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Recupero crediti in El Salvador

Il recupero crediti in El Salvador deve iniziare con una valutazione giuridica, finanziaria e probatoria del debitore. In questa fase si verificano l’identificazione esatta del debitore, il suo domicilio, l’attività commerciale, le informazioni disponibili nei registri pubblici, i procedimenti giudiziari o esecutivi in corso, eventuali segnali di insolvenza e la qualità dei documenti che provano il credito. Se il debitore è una società salvadoregna, è importante verificare anche i dati collegati al registro commerciale, poiché l’identificazione corretta della società, dei suoi rappresentanti e della sua situazione registrale incide sulla notifica, sulla domanda giudiziale e sulla successiva esecuzione.

Per un creditore straniero, l’analisi iniziale non deve limitarsi alla verifica di una fattura non pagata. È necessario stabilire se il credito deriva da un contratto, da una fornitura di beni, da servizi prestati, da un riconoscimento del debito, da un titolo di credito, da una sentenza straniera o da una decisione arbitrale. Da questa qualificazione dipende la scelta tra trattative, recupero giudiziale del credito, procedimento esecutivo, procedimento monitorio, riconoscimento di un titolo straniero o misure collegate al fallimento del debitore.

Se il debitore continua a svolgere attività commerciale, dispone di recapiti verificabili, non presenta evidenti segnali di insolvenza e i documenti del creditore consentono di dimostrare l’origine, l’importo e l’esigibilità del credito, il primo passo pratico può essere una fase stragiudiziale ben documentata. Questa fase permette di verificare la reale posizione del debitore, ottenere un pagamento volontario o parziale, fissare la sua risposta rispetto al debito e preparare una base probatoria più solida per un eventuale giudizio.

La fase stragiudiziale può comprendere trattative dirette, invio di una richiesta scritta di pagamento, chiarimento delle ragioni dell’inadempimento e ricerca di una soluzione provabile per iscritto. A seconda delle circostanze, l’accordo può prevedere pagamento totale o parziale, piano di pagamento, restituzione di beni, compensazione di crediti, trasferimento o assunzione del debito da parte di un terzo, oppure un’altra soluzione commerciale che non indebolisca la posizione giuridica del creditore.

In El Salvador, questa attività deve basarsi su prova, coerenza e possibilità di dimostrare ogni contatto rilevante con il debitore. È opportuno conservare la richiesta inviata, la prova della sua ricezione, le risposte del debitore, le proposte di pagamento, i riconoscimenti del debito, i messaggi delle persone con potere decisionale e ogni documento che confermi l’esistenza dell’obbligazione. Questi elementi possono essere importanti se successivamente sarà necessario un procedimento monitorio, un procedimento esecutivo o un recupero giudiziale del credito.

Se le trattative non producono un risultato utile, il debitore nega il credito senza una base sufficiente, nasconde informazioni sui propri beni, interrompe le comunicazioni o emergono indizi di insolvenza, il creditore deve passare al recupero giudiziale, alle misure esecutive o alle procedure collegate al fallimento, in base alla natura dei documenti disponibili.

Prima di avviare un’azione giudiziale, il creditore deve determinare il termine di prescrizione applicabile alla specifica pretesa. Nel diritto civile salvadoregno, il termine generale è di 10 anni per le azioni esecutive e di 20 anni per le azioni ordinarie. Quando per la stessa obbligazione esistono contemporaneamente azione esecutiva e azione ordinaria, la prescrizione dell’azione ordinaria decorre insieme a quella dell’azione esecutiva; trascorsi i 10 anni dell’azione esecutiva, l’azione ordinaria dura soltanto altri 10 anni. La prescrizione non viene applicata automaticamente dal giudice e deve essere eccepita dalla parte che intende avvalersene.

Oltre ai termini generali, possono applicarsi termini speciali. Per il recupero del prezzo di beni venduti al dettaglio da commercianti, fornitori e artigiani, l’azione si prescrive in 2 anni. Nei rapporti commerciali esistono inoltre termini propri: alcune azioni derivanti da contratti commerciali possono prescriversi in 2 anni, mentre le azioni derivanti da contratti di credito e altri diritti commerciali possono prescriversi in 5 anni dall’ultimo riconoscimento dell’obbligazione da parte del debitore.

La prescrizione può essere interrotta dal riconoscimento espresso o tacito dell’obbligazione da parte del debitore, compresi riconoscimento scritto, pagamento parziale, richiesta di proroga o accordo di pagamento rateale. Può essere interrotta anche dalla domanda giudiziale. Nelle prescrizioni di breve durata, l’esistenza di un’obbligazione scritta, la concessione di un termine o una richiesta giudiziale possono portare all’applicazione del corrispondente regime generale di prescrizione.

La legislazione salvadoregna consente di strutturare il recupero giudiziale del credito attraverso diverse vie, in base all’importo della pretesa, alla forza probatoria dei documenti e al tipo di obbligazione. Per le controversie di cognizione si utilizzano principalmente il procedimento ordinario e il procedimento abbreviato. Quando il creditore dispone di un documento dal quale risulta un’obbligazione di pagamento esigibile, liquida o liquidabile, può essere avviato un procedimento esecutivo. Per crediti pecuniari liquidi, scaduti ed esigibili entro il limite previsto dalla legge, può inoltre essere utilizzato il procedimento monitorio.

Il procedimento esecutivo è particolarmente rilevante quando il credito è fondato su un titolo che consente di chiedere il pagamento in modo più diretto. Nella domanda esecutiva il creditore deve allegare il titolo su cui si fonda la pretesa e i documenti che permettono di determinare con precisione l’importo richiesto. Se il giudice riconosce la legittimazione del creditore e la forza esecutiva del titolo, può dare corso alla domanda, disporre il pignoramento e ordinare le misure necessarie per assicurare il pagamento del debito, degli interessi e delle spese richieste.

Il procedimento ordinario si applica alle domande il cui importo supera 25.000 colón salvadoregni o l’equivalente in dollari statunitensi, nonché alle controversie il cui interesse economico non possa essere determinato neppure in modo approssimativo. Nei procedimenti civili e commerciali, le parti devono agire tramite un procuratore scelto tra gli avvocati della Repubblica, senza il quale il procedimento non viene portato avanti.

La procedura inizia con la presentazione della domanda davanti al tribunale competente. Se la domanda soddisfa i requisiti processuali, il giudice la ammette e ordina che venga comunicata al convenuto, affinché questi presenti risposta entro 20 giorni. Nella risposta, il convenuto può negare i fatti indicati dall’attore, esporre i motivi della propria opposizione, sollevare eccezioni processuali o di merito e, quando consentito, proporre domanda riconvenzionale.

Il giudice può considerare il silenzio del convenuto o le sue risposte evasive come ammissione tacita di fatti a lui noti e sfavorevoli. Tuttavia, la mancata costituzione del convenuto non equivale di per sé ad accettazione della domanda né a riconoscimento dei fatti esposti dall’attore. La dichiarazione di contumacia consente la prosecuzione del processo; il relativo provvedimento viene notificato al convenuto e, dopo tale momento, di regola non vengono effettuate ulteriori notifiche, salvo la decisione che conclude il procedimento.

Completati gli atti iniziali o scaduti i relativi termini, il giudice convoca le parti a un’udienza preparatoria entro 3 giorni. Tale udienza deve tenersi entro un termine non superiore a 60 giorni dalla convocazione giudiziale. La sua finalità è tentare la conciliazione, sanare eventuali vizi processuali, determinare con precisione la pretesa e l’oggetto della prova, nonché proporre e ammettere le prove che le parti intendono utilizzare a sostegno delle proprie posizioni.

Se le parti non raggiungono un accordo, il procedimento passa alla fase probatoria. I fatti ammessi o concordati da entrambe le parti vengono esclusi dall’ulteriore attività probatoria. Sui fatti controversi, le parti propongono le prove che ritengono necessarie, e il tribunale fissa la data dell’udienza probatoria entro 60 giorni dall’udienza preparatoria, tenendo conto della complessità della preparazione e dell’eventuale necessità di più sessioni.

Dopo l’assunzione delle prove e le conclusioni finali delle parti, il giudice dichiara chiusa l’udienza. La sentenza deve essere pronunciata entro 15 giorni dalla conclusione dell’udienza probatoria e comunicata alle parti entro un termine non superiore a 5 giorni dalla sua pronuncia.

Il procedimento abbreviato si applica alle domande il cui importo non supera 25.000 colón salvadoregni o l’equivalente in dollari statunitensi, nonché a determinate controversie che la legge sottopone a questo rito in base alla materia. Il procedimento inizia con una domanda semplificata, nella quale devono essere indicati il tribunale, le parti, i domicili per le notifiche, i fatti che giustificano la richiesta e la pretesa concreta del creditore.

Se la domanda viene ammessa, il giudice indica nello stesso provvedimento il giorno e l’ora dell’udienza. Tra la citazione e la celebrazione effettiva dell’udienza devono trascorrere almeno 10 giorni e non più di 20 giorni. L’udienza si tiene in un’unica convocazione e le parti devono presentarsi con i mezzi di prova che intendono utilizzare.

La mancata comparizione ingiustificata del convenuto non impedisce lo svolgimento dell’udienza. Il giudice tenta innanzitutto di favorire un accordo tra le parti. Se l’accordo non viene raggiunto, l’attore conferma, amplia o riduce la domanda senza modificarne sostanzialmente il contenuto, mentre il convenuto risponde alla domanda, solleva eventuali vizi processuali, ammette o nega i fatti, contesta i fondamenti giuridici e, quando consentito, propone domanda riconvenzionale.

Dopo le allegazioni vengono proposte e assunte le prove utili e pertinenti, quindi le parti espongono oralmente le conclusioni finali. Al termine dell’udienza, il giudice può pronunciare subito la sentenza, se ciò è possibile. Se non lo fa immediatamente, deve annunciare verbalmente la decisione e pronunciare la sentenza entro 15 giorni dalla conclusione dell’udienza.

Il procedimento monitorio si applica al recupero di un credito pecuniario liquido, scaduto ed esigibile, il cui importo determinato non superi 25.000 colón salvadoregni o l’equivalente in dollari statunitensi. Il creditore deve fornire un principio di prova sufficiente mediante documenti che dimostrino il rapporto tra creditore e debitore. Anche se il documento è stato formato unilateralmente dal creditore, deve risultare firmato dal debitore, contenere prova che la firma sia stata apposta su suo ordine oppure incorporare un altro segno meccanico o elettronico idoneo a collegarlo all’obbligazione.

Se la richiesta soddisfa i requisiti, il giudice ordina di intimare al debitore di pagare entro 20 giorni direttamente al creditore o al tribunale, oppure di comparire per proporre opposizione. Se il debitore non paga e non si oppone entro il termine, il giudice dispone il pignoramento di beni sufficienti e il caso prosegue secondo le regole dell’esecuzione delle sentenze.

Se il debitore compare entro il termine e propone opposizione, la controversia prosegue secondo le regole del procedimento abbreviato, e la sentenza pronunciata ha autorità di cosa giudicata. In tale situazione, il richiedente deve presentare la domanda entro il termine legale corrispondente affinché la pretesa possa proseguire nella via giudiziale adeguata.

La sentenza o il provvedimento di primo grado impugnabile può essere contestato mediante ricorso in appello. Il ricorso deve essere presentato davanti al giudice che ha pronunciato il provvedimento impugnato, entro il termine massimo di 5 giorni a decorrere dal giorno successivo alla sua comunicazione. Nell’atto di appello devono essere esposte con chiarezza le ragioni dell’impugnazione, distinguendo le questioni relative all’applicazione del diritto, all’accertamento dei fatti, alla valutazione delle prove e a eventuali violazioni processuali.

Presentato l’appello, il giudice notifica l’atto alla controparte e lo trasmette al tribunale superiore insieme al fascicolo. Se il ricorso viene ammesso, le parti sono convocate in udienza. Dopo lo svolgimento dell’udienza, il tribunale d’appello deve pronunciare la decisione entro 20 giorni, esaminando i motivi sollevati nel ricorso e, se applicabile, negli atti di adesione.

Contro determinati provvedimenti può essere proposto ricorso per cassazione. Il ricorso deve essere presentato per iscritto e adeguatamente motivato. Il termine per proporlo è di 15 giorni a decorrere dal giorno successivo alla notifica del provvedimento impugnato. La competenza spetta alla sezione civile della Corte Suprema di Giustizia, quando la legge consente questo rimedio.

Per un creditore straniero, una parte importante del recupero consiste nel riconoscimento ed esecuzione di decisioni straniere in El Salvador. Prima di tutto occorre stabilire se esista già una sentenza, un altro provvedimento giudiziario straniero o una decisione arbitrale che possa servire come titolo esecutivo. La legislazione processuale civile e commerciale salvadoregna considera titoli esecutivi stranieri le sentenze e gli altri provvedimenti giudiziari stranieri che concludono un processo, nonché le decisioni arbitrali straniere riconosciute in El Salvador.

Tali titoli hanno forza esecutiva secondo i trattati internazionali, le regole di cooperazione giuridica internazionale o gli accordi conclusi con lo Stato di provenienza del titolo. In mancanza di un trattato o di una regola internazionale applicabile, il riconoscimento può avvenire se sono rispettati i requisiti di legge, tra cui l’autorità di cosa giudicata della decisione nello Stato di origine, la competenza del tribunale straniero secondo le regole salvadoregne sulla giurisdizione internazionale, la regolare citazione della parte convenuta e la garanzia della possibilità di difesa.

La competenza per il riconoscimento di sentenze, provvedimenti giudiziari e decisioni arbitrali provenienti dall’estero appartiene alla sezione civile della Corte Suprema di Giustizia. Una volta riconosciuto il titolo straniero, la sua attuazione avviene secondo le regole salvadoregne di esecuzione forzata, salvo diversa disposizione del trattato internazionale applicabile.

Quando la sentenza nazionale diventa definitiva, oppure quando il titolo straniero viene riconosciuto nei casi in cui il riconoscimento è necessario, il creditore deve avviare la procedura di esecuzione. La decisione giudiziale definitiva può essere presentata per l’esecuzione entro 2 anni dalla data in cui è diventata definitiva.

Nell’ambito dell’esecuzione forzata, il creditore presenta una richiesta nella quale identifica il debitore esecutato, il titolo su cui si fonda, l’importo da recuperare e le attività esecutive richieste. Nell’esecuzione di somme di denaro, l’importo reclamato può essere aumentato fino a un terzo per coprire interessi e spese maturati durante l’esecuzione, salvo successiva liquidazione dell’importo effettivo.

Se il creditore conosce beni del debitore, può indicarli nella richiesta. Se non li conosce, oppure se i beni conosciuti sono insufficienti, può chiedere misure dirette alla loro individuazione. Il provvedimento che dispone l’esecuzione deve indicare la persona contro cui essa è diretta, l’importo per cui si procede, le attività ordinate, il pignoramento dei beni e le misure per individuare elementi patrimoniali del debitore.

Le pretese del creditore possono essere soddisfatte mediante pignoramento di fondi, trattenuta di somme, pignoramento e vendita di beni mobili o immobili, aggressione di diritti patrimoniali, titoli e altri beni suscettibili di esecuzione. Lo scopo pratico di questa fase è trasformare il titolo esecutivo in recupero effettivo, individuando i beni, assicurandone la conservazione e destinandoli al pagamento del debito, degli interessi e delle spese secondo la procedura applicabile.

Se il debitore presenta segnali di insolvenza, il creditore deve valutare la possibilità di utilizzare misure collegate al fallimento del debitore. In El Salvador, la dichiarazione giudiziale di fallimento si applica al commerciante che ha cessato di pagare le proprie obbligazioni. Questa situazione si presume, tra gli altri casi, quando vi è inadempimento di obbligazioni liquide e scadute, insufficienza di beni sui quali possa essere eseguito il pignoramento, occultamento o assenza del commerciante per 15 giorni o più senza lasciare alla guida dell’impresa una persona legalmente in grado di adempiere le obbligazioni, chiusura volontaria dei locali dell’impresa per 15 giorni o più in presenza di obbligazioni pendenti, cessione di beni in pregiudizio dei creditori oppure ricorso a mezzi rovinosi, fraudolenti o fittizi per adempiere o non adempiere le obbligazioni.

In questa fase, l’obiettivo del creditore non è soltanto ottenere una sentenza o avviare un’esecuzione individuale, ma anche proteggere il patrimonio che può servire a soddisfare i creditori. Se i beni del debitore sono insufficienti, diventa particolarmente importante esaminare le operazioni compiute prima del fallimento o in un periodo collegato a esso, soprattutto quando abbiano ridotto il patrimonio del debitore, favorito ingiustificatamente determinati soggetti o reso più difficile il recupero.

La legislazione commerciale salvadoregna disciplina gli atti in frode ai creditori anteriori al fallimento. Gli atti del fallito compiuti in frode ai creditori non hanno efficacia nei confronti della massa, siano essi anteriori o posteriori alla dichiarazione di fallimento. Se l’atto è a titolo oneroso, è necessario stabilire che il terzo che vi ha partecipato fosse a conoscenza della frode. Dalla data alla quale vengono retrodatati gli effetti del fallimento, si presumono compiuti in frode ai creditori, senza possibilità di prova contraria, gli atti a titolo gratuito, gli atti a titolo oneroso nei quali la prestazione ricevuta dal fallito sia manifestamente inferiore alla sua e i pagamenti di obbligazioni non ancora scadute.

Possono inoltre presumersi compiuti in frode ai creditori, salvo prova della buona fede, i pagamenti di debiti scaduti effettuati con modalità diverse da quelle corrispondenti alla natura dell’obbligazione, nonché la costituzione di diritti reali su beni del fallito a garanzia di obbligazioni precedenti quando tale garanzia non era stata concordata. Inoltre, pagamenti, atti e alienazioni compiuti a titolo oneroso dalla data di retrodatazione degli effetti del fallimento possono essere considerati fraudolenti se il rappresentante della procedura o altro interessato dimostra che il terzo conosceva la situazione del fallito.

La conseguenza pratica di queste regole è che beni, somme, proventi o interessi che devono rientrare nella massa possono aumentare il patrimonio disponibile per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi della procedura. Se i beni oggetto dell’atto sono già usciti dal patrimonio di chi li aveva ricevuti e sono stati acquistati da un terzo in buona fede, può essere chiesto al primo acquirente il risarcimento dei danni, salvo che dimostri la propria buona fede. La stessa responsabilità può riguardare chi distrugge o occulta beni per evitare gli effetti della revoca.

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21.08.2024
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