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Il processo di recupero crediti in El Salvador inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. La prescrizione per le azioni ordinarie è di 20 anni, per le azioni esecutive 10 anni. Per i reclami relativi alla riscossione del costo dei beni venduti al dettaglio, il termine di prescrizione è di 2 anni. Le conseguenze del mancato termine di prescrizione si applicano solo su richiesta del debitore. Il termine di prescrizione viene interrotto se il debitore riconosce direttamente o indirettamente il debito, ad esempio un riconoscimento scritto o un accordo a pagare il debito a rate. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
La legge di El Salvador prevede la riscossione giudiziale dei debiti presso il tribunale ordinario, procedimenti sommari e procedimenti scritti.
La consueta procedura giudiziaria si svolge presentando una dichiarazione di reclamo al tribunale, dopo di che il tribunale decide di accogliere la richiesta, avvisa il convenuto e si prepara all’esame del caso nel merito. La procedura giudiziaria ordinaria è applicabile nei casi in cui l’importo delle richieste supera i 25.000 colones salvadoregni, o nei casi in cui è impossibile stimare l’importo delle richieste anche approssimativamente.
Nelle controversie le parti devono essere rappresentate da avvocati. Se la domanda viene accolta, il tribunale emette una sentenza e ordina al convenuto di comparire in tribunale.
Una volta accolta la domanda, il giudice cita il convenuto a sentire la sua posizione entro 20 giorni dal ricevimento della notifica. Nella risposta alla domanda, il convenuto può negare i fatti esposti dall’attore, motivare la sua opposizione alle pretese dell’attore e fornire le eccezioni che ritiene appropriate. Il giudice può considerare il silenzio o le risposte evasive dell’imputato come un’ammissione indiretta di fatti a lui noti e sfavorevoli.
La mancata comparizione dell’imputato entro il termine stabilito comporta l’annuncio della sua assenza, che non impedisce la continuazione del processo, ma la sua assenza non è percepita come tacito consenso o riconoscimento dei fatti della domanda. La decisione di dichiarare la mancata comparizione sarà notificata all’imputato e da quel momento in poi non saranno effettuate altre notifiche, ad eccezione della decisione che conclude il processo.
Esaurita la fase iniziale o scaduto il termine di comparizione dell’imputato, il giudice fisserà entro tre giorni l’udienza preliminare, che dovrà svolgersi entro sessanta giorni dalla data della citazione in tribunale.
Si tiene un incontro preliminare con l’obiettivo di tentare un conciliamento tra le parti, eliminando vizi procedurali eventualmente presenti nelle dichiarazioni iniziali; individuare e ricevere prove che le parti intendono utilizzare nella fase di fornitura delle prove a sostegno delle loro affermazioni o obiezioni.
Se le parti non hanno raggiunto un accordo o non hanno espresso la volontà di stipularne uno immediatamente, il tribunale proseguirà l’udienza per esaminare eventuali vizi fatti valere dalle parti, se questi costituiscono un impedimento alla legittima prosecuzione del processo e alla sua conclusione con una sentenza di merito.
Le parti, eventualmente insieme al giudice, determineranno i fatti sui quali vi è disaccordo, nonché quelli ammessi o concordati da entrambe le parti, essendo queste ultime escluse dal processo. Se tutti i fatti sono concordati e il processo si riduce ad una questione di diritto, l’udienza preliminare si concluderà e decorrerà il termine per pronunciarsi. Sui fatti sui quali vi è disaccordo verrà data la parola alle parti per fornire le prove che ritengano necessarie.
A tal fine, il tribunale determinerà la data di inizio della fase istruttoria, che dovrà avvenire entro sessanta giorni dall’udienza preliminare, a seconda della complessità della preparazione e del numero degli incontri richiesti.
Dopo l’esame delle prove e prima della fine dell’udienza, alle parti viene data la possibilità di presentare le proprie argomentazioni conclusive. Esaurita la discussione conclusiva, il giudice dichiara chiusa l’udienza e conclude il dibattimento della causa. Da questo momento inizia il conto alla rovescia per prendere una decisione del tribunale.
Entro quindici giorni dalla data di conclusione dell’udienza sulla causa, il tribunale prende una decisione e informa le parti della causa entro un termine non superiore a cinque giorni dalla data della decisione.
La procedura giudiziaria semplificata si applica ai casi in cui l’importo della richiesta non supera i 25.000 colones salvadoregni e si attua mediante la presentazione di una richiesta, dopodiché il tribunale decide di accoglierla. In caso di accoglimento della domanda, il giudice indicherà nell’ordinanza di accoglienza la data e l’ora dell’udienza, che avrà luogo non prima di dieci giorni e non oltre venti giorni dalla notifica della citazione.
Se l’imputato non si presenta, il caso verrà esaminato in contumacia. Se l’imputato compare, il giudice condurrà un’udienza pubblica e tenterà di raggiungere un accordo tra le parti per evitare ulteriori controversie. Se la riconciliazione non viene raggiunta, l’udienza continua. Le parti presentano le loro posizioni, presentano le prove e poi svolgono oralmente le loro argomentazioni conclusive. Al termine dell’udienza, il giudice può pronunciare una sentenza, se possibile, immediatamente. Se ciò non è possibile, deve annunciare verbalmente la decisione. In ogni caso, la sentenza deve essere emessa entro quindici giorni dalla conclusione dell’udienza.
La procedura scritta è applicabile per il recupero di un debito certo, scaduto ed esigibile per un importo non superiore a 25.000 colones salvadoregni. Per attuare tale procedura, il creditore deve presentare una richiesta di ingiunzione di recupero del credito. Se il tribunale ritiene che la richiesta soddisfi i requisiti procedurali, emetterà un’ordinanza intimando al debitore di saldare il debito entro 20 giorni o di proporre opposizione entro lo stesso termine. Se il debitore non presenta opposizione entro il termine specificato, l’ordinanza diventa una decisione definitiva e può essere eseguita con la forza. Se entro il termine stabilito il debitore contesta l’ordinanza, le pretese del creditore saranno esaminate nell’ambito di una procedura giudiziaria semplificata.
La decisione del tribunale di primo grado è impugnabile entro 15 giorni dalla data di notifica della decisione. La denuncia viene esaminata in un’udienza in tribunale con la partecipazione delle parti interessate. Al termine dell’udienza, la corte d’appello prende una decisione entro 20 giorni. La decisione della Corte d’Appello può essere impugnata davanti alla Corte Suprema di El Salvador entro 15 giorni dalla data di notifica della decisione impugnata. A seguito dell’esame del reclamo, la Corte Suprema prende una decisione che entra in vigore dal momento in cui viene annunciata e non è soggetta a ricorso.
Una volta che la sentenza diventa definitiva, il creditore deve ottenere un titolo esecutivo e avviare la procedura di esecuzione. La decisione finale del tribunale può essere presentata per l’esecuzione entro 2 anni dalla data di entrata in vigore. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; sequestro e confisca di titoli, dividendi e strumenti finanziari; arresto e controllo della società.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del fallimento del debitore. La legislazione prevede una serie di elementi caratteristici dell’insolvenza, tra cui i casi in cui il debitore non è in grado di adempiere alle proprie obbligazioni liquide e scadute, o quando il debitore non ha beni sufficienti per rimborsare i debiti, o quando il debitore chiude i locali per più di 15 giorni quando il debitore ha obblighi che dovrebbero essere adempiuti. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore che hanno causato un danno al debitore o lo hanno privato dei suoi beni. Tra tali operazioni si segnalano in particolare: le operazioni gratuite ed onerose, se il beneficio ricevuto dal debitore è nettamente inferiore a quello concessogli; qualsiasi operazione effettuata dal debitore allo scopo di frodare il creditore, a condizione che la controparte del debitore fosse a conoscenza di tale inganno; pagamento di eventuali obbligazioni improprie. In seguito all’annullamento di tali operazioni, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali operazioni e quindi aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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