili della decisione, confermare i dati per le notifiche, ottenere una proposta di pagamento oppure documentare il rifiuto del debitore.
In Colombia, le informazioni sugli indirizzi elettronici e la prova dell’invio o dell’accesso a un messaggio elettronico possono assumere rilievo nella fase giudiziaria. La Legge 2213 del 2022 consente che determinate notifiche personali siano effettuate mediante messaggio di dati all’indirizzo elettronico indicato e richiede di dimostrare il modo in cui tale indirizzo è stato ottenuto, nonché l’invio o l’accesso al messaggio.
Il termine medio per il recupero stragiudiziale può arrivare fino a 60 giorni, salvo che le parti concordino un pagamento rateale o una negoziazione più lunga. Se questa fase non produce risultati, se il debitore nega il debito, occulta beni, entra in stato di insolvenza oppure se fin dall’inizio è evidente che la negoziazione non sarà utile, deve essere valutato il passaggio al recupero giudiziale del credito.
Prima di intraprendere un’azione giudiziaria, occorre verificare il termine di prescrizione applicabile. Come regola generale in materia civile, l’azione esecutiva si prescrive in cinque anni e l’azione ordinaria si prescrive in dieci anni. L’azione esecutiva si trasforma in azione ordinaria con il decorso di cinque anni e, una volta trasformata, dura soltanto altri cinque anni. Le conseguenze della prescrizione possono essere fatte valere mediante azione o eccezione da chi abbia interesse alla sua dichiarazione. Se la prescrizione viene interrotta o rinunciata, il termine corrispondente ricomincia a decorrere. Per i debiti documentati da titoli di credito possono applicarsi termini speciali: ad esempio, l’azione diretta fondata su un titolo di credito si prescrive in tre anni dalla scadenza del pagamento.
La legislazione colombiana non limita il recupero giudiziale del credito a un unico procedimento. La via processuale dipende dai documenti disponibili, dall’importo della pretesa, dall’esistenza di un’obbligazione chiara, espressa ed esigibile, dalla condotta del debitore e dalla necessità di ottenere prima un accertamento giudiziale sull’esistenza, sull’importo o sull’inadempimento del debito.
Le persone che devono partecipare al processo devono farlo tramite un avvocato autorizzato, salvo i casi in cui la legge consenta la partecipazione diretta. Per un creditore straniero, ciò significa che la strategia processuale deve essere coordinata con la preparazione della procura, dei documenti societari e delle prove dei poteri di rappresentanza.
Se il creditore dispone di un documento dal quale risulta un’obbligazione espressa, chiara ed esigibile, può essere valutato il procedimento esecutivo. In questo procedimento, se la domanda è presentata con un documento avente forza esecutiva, il giudice può emettere un ordine di pagamento esecutivo e disporre che il debitore adempia l’obbligazione nella forma richiesta o in quella ritenuta conforme alla legge.
Quando il creditore non dispone di un documento avente forza esecutiva, ma reclama un’obbligazione pecuniaria di natura contrattuale, determinata, esigibile e di modesto valore, può essere valutato il procedimento monitorio. Se la domanda rispetta i requisiti di legge, il giudice richiede al debitore di pagare entro dieci giorni oppure di esporre ragioni concrete per negare totalmente o parzialmente il debito. Se il debitore non paga e non giustifica il rifiuto, può essere emessa una decisione con effetti definitivi.
Quando il debito è contestato, i documenti non hanno forza esecutiva oppure il creditore ha bisogno che il giudice accerti prima l’esistenza dell’obbligazione, l’inadempimento contrattuale, l’importo dovuto o la responsabilità del debitore, la controversia può essere trattata mediante giudizio dichiarativo nella forma verbale. Questo procedimento è rilevante quando non è sufficiente esigere direttamente il pagamento e occorre prima ottenere una decisione giudiziale che riconosca il diritto del creditore e condanni il debitore al pagamento.
Nel giudizio verbale, il procedimento inizia con la presentazione della domanda e dei relativi allegati davanti al giudice competente. Se la domanda rispetta i requisiti di legge, il giudice la ammette e concede al convenuto venti giorni per rispondere. In tale termine, il convenuto può contestare la domanda, ammettere o negare i fatti, proporre eccezioni, discutere l’importo richiesto, produrre prove e formulare le proprie difese.
Se la controversia riguarda una pretesa contenziosa di valore minimo o una materia per la quale la legge prevede una procedura più semplice, può applicarsi il giudizio verbale sommario. Tale procedimento si svolge in un’unica istanza e ha regole proprie sulla domanda, sulla risposta, sull’assunzione delle prove e sull’udienza; non deve quindi essere confuso con il procedimento monitorio né con il procedimento esecutivo.
Per determinare il valore della controversia, la normativa processuale colombiana distingue tra valore minimo, valore minore e valore maggiore. Sono di valore minimo le pretese patrimoniali che non superano quaranta salari minimi mensili legali vigenti. Sono di valore minore quelle che superano quaranta salari minimi mensili legali vigenti senza superare centocinquanta. Sono di valore maggiore quelle che superano centocinquanta salari minimi mensili legali vigenti. Il salario minimo applicabile è quello in vigore al momento della presentazione della domanda.
I giudici civili municipali conoscono, tra gli altri, i procedimenti contenziosi di valore minore, mentre i giudici civili del circuito conoscono i procedimenti contenziosi di valore maggiore. Per questo motivo, prima di presentare una domanda di recupero del credito in Colombia, il creditore deve calcolare correttamente il capitale, gli interessi, le penali e gli altri importi richiesti.
Nella risposta, il convenuto deve esporre chiaramente la propria posizione sulle domande e sui fatti, indicando quali fatti ammette, quali nega e quali non conosce. La mancata risposta, le negazioni contrarie alla realtà o l’assenza di una posizione chiara possono essere valutate dal giudice nell’esame delle prove.
In qualsiasi momento prima della sentenza di primo grado, il convenuto può ammettere espressamente le domande e il loro fondamento di fatto. In tal caso, il giudice può emettere una decisione conforme alle pretese ammesse, ferma restando la facoltà di esaminare le prove quando emergano indizi di frode, collusione o lesione dei diritti di terzi intervenuti nel procedimento come parte principale.
Le udienze consentono di tentare la conciliazione, definire i fatti rilevanti, risolvere questioni processuali, assumere o valutare le prove e ascoltare le argomentazioni delle parti. Se la causa è pronta per la decisione, la sentenza può essere pronunciata in udienza secondo le regole della procedura applicabile.
Le sentenze di primo grado sono impugnabili con appello, salvo quelle pronunciate secondo equità e i casi in cui la legge preveda un’unica istanza. Se la decisione è pronunciata in udienza, l’appello deve essere proposto verbalmente subito dopo la pronuncia. Se la decisione è resa fuori udienza, l’appello deve essere presentato al giudice che l’ha pronunciata, al momento della notifica personale o per iscritto entro tre giorni dalla notifica mediante il sistema ufficiale di comunicazione.
Quando si impugna una sentenza, l’appellante deve indicare in modo breve i rilievi concreti contro la decisione nella stessa udienza, se la sentenza è stata pronunciata in udienza, oppure entro tre giorni dalla sua conclusione o dalla notifica della sentenza resa fuori udienza. La successiva motivazione davanti al giudice superiore deve corrispondere a tali rilievi. Se il ricorso non viene motivato correttamente e nei termini, può essere dichiarato improcedibile.
L’appello può essere concesso con effetto sospensivo, devolutivo o differito. Nelle controversie patrimoniali, molti appelli contro sentenze sono concessi con effetto devolutivo, il che consente la prosecuzione del procedimento, pur senza consegna di somme di denaro o di altri beni fino alla decisione sull’appello. Una volta ammesso l’appello contro una sentenza, il giudice di secondo grado convoca l’udienza per la motivazione e la decisione; se vengono ammesse prove, queste sono assunte nella stessa udienza, si ascoltano le argomentazioni delle parti e viene pronunciata la sentenza secondo le regole processuali applicabili.
Il riesame davanti alla Corte Suprema di Giustizia non costituisce una terza istanza ordinaria. Il ricorso straordinario in cassazione è ammesso contro determinate sentenze pronunciate dai tribunali superiori in secondo grado, incluse le sentenze nei giudizi dichiarativi. Deve essere proposto entro cinque giorni dalla notifica della sentenza. Nelle pretese essenzialmente economiche, tale ricorso è ammesso quando il valore attuale della parte sfavorevole al ricorrente supera mille salari minimi mensili legali vigenti.
Ammesso il ricorso, viene concesso un termine comune di trenta giorni per presentare l’atto di cassazione. Dopo l’ammissione dell’atto, alle controparti è concesso un termine di quindici giorni per presentare la replica. La Corte Suprema di Giustizia esamina il ricorso entro le cause previste dalla legge, tra cui la violazione diretta o indiretta di una norma sostanziale, l’incongruenza della sentenza, il peggioramento della posizione dell’unico appellante o l’esistenza di nullità processuali non sanate. In un caso di recupero giudiziale del credito, la convenienza dell’appello o del ricorso straordinario dipende dal tipo di procedimento, dall’importo della controversia, dal contenuto della sentenza, dai costi, dai tempi e dall’impatto reale dell’impugnazione sulla possibilità di recupero.
Nei casi internazionali, se il creditore dispone già di una sentenza pronunciata fuori dalla Colombia, la strategia non inizia sempre con una nuova domanda di recupero. Può essere necessario avviare il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze straniere. Le sentenze straniere hanno in Colombia la forza attribuita dai trattati applicabili e, in assenza di trattato, la forza che lo Stato di origine riconosce alle sentenze colombiane.
Affinché una sentenza straniera produca effetti in Colombia, devono essere rispettati determinati requisiti: la decisione non deve riguardare diritti reali su beni situati in Colombia all’inizio del procedimento straniero, non deve essere contraria all’ordine pubblico colombiano, deve essere definitiva secondo la legge del Paese di origine, deve essere presentata in copia legalizzata, non deve riguardare una materia di competenza esclusiva dei giudici colombiani e deve risultare rispettato il diritto del debitore alla notificazione e alla difesa.
La domanda di riconoscimento è presentata alla Camera civile di cassazione della Corte Suprema di Giustizia, salvo che un trattato internazionale attribuisca la competenza a un altro giudice. Se il riconoscimento viene concesso e la sentenza straniera richiede esecuzione, l’adempimento prosegue davanti al giudice competente secondo le regole generali. I documenti non redatti in lingua spagnola devono essere presentati con traduzione conforme alla legge.
Quando esiste una sentenza definitiva, un documento avente forza esecutiva o una sentenza straniera riconosciuta quando necessario, il creditore può passare all’esecuzione forzata. In Colombia, l’esecuzione si fonda sull’esistenza di un’obbligazione chiara, espressa ed esigibile oppure su una decisione giudiziale che consenta di pretendere il pagamento. Se la domanda esecutiva è presentata con un documento avente forza esecutiva, il giudice può emettere un ordine di pagamento esecutivo contro il debitore.
Nell’ambito dell’esecuzione, i crediti del creditore possono essere soddisfatti mediante misure su denaro, conti bancari, beni mobili, beni immobili, titoli, diritti patrimoniali e altri beni pignorabili del debitore. In pratica, l’efficacia di questa fase dipende dalla localizzazione dei beni in Colombia, dalla corretta identificazione del debitore, dall’esistenza di conti o beni registrati e dalla rapidità con cui vengono richieste misure cautelari o esecutive.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore deve valutare se sia opportuno proseguire con l’esecuzione individuale o partecipare a una procedura concorsuale. In Colombia, il regime dell’insolvenza d’impresa prevede, tra le altre vie, la riorganizzazione e la liquidazione giudiziaria, e l’apertura della procedura può modificare il modo in cui il creditore deve presentare, provare e far valere il proprio credito.
La cessazione dei pagamenti sussiste quando il debitore non adempie per più di novanta giorni due o più obbligazioni a favore di due o più creditori, assunte nello svolgimento della sua attività, oppure quando sono state presentate almeno due domande esecutive da due o più creditori per il pagamento di obbligazioni. In ogni caso, il valore complessivo di tali obbligazioni deve rappresentare almeno il dieci per cento del passivo totale del debitore alla data dei bilanci allegati alla domanda.
Nella liquidazione giudiziaria, la decisione di apertura dispone, tra le altre misure, la nomina del liquidatore, limitazioni all’attività ordinaria del debitore, misure cautelari sui suoi beni e la pubblicazione dell’avviso di apertura. I creditori dispongono di venti giorni dalla rimozione dell’avviso per presentare il proprio credito al liquidatore, allegando la prova della sua esistenza e del suo importo.
Se l’attivo è insufficiente a pagare le obbligazioni del debitore, il liquidatore deve richiedere ai soci il pagamento del valore delle quote o azioni non versate e dell’eventuale responsabilità aggiuntiva prevista dallo statuto. A tal fine, il liquidatore promuove un procedimento esecutivo davanti al giudice che conosce della liquidazione giudiziaria, sulla base di inventari e valutazioni definitive e della corrispondente certificazione contabile.
Inoltre, se la situazione di insolvenza o di liquidazione giudiziaria è stata prodotta da atti della società madre o controllante in virtù del rapporto di subordinazione, nell’interesse di tale società o di una delle sue controllate e contro l’interesse della società debitrice, la società madre o controllante può rispondere in via sussidiaria delle obbligazioni della debitrice. Questa azione è trattata davanti al giudice della procedura concorsuale e può essere proposta entro quattro anni.
Durante la procedura di insolvenza possono essere esercitate anche azioni di revoca o di simulazione contro atti del debitore che abbiano danneggiato i creditori, alterato l’ordine di soddisfazione dei crediti o ridotto il patrimonio disponibile. Tra tali atti rientrano trasferimenti, dazioni in pagamento, costituzione o cancellazione di garanzie, limitazioni del diritto di proprietà o contratti che impediscano la finalità della procedura compiuti nei diciotto mesi anteriori all’apertura, atti gratuiti compiuti nei ventiquattro mesi anteriori e modifiche statutarie registrate nei sei mesi anteriori quando diminuiscano il patrimonio o modifichino il regime di responsabilità a danno dei creditori.
Se l’azione viene accolta, la sentenza può ordinare la cancellazione di registrazioni, la restituzione di diritti al patrimonio del debitore e altre misure necessarie a ricostituire la massa. Inoltre, il creditore che ha promosso l’azione può avere diritto a una ricompensa pari al quaranta per cento del valore commerciale del bene recuperato o del beneficio ottenuto direttamente o indirettamente per il patrimonio del debitore.
Se hai bisogno di supporto in un caso di recupero crediti in Colombia, Grandliga può assistere il creditore in tutte le fasi rilevanti: analisi del debitore e dei documenti, trattative stragiudiziali, scelta tra procedimento esecutivo, procedimento monitorio o giudizio dichiarativo, preparazione della strategia giudiziale, riconoscimento di una sentenza straniera, esecuzione sui beni in Colombia e attività connesse a insolvenza, riorganizzazione o liquidazione giudiziaria del debitore. Ogni strategia deve essere costruita in base al tipo di debito, alle prove disponibili, alla localizzazione del debitore, all’esistenza di beni pignorabili e alla prospettiva concreta di recupero.
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