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Il processo di recupero crediti a Panama inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione generale è di 7 anni. Per i reclami relativi al recupero del costo di beni venduti a un consumatore privato, il termine di prescrizione è di 2 anni. Le conseguenze del mancato termine di prescrizione si applicano solo su richiesta del debitore. Il termine di prescrizione viene interrotto da qualsiasi atto del debitore che indichi il riconoscimento del debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
La legge panamense prevede la riscossione giudiziale dei debiti attraverso procedimenti legali ordinari.
Qualsiasi persona che deve partecipare a un processo giudiziario è obbligata a farlo tramite un avvocato, legalmente nominato e autorizzato mediante procura.
I tribunali di primo grado sono i tribunali municipali, che trattano casi con un prezzo di richiesta compreso tra 1.000 e 10.000 balboa panamensi, e i tribunali distrettuali, che trattano casi con un prezzo di richiesta di 10.000 balboa panamensi e superiore.
Il consueto procedimento giudiziario si svolge presentando una dichiarazione di reclamo al tribunale, dopo di che il tribunale decide di accogliere la richiesta, avvisa il convenuto e prepara l’esame del caso nel merito. Se la richiesta soddisfa i requisiti legali, il convenuto verrà avvisato con l’avviso di rispondere alla domanda entro dieci giorni.
Nella replica l’imputato deve esporre in modo chiaro e concreto le affermazioni ed i fatti esposti nella denuncia, individuando quelli ammessi, quelli negati e quelli sconosciuti all’imputato. Negli ultimi due casi è necessario motivare la risposta in modo chiaro e inequivocabile. Se ciò non avviene, si presuppone che il fatto rilevante sia attendibile.
Se l’imputato non fornisce una risposta alla denuncia, il giudice considererà ciò come un’indicazione che l’imputato è colpevole di mancata comparizione e il processo proseguirà senza la partecipazione dell’imputato. L’imputato può comparire in qualsiasi fase del processo, ma in ogni caso gli atti procedurali non saranno oggetto di revisione. Il convenuto può ammettere le pretese esposte nella denuncia nella sua risposta alla denuncia o in qualsiasi momento prima che il giudice di primo grado si pronunci ammettendo la fondatezza dei fatti su cui si basano. In questo caso, verrà presa una decisione in base ai requisiti presentati. Tuttavia, il giudice può respingere la confessione e ordinare una revisione delle prove di propria iniziativa se riscontra frode, collusione o qualche altra situazione simile.
Dopo aver ricevuto risposta alla domanda, il tribunale fisserà l’udienza preliminare, che dovrà svolgersi entro venti-sessanta giorni dalla scadenza del termine per la risposta alla domanda. In questo incontro, il tribunale cerca di riconciliare le parti in controversia, chiarisce l’oggetto della controversia e l’entità delle pretese, controlla le prove e decide anche su una serie di altre misure procedurali.
Stabilito l’oggetto della controversia, se risulta che i fatti ammessi da entrambe le parti sono esclusi dalle prove e il processo si riduce a una questione di diritto, il giudice, salvo i casi in cui siano necessarie ulteriori prove, durante l’udienza ascolta le argomentazioni dei rappresentanti delle parti e poi prende una decisione.
Se è necessario condurre prove aggiuntive o accertare i fatti del processo, il giudice fisserà un’udienza finale. Dopo l’attuazione di queste misure durante l’udienza finale, il tribunale ascolta le dichiarazioni finali delle parti e prende una decisione.
La decisione del tribunale di primo grado è impugnabile entro 5 giorni dalla data di notifica della decisione. La decisione del tribunale municipale è soggetta a ricorso al tribunale distrettuale. La decisione del tribunale distrettuale è soggetta a ricorso alla corte d’appello. La denuncia viene esaminata in un’udienza in tribunale con la partecipazione delle parti interessate. Al termine dell’udienza, la corte d’appello prende una decisione definitiva. La decisione della Corte d’Appello può essere impugnata davanti alla Corte Suprema di Panama entro 5 giorni dalla data di notifica della decisione impugnata. A seguito dell’esame del reclamo, la Corte Suprema prende una decisione che entra in vigore dal momento in cui viene annunciata e non è soggetta a ricorso.
Dopo l’entrata in vigore della sentenza, il creditore dovrebbe avviare un procedimento di esecuzione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli e strumenti finanziari.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del fallimento del debitore. Un debitore presenta segnali di insolvenza se non riesce a soddisfare tutti i suoi obblighi debitori alla scadenza, nonché la condizione finanziaria del debitore in cui le sue passività superano il valore dei suoi beni. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore che hanno causato un danno al debitore o lo hanno privato dei suoi beni. Tra tali operazioni si segnalano in particolare: le operazioni a titolo gratuito con parti correlate, perfezionate dal debitore entro i quattro anni precedenti la dichiarazione di fallimento; operazioni effettuate dal debitore per sottrarre la cosa o il suo valore, in tutto o in parte, all’azione giudiziaria dei creditori; sentenze che il debitore ha deliberatamente emesso contro se stesso e che possono essere impugnate se ciò pregiudica gli interessi dei creditori. In seguito all’annullamento di tali operazioni, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali operazioni e quindi aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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