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Il processo di recupero crediti in Uruguay inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 10 anni. Le conseguenze del mancato termine di prescrizione si applicano solo su richiesta del debitore. La prescrizione si interrompe quando il debitore riconosce espressamente o tacitamente il debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
La legislazione uruguaiana prevede il recupero giudiziale dei crediti nei procedimenti ordinari ed esecutivi.
Una parte deve partecipare a tutti i procedimenti giudiziari con l’assistenza di un avvocato e il tribunale deve respingere i documenti non firmati da un avvocato, nonché impedire lo svolgimento di azioni procedurali senza tale assistenza.
Prima di iniziare qualsiasi processo, è necessaria la richiesta di un’udienza in tribunale per tentare una conciliazione con il potenziale convenuto. L’incontro sarà fissato con almeno tre giorni di anticipo, sulla base di una richiesta scritta, nella quale dovrà brevemente delineare le motivazioni e lo scopo della richiesta che verrà avanzata nel procedimento principale.
La conciliazione raggiunta durante l’incontro, così come gli accordi stipulati dalle parti in quel momento davanti al tribunale, avranno la stessa forza della decisione finale del tribunale tra le parti e i loro successori secondo il diritto universale. Se non si raggiunge la conciliazione tra le parti, al ricorrente verrà rilasciato un corrispondente certificato, che dovrà successivamente essere incluso nel processo principale.
Il consueto procedimento giudiziario viene effettuato presentando una dichiarazione di reclamo in tribunale, dopo di che il tribunale esamina la richiesta per verificarne la conformità con i requisiti legali. Se la domanda è formulata nelle forme prescritte, il giudice ordina l’avviso e concede al convenuto trenta giorni per rispondere. Trascorso il termine indicato o dopo che è stata data la risposta, il tribunale fisserà un’udienza preliminare.
In risposta alla richiesta, il convenuto è obbligato a parlare in modo inequivocabile dell’attendibilità dei fatti esposti nella domanda di reclamo e dell’autenticità dei documenti allegati alla richiesta, la cui paternità gli viene attribuita. I documenti saranno considerati autentici se la loro autenticità non viene contestata. Il silenzio, le risposte ambigue o evasive o la mancata risposta saranno considerati ammissione dei fatti esposti nella denuncia, a meno che non siano confutati dalle prove disponibili nel caso.
Il convenuto può accogliere la domanda riconoscendone la fondatezza ed accogliendo la domanda presentata. In questo caso, il tribunale deve prendere una decisione immediatamente, senza bisogno di prove o di altri passaggi procedurali. In caso contrario, sarà necessario proseguire il procedimento se la questione sollevata è di ordine pubblico, se sono in gioco diritti inalienabili o se i fatti su cui si fonda la domanda non possono essere provati per ammissione.
Se, trascorso il termine per rispondere alla domanda, il convenuto non è comparso, l’attore può chiedere il riconoscimento della sua mancata comparizione. La mancata comparizione dell’imputato, indipendentemente dal suo riconoscimento, significherà che il tribunale dovrà considerare confermati i fatti dichiarati dall’attore se non contraddicono le prove contenute nel fascicolo. Dal momento in cui si accerta che l’imputato non si è presentato, i suoi beni possono essere sequestrati, se ciò è necessario per garantire l’esito del processo, su richiesta dell’attore.
Se l’imputato compare all’udienza preliminare, il giudice svolgerà le seguenti attività: approvazione e chiarimento della domanda e replica; presentazione di nuovi fatti; attuazione di un tentativo di conciliazione; raccolta di prove; determinazione dell’oggetto del processo e delle prove.
Se le prove sono state raccolte completamente o si decide di ignorarle o la questione riguarda solo la legge, il tribunale continuerà a raccogliere le dichiarazioni orali delle parti e a prendere una decisione. In caso contrario, il tribunale fisserà un’ulteriore udienza. In un incontro aggiuntivo, tutte le prove saranno accettate e prese in considerazione e saranno ascoltati esperti e testimoni. Al termine dell’udienza il tribunale darà alle parti il tempo per le dichiarazioni finali e poi prenderà la decisione.
Il procedimento esecutivo si applica all’incasso di una somma di denaro non contestata, confermata da un atto scritto. Se il credito presentato dal creditore rientra nei criteri del procedimento esecutivo, il tribunale emette una sentenza che pignora i beni del debitore e lo obbliga a pagare l’importo richiesto o a presentare un’opposizione entro 10 giorni. In assenza di opposizione, il caso verrà trasferito alla fase esecutiva senza necessità di ulteriori procedimenti. In caso contrario, il tribunale fisserà un’udienza per esaminare le obiezioni del debitore, al termine della quale prenderà una decisione.
La decisione del tribunale di primo grado è impugnabile entro 15 giorni dalla data di notifica della decisione. La denuncia viene esaminata in un’udienza in tribunale con la partecipazione delle parti interessate. Al termine dell’udienza, la corte d’appello prende una decisione definitiva. La decisione della Corte d’Appello può essere impugnata davanti alla Corte Suprema dell’Uruguay entro 15 giorni dalla data di notifica della decisione impugnata. Il ricorso per cassazione non è ammissibile se la decisione di secondo grado conferma integralmente e senza controversie la decisione di primo grado, nonché se l’importo della domanda non supera l’equivalente di 4.000 quote rettificate. A seguito dell’esame del reclamo, la Corte Suprema prende una decisione che entra in vigore dal momento in cui viene annunciata e non è soggetta a ricorso.
Dopo l’entrata in vigore della sentenza, il creditore dovrebbe avviare un procedimento di esecuzione. Una sentenza può essere eseguita entro 10 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca dei titoli.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del fallimento del debitore. Viene riconosciuto lo stato di fallimento a qualsiasi debitore che, per qualsiasi motivo, cessi di adempiere alle attuali obbligazioni sui propri debiti commerciali. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, le azioni e le transazioni del debitore commesse in modo fraudolento nei confronti dei creditori possono essere annullate. Sono inoltre riconosciuti invalidi gli atti o le operazioni compiuti nei sessanta giorni precedenti la data in cui è intervenuta l’effettiva sospensione dei pagamenti, su istanza del giudice, e cioè: le donazioni senza compenso, le cessioni a titolo gratuito di beni mobili ed immobili, nonché come cessioni e trasferimenti di beni immobili in pagamento di obbligazioni non intervenute al momento della dichiarazione di fallimento. A seguito dell’applicazione delle suddette disposizioni, è possibile aumentare le probabilità di soddisfare integralmente le richieste dei creditori.
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