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Recupero crediti in Thailandia

Il processo di recupero crediti in Thailandia inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 5 anni. Il tribunale non può respingere una domanda per prescrizione a meno che il convenuto non lo richieda. I termini di prescrizione stabiliti dalla legge non possono essere prorogati o abbreviati previo accordo delle parti. La decorrenza del termine di prescrizione viene interrotta se il debitore ha riconosciuto l’obbligazione mediante conferma scritta, pagamento parziale, pagamento di interessi, fornitura di garanzie o altro atto inequivocabile che implichi il riconoscimento del debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.

La legge thailandese prevede il recupero giudiziario dei crediti attraverso il processo giudiziario ordinario e la procedura per le controversie di modesta entità.

Il consueto procedimento giudiziario si svolge presentando una dichiarazione di reclamo in tribunale, dopo di che il tribunale esamina la richiesta e emette un ordine di accettarla, respingerla o restituirla. Dopo aver accolto la domanda, il tribunale deve emettere una citazione con una copia della domanda da notificare al convenuto ai fini della presentazione della replica. Entro sette giorni dalla data di presentazione della domanda, l’attore deve contattare gli ufficiali per notificare una citazione al convenuto.

Una volta notificata la citazione e la denuncia al convenuto, il convenuto deve depositare una replica scritta al tribunale entro quindici giorni. L’imputato deve indicare chiaramente nella sua replica se ammette o nega tutte o solo parte delle affermazioni dell’attore e deve motivarne le ragioni. Il tribunale deve considerare la risposta ed emettere un’ordinanza se viene accettata, restituita o respinta.

Dopo aver depositato la replica, il giudice deve fissare la data dell’udienza preliminare dando alle parti un preavviso di almeno quindici giorni, a meno che: l’imputato non ometta di depositare la replica; la risposta del convenuto riconosce pienamente e chiaramente le pretese del querelante; la replica dell’imputato smentisce completamente le affermazioni dell’attore senza fornire alcuna motivazione e il tribunale ritiene che non sia necessaria un’udienza preliminare; il tribunale ritiene possibile prendere una decisione sul caso senza interrogare i testimoni; il caso è di lieve entità e non ci sono questioni difficili da risolvere e non è necessaria alcuna udienza preliminare.

Se il convenuto non fornisce risposta, l’attore deve, entro quindici giorni, presentare istanza al tribunale per ottenere una sentenza in contumacia. In questo caso, il tribunale in contumacia prende una decisione a favore del ricorrente, a meno che il tribunale non ritenga che la pretesa del ricorrente sia infondata e contraria alla legge.Inoltre, se il tribunale ha motivo di sospettare che il convenuto non sia a conoscenza della citazione a rispondere, può ordinare che la citazione venga riproposta con i mezzi consueti o in altro modo, e imporre le condizioni che ritiene necessarie per notificare al convenuto la citazione.

Il giorno dell’esame della controversia con la partecipazione di due parti, il tribunale deve verificare le dichiarazioni e le argomentazioni delle parti, chiarire quali prove le parti intendono presentare al tribunale. Il tribunale accerta anche quali dichiarazioni sono accettate o contestate dalle parti. I fatti ammessi da entrambe le parti sono considerati accertati. Per quanto riguarda questioni legali o fatti sollevati da una parte ma non accettati dall’altra parte e direttamente correlati all’oggetto della controversia, il tribunale deve dichiararli come questioni controverse.

Ciascuna parte è tenuta a rispondere alle domande del tribunale o alle domande proposte dall’altra parte in merito ai fatti invocati dalle parti e alle prove da presentare nel processo. Se una parte rifiuta di rispondere a domande sui fatti o nega irragionevolmente un fatto, tale fatto si considera ammesso a meno che la parte non sia in quel momento in grado di rispondere o giustificare il suo rifiuto.

Se l’imputato non si presenta in tribunale il giorno dell’udienza, il tribunale proseguirà il processo e si ritiene che l’imputato sia stato informato dello stato di avanzamento del processo quel giorno. In questo caso, il convenuto non ha il diritto di contestare la correttezza della determinazione delle questioni controverse e gli obblighi di presentazione delle prove.

Se è necessario interrogare i testimoni, il tribunale fissa una data per l’audizione dei testimoni, che non deve essere inferiore a dieci giorni dalla data di fissazione della data per l’esame della controversia. Una volta completato l’esame dei testimoni, il tribunale ascolta le presentazioni delle parti (se necessario) e prende una decisione.

La procedura per controversie di modesta entità si applica al recupero crediti per un importo non superiore a 40.000 baht. Nei casi minori, il tribunale deve fissare la data dell’udienza ed emettere una citazione all’imputato nel più breve tempo possibile. Il giorno dell’udienza, se l’attore e il convenuto compaiono in tribunale, il tribunale deve prima tentare di raggiungere un accordo tra le parti. Nei casi minori, il tribunale deve esaminare il caso ininterrottamente, senza rinvio, salvo casi di estrema necessità. Nei casi minori, il tribunale ha il diritto di prendere decisioni definitive oralmente.

La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata davanti alla corte d’appello entro un mese dalla data di annuncio della decisione se l’importo della richiesta supera i 50.000 baht. Il ricorso in appello non sospende l’esecuzione della decisione impugnata. Tuttavia, la corte d’appello può sospendere l’esecuzione della decisione se l’interessato fornisce adeguate garanzie. La parte che non è d’accordo con la decisione del tribunale di secondo grado può, entro un mese dalla data di adozione della decisione impugnata, chiedere il permesso alla Corte Suprema della Thailandia di ricorrere in appello. Se l’autorizzazione viene concessa, la parte coinvolta nel caso può presentare ricorso. La decisione della Corte Suprema è definitiva e non è soggetta ad ulteriore appello.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Una decisione del tribunale può essere portata all’esecuzione entro 10 anni dal momento in cui la decisione entra in vigore. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; sequestro e confisca di diritti di brevetto e marchi; confisca del diritto di locazione di beni e del diritto di utilizzare vari servizi.

Se il debitore è in stato di insolvenza allora è consigliabile ricorrere alla procedura di fallimento del debitore. Secondo le disposizioni della Legge Fallimentare, un debitore è considerato in stato di insolvenza nei seguenti casi: il debitore trasferisce i propri beni o i diritti di gestione del proprio patrimonio ad altri soggetti; il debitore trasferisce o vende i suoi beni con intento fraudolento o con frode; il debitore lascia il territorio del Regno di Thailandia; il debitore accetta una sentenza che lo obbliga a effettuare un pagamento che non è tenuto a pagare; se la proprietà del debitore è stata pignorata da una decisione del tribunale o se il debitore non dispone di beni che potrebbero essere pignorati per soddisfare i debiti; il debitore comunica ad almeno uno dei suoi creditori che non può pagare i suoi debiti.

Il creditore ha diritto di avviare una procedura concorsuale se sussistono le seguenti circostanze: il debitore si trova in stato di insolvenza; un debitore che è una persona fisica deve a uno o più creditori un importo di almeno un milione di baht, o un debitore che è una persona giuridica deve a uno o più creditori un importo di almeno due milioni di baht; l’importo del debito può essere determinato con precisione, sia con scadenza immediata che futura. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tra tali operazioni si segnalano in particolare: qualsiasi operazione effettuata in modo fraudolento nei confronti dei creditori; trasferimento di beni o altro atto che il debitore ha compiuto o ha accettato di compiere al fine di procurare vantaggi a uno dei creditori rispetto agli altri creditori. In seguito all’annullamento delle operazioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali operazioni e aumentare così la massa liquidativa per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.

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10.10.2024
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