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Recupero crediti in Portogallo

Il processo di recupero crediti in Portogallo inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione generale è di 20 anni. Per i debiti commerciali e di consumo, il termine di prescrizione è di 2 anni o 5 anni e dipende dallo status del debitore (persona giuridica o persona fisica). Gli accordi tra le parti volti a modificare i termini di prescrizione stabiliti non sono validi. Le conseguenze della mancata prescrizione si applicano solo su richiesta dell’interessato. Il termine di prescrizione si interrompe se il debito viene riconosciuto. Allo stesso tempo, il tacito riconoscimento è rilevante solo quando deriva da fatti che lo esprimono inequivocabilmente. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.

Il diritto portoghese prevede il recupero giudiziario dei crediti attraverso un procedimento giudiziario ordinario e un’ingiunzione.

Il procedimento giudiziario ordinario si svolge presentando una domanda al tribunale, dopo di che il tribunale decide di accogliere la domanda, convoca il convenuto e prepara l’esame della causa nel merito. Dopo aver ricevuto l’atto di citazione e una copia della richiesta di risarcimento, il convenuto ha 30 giorni di tempo per opporsi. Se l’imputato non esercita il diritto di opposizione, la posizione di default è che i fatti e le circostanze non contestati si considerano ammessi dall’imputato. Se l’imputato solleva un’obiezione, il tribunale fissa un’udienza preliminare. Nel corso dell’udienza preliminare, il giudice tenta la conciliazione se lo ritiene opportuno, ascolta le posizioni delle parti per determinare i termini della controversia e correggere eventuali carenze o imprecisioni nell’esposizione dei fatti, programma le azioni da intraprendere all’udienza finale, stabilisce il numero di udienze e la loro probabile durata e fissa le date appropriate. Non si terrà un’udienza preliminare per i crediti non contestati.

Dopo aver espletato le fasi preparatorie alla trattazione della causa nel merito, il giudice fissa l’udienza principale. Durante l’udienza principale, il tribunale ascolta le posizioni delle parti, valuta le prove e, una volta esaurite le argomentazioni delle parti, conclude l’udienza principale e prende una decisione sotto forma di sentenza entro 30 giorni.

La decisione del tribunale di primo grado è impugnabile davanti alla corte d’appello entro 30 giorni dalla data di notifica della decisione impugnata. Il caso viene esaminato attraverso un’udienza orale. A seguito dell’esame del reclamo, il tribunale prende una decisione, che entra in vigore dal momento della sua pubblicazione. La decisione della corte d’appello può essere impugnata davanti alla Corte Suprema entro 30 giorni dalla data di notifica della decisione impugnata. Il ricorso per cassazione dovrebbe essere proposto solo se la decisione impugnata contraddice l’uniformità della prassi giudiziaria consolidata. Il reclamo viene esaminato attraverso una procedura di udienza. Come risultato dell’esame del ricorso, il tribunale prende una decisione che entra in vigore dal momento in cui viene annunciata e non è soggetta a ulteriore ricorso.

La procedura di ingiunzione si applica alle richieste di pagamento di somme di denaro derivanti da contratti il ​​cui valore non eccede la competenza del giudice di primo grado (fino a circa 15.000 euro). Attuato presentando una domanda elettronicamente. Entro 5 giorni, il cancelliere del tribunale notifica al convenuto tramite posta certificata la necessità di pagare al creditore l’importo richiesto più le spese di giudizio da lui pagate entro 15 giorni o di presentare opposizione alla domanda. Se il debitore non solleva opposizione, il tribunale emette una decisione definitiva nei confronti del creditore con titolo esecutivo. Se il debitore si oppone, la controversia verrà esaminata in maniera generale.

Dopo l’entrata in vigore della sentenza, il creditore dovrebbe avviare un procedimento di esecuzione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; sequestro e vendita di titoli; arresto di un’impresa commerciale; arresto e confisca di quote societarie; sequestro e confisca dei beni del debitore utilizzati da terzi. È inoltre consentito trasferire al creditore i redditi derivanti dai beni immobili del debitore per il periodo dal momento del suo arresto fino alla vendita forzata all’asta.

Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del fallimento del debitore. L’insolvenza si verifica quando un debitore non è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni pendenti o quando le obbligazioni superano chiaramente le attività misurate secondo i principi contabili applicabili. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore che hanno causato un danno al debitore o lo hanno privato dei suoi beni. Tra tali operazioni si segnalano in particolare: cessioni a titolo gratuito di beni mobili ed immobili, perfezionate entro i due anni precedenti l’apertura della procedura concorsuale; costituzione da parte del debitore di garanzie reali in relazione ad obbligazioni preesistenti, entro sei mesi antecedenti la data di inizio della procedura concorsuale; operazioni con parti correlate. In seguito all’annullamento di tali operazioni, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali operazioni e quindi aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.

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26.07.2024
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