Analisi legale

Come la California raggiunge beni e crediti detenuti da terzi

In California un creditore può esaminare terzi che detengono beni del debitore o gli devono denaro, creare una garanzia annuale e limitare trasferimenti o pagamenti.

Stati Uniti California
Esame di un terzo in California per individuare crediti, beni e altri patrimoni appartenenti al debitore condannato

Un creditore può sapere che sui conti bancari del debitore in California ci sono pochi fondi, pur esistendo ancora un valore economico significativo al di fuori del controllo diretto del debitore.

Un cliente può dovere al debitore una somma rilevante per una fattura non pagata. Un partner commerciale può detenere macchinari o altri beni appartenenti al debitore. Un’altra società può controllare beni nei quali il debitore ha un interesse patrimoniale.

Per situazioni di questo tipo, la legge della California prevede uno specifico meccanismo successivo alla sentenza. Ai sensi della sezione 708.120 del Codice di procedura civile della California, il tribunale può ordinare a un terzo di comparire per un esame quando vi è motivo di ritenere che tale soggetto possieda o controlli beni nei quali il debitore ha un interesse oppure debba al debitore più di 250 dollari statunitensi.

Questo meccanismo rientra nel più ampio processo di recupero crediti negli Stati Uniti, nel quale gli strumenti di esecuzione disponibili dipendono in larga misura dalla legge del singolo Stato, dalla sede del debitore e dall’ubicazione dei suoi beni.

Se il creditore deve prima individuare quali beni appartengono direttamente al debitore, può essere opportuno iniziare con un esame del debitore in California. L’esame di un terzo riguarda invece un problema diverso: beni o crediti che si trovano al di fuori del possesso immediato del debitore.

Quando un tribunale della California può ordinare a un terzo di comparire

La sezione 708.120 consente al creditore titolare di una sentenza di chiedere un ordine che imponga a un terzo di comparire davanti al tribunale o davanti a una persona nominata dal tribunale per essere esaminato.

Il creditore deve dimostrare al tribunale, mediante dichiarazione giurata o con altro mezzo ammesso, che vi è motivo di ritenere una delle seguenti circostanze:

  • il terzo possiede o controlla beni nei quali il debitore ha un interesse patrimoniale;
  • il terzo deve al debitore più di 250 dollari statunitensi.

La dichiarazione del creditore può basarsi sulle informazioni disponibili e su una convinzione ragionevole. Ciò rende la procedura utile anche quando il creditore non dispone ancora di tutta la documentazione necessaria per provare completamente il rapporto.

Tuttavia, il procedimento non dovrebbe essere utilizzato per convocare qualsiasi cliente, fornitore o partner commerciale nella semplice speranza che emerga qualcosa di utile.

Deve esistere una base fattuale per ritenere che il terzo detenga effettivamente beni rilevanti o debba denaro al debitore.

Per un creditore straniero, questa preparazione preliminare può essere particolarmente importante. Possono risultare utili fatture, contratti, documenti di pagamento, corrispondenza, registri pubblici, informazioni ottenute dal debitore o documenti che dimostrano un rapporto commerciale ancora in corso.

Anche il cliente che deve denaro al debitore può essere sottoposto a esame

Consideriamo un normale esempio commerciale.

Un fornitore straniero ottiene in California una sentenza di pagamento contro un distributore. Sui conti già individuati dal creditore ci sono pochi fondi, ma uno dei principali clienti del distributore gli deve ancora 85.000 dollari per merce consegnata.

Il valore economico non si trova quindi sul conto bancario del debitore. Esiste sotto forma di credito verso il cliente.

La sezione 708.120 consente al creditore di coinvolgere quel cliente nella procedura di esecuzione e di esaminarlo in relazione a tale credito.

L’esame può aiutare a stabilire, ad esempio:

  • se il cliente deve effettivamente denaro al debitore;
  • quale importo è ancora dovuto;
  • se il pagamento è già scaduto;
  • se una parte della fattura è già stata pagata;
  • se il cliente invoca una compensazione, un accredito o un’altra eccezione contrattuale;
  • se il credito è contestato;
  • se il terzo possiede anche altri beni appartenenti al debitore.

Questa è una differenza fondamentale rispetto all’esame diretto del debitore.

Lo scopo non è semplicemente chiedere al debitore dove si trovino i suoi soldi. Il creditore può ottenere informazioni direttamente dal soggetto che detiene il bene o che deve il denaro.

Per il terzo si applica un termine di notifica più breve

Le regole sulla notifica differiscono in modo significativo rispetto all’esame ordinario del debitore.

L’ordine emesso ai sensi della sezione 708.120 deve generalmente essere notificato personalmente al terzo almeno 10 giorni prima dell’esame.

Una copia dell’ordine deve inoltre essere notificata al debitore almeno 10 giorni prima dell’esame. Nei casi consentiti dalla legge, la notifica al debitore può essere effettuata personalmente o per posta.

Questo termine più breve è una delle principali differenze pratiche tra i due meccanismi californiani.

Un creditore abituato al termine di 30 giorni previsto per l’esame ordinario del debitore non dovrebbe presumere che lo stesso calendario si applichi anche all’esame del terzo.

La corretta notifica resta essenziale perché da essa possono dipendere importanti effetti giuridici.

Il rimborso delle spese di viaggio non è facoltativo

Esiste un ulteriore requisito tecnico che può essere facilmente trascurato.

Quando l’ordine viene notificato al terzo, il creditore deve anche offrire il rimborso delle spese di viaggio previsto dalla legge.

Se tale importo non viene offerto, l’ordine di esame è inefficace.

Non si tratta quindi di un dettaglio puramente amministrativo.

Il creditore può aver individuato il terzo corretto, ottenuto l’ordine e organizzato una notifica personale regolare, ma compromettere comunque la procedura se questo requisito non viene rispettato.

Per un creditore straniero che coordina l’esecuzione dall’estero, il pacchetto destinato alla notifica dovrebbe quindi essere verificato in anticipo.

È opportuno controllare non solo chi effettuerà la notifica e quando, ma anche che siano inclusi tutti i documenti e gli importi necessari per renderla efficace.

Una descrizione sufficientemente precisa del credito può creare una garanzia annuale

La sezione 708.120 contiene un altro meccanismo di notevole importanza per l’esecuzione.

Se la domanda del creditore e la dichiarazione allegata descrivono il bene o il credito con sufficiente precisione da consentirne l’identificazione, la notifica dell’ordine al terzo crea una garanzia.

La garanzia può riguardare:

  • l’interesse patrimoniale del debitore nei beni posseduti o controllati dal terzo;
  • il credito del debitore nei confronti del terzo.

La garanzia dura un anno dalla data dell’ordine, salvo che il tribunale la proroghi o la estingua prima.

Questo meccanismo è significativamente diverso dalla garanzia che può derivare dall’esame diretto del debitore.

Qui non si tratta di una garanzia generale che nasce dalla notifica al debitore stesso. La garanzia prevista dalla sezione 708.120 è collegata a uno specifico bene o a uno specifico credito detenuto dal terzo e al modo in cui tale bene o credito è descritto nella domanda del creditore.

Per questo motivo, la precisione della descrizione ha un valore pratico.

Se il creditore sa che uno specifico cliente deve una somma in base a un determinato contratto o a una determinata fattura, descrivere il credito con sufficiente dettaglio può avere conseguenze che vanno oltre la semplice definizione dell’oggetto dell’esame.

Dalla qualità della descrizione può dipendere anche la nascita della garanzia prevista dalla legge dopo la notifica dell’ordine.

La garanzia non trasforma automaticamente il credito in pagamento

La nascita di una garanzia non significa che il creditore riceva automaticamente il denaro dovuto dal terzo al debitore.

L’ordine di esame, da solo, non costituisce una decisione definitiva sul fatto che il terzo debba effettivamente al debitore l’importo indicato.

Il terzo può contestare il credito.

Può sostenere, ad esempio, che:

  • la fattura è già stata pagata;
  • la merce è stata rifiutata;
  • i servizi sono stati eseguiti in modo difettoso;
  • il pagamento non è ancora scaduto;
  • si applicano detrazioni contrattuali;
  • esiste un diritto di compensazione;
  • i beni appartengono a un altro soggetto;
  • il debitore non ha un diritto esecutivamente aggredibile sul bene.

L’esame consente quindi di portare il terzo e il relativo bene o credito nel procedimento esecutivo, ma non elimina le controversie sostanziali sulla proprietà o sull’esistenza dell’obbligazione.

È a questo punto che la sezione 708.180 assume particolare importanza.

Cosa accade se il terzo nega di dovere denaro al debitore

L’esame di un terzo può rivelare non un bene immediatamente aggredibile, ma una vera controversia.

Supponiamo che il creditore ritenga che un cliente debba al debitore 85.000 dollari. Il cliente compare all’esame ma sostiene di non dovere nulla perché vanta a sua volta una pretesa contrattuale nei confronti del debitore.

La legge della California prevede uno strumento per affrontare questa situazione.

Ai sensi della sezione 708.180, il tribunale può, su richiesta del creditore, determinare l’interesse del debitore in un determinato bene oppure stabilire se esista effettivamente un credito del debitore nei confronti del terzo.

Il tribunale può rinviare il procedimento per consentire ulteriori attività istruttorie, la produzione di prove o una preparazione aggiuntiva.

Questo può rendere la procedura molto più incisiva di una semplice audizione finalizzata alla raccolta di informazioni.

La questione può passare da:

“Lei deve denaro al debitore?”

alla domanda molto più importante:

“Esiste realmente un credito giuridicamente esigibile e quale interesse patrimoniale appartiene al debitore?”

Una determinazione adottata nell’ambito di questa procedura può essere vincolante per i soggetti interessati, fatti salvi i diritti processuali applicabili e la possibilità di impugnazione.

Non tutte le controversie possono essere decise all’interno dell’esame

La sezione 708.180 stabilisce anche importanti limiti.

Se il terzo fa valere in buona fede un proprio diritto sul bene oppure non ricorrono le condizioni per una decisione nell’ambito della procedura semplificata, può essere necessario un separato procedimento promosso dal creditore.

Ad esempio, un’azione distinta può essere necessaria quando:

  • il terzo si oppone e il tribunale che conduce l’esame non sarebbe competente per una causa civile autonoma riguardante quel bene o quel credito;
  • è già pendente un’altra causa civile relativa allo stesso bene o allo stesso credito;
  • il tribunale ritiene che la controversia debba essere risolta mediante un’azione separata del creditore.

In questo modo, l’esame non diventa automaticamente un sostituto del normale contenzioso ogni volta che esiste una vera controversia con un terzo.

Per il creditore, la conseguenza pratica è chiara.

L’esame del terzo può aiutare a individuare, preservare e in alcuni casi accertare un credito di valore, ma non elimina la necessità di una causa separata quando la titolarità del bene o l’esistenza dell’obbligazione sono seriamente contestate.

Il tribunale può bloccare temporaneamente pagamenti o trasferimenti durante la controversia

Uno degli strumenti più utili della sezione 708.180 opera quando esiste il rischio che il denaro o il bene vengano trasferiti prima che la controversia sia risolta.

Il creditore può chiedere al tribunale di limitare temporaneamente determinati pagamenti o trasferimenti.

Nelle circostanze previste dalla legge, il tribunale può vietare al terzo di trasferire il bene al debitore o di pagare al debitore il credito contestato mentre la relativa questione è ancora in corso di decisione.

Questo può essere decisivo.

Immaginiamo che un cliente riconosca che un pagamento rilevante deve essere effettuato entro pochi giorni, ma sorga una controversia sul fatto che il creditore possa aggredire quel credito.

Se il cliente paga semplicemente il debitore prima che la questione sia risolta, il creditore potrebbe essere costretto a rintracciare nuovamente i fondi dopo il loro trasferimento.

Una restrizione temporanea può preservare l’utilità pratica dell’esecuzione.

A seconda del tipo di provvedimento richiesto, il tribunale può imporre al creditore di prestare una garanzia.

Quando ricorrono i requisiti di legge, il tribunale può inoltre adottare restrizioni più ampie dopo aver dato avviso alle parti interessate e aver esaminato un’apposita richiesta.

Il punto fondamentale è che la procedura californiana non si limita alla formulazione di domande. Nelle circostanze appropriate, può contribuire a evitare che il bene o il pagamento scompaiano prima della definitiva soluzione della controversia.

Il debitore può sostenere che il bene è esente dall’esecuzione

Il fatto che l’ordine sia diretto a un terzo non esclude il debitore dal procedimento.

La sezione 708.120 consente al debitore di sostenere che tutto o parte del bene o del credito sia esente dall’esecuzione.

Il debitore deve seguire la procedura prevista dalla legge per far valere l’esenzione, compresi i requisiti relativi al deposito e alla notifica dei documenti.

Il tribunale decide quindi se l’esenzione invocata trovi effettivamente applicazione.

Anche per questo motivo l’esame del terzo non dovrebbe essere presentato come una via garantita al pagamento.

Anche quando il creditore individua correttamente un credito o un altro bene e ottiene l’ordine di esame, le esenzioni previste dalla legge e altre forme di tutela possono incidere sulla possibilità di utilizzare effettivamente quel bene per soddisfare la sentenza.

La mancata comparizione può avere conseguenze anche per il terzo

L’ordine di esame rivolto al terzo deve inoltre indicare le conseguenze dell’inosservanza.

La mancata comparizione dopo una notifica regolare può, nelle circostanze previste dalla legge, comportare misure coercitive, comprese conseguenze per inosservanza dell’ordine del tribunale, possibili procedure connesse all’arresto e l’obbligo di rimborsare ragionevoli spese legali del creditore.

Il principio di fondo è lo stesso applicabile agli ordini di esame in generale: le conseguenze coercitive derivano dalla violazione di un ordine del tribunale, non dalla semplice esistenza del debito originario.

Nel contesto dell’esame di un terzo, tuttavia, questo aspetto resta secondario.

L’elemento centrale della sezione 708.120 è che un soggetto che non ha partecipato alla causa originaria può comunque essere obbligato a partecipare alla successiva esecuzione se detiene beni del debitore o gli deve denaro.

Cosa dovrebbe verificare un creditore straniero prima di utilizzare la sezione 708.120

L’esame di un terzo è più efficace quando il creditore ha già individuato uno specifico rapporto finanziario meritevole di approfondimento.

Prima di presentare la domanda, un creditore straniero dovrebbe normalmente verificare:

  • se esiste una sentenza di pagamento esecutiva;
  • chi possiede concretamente i beni o deve denaro al debitore;
  • quali elementi fattuali sostengono questa convinzione;
  • se il debito del terzo supera la soglia prevista dalla legge, quando la domanda si basa sull’esistenza di un debito;
  • con quale precisione possono essere descritti il bene o il credito;
  • se tale descrizione è sufficiente per ottenere l’effetto di garanzia previsto;
  • se la notifica personale può essere effettuata almeno 10 giorni prima dell’esame;
  • se verrà offerto il rimborso delle spese di viaggio richiesto dalla legge;
  • se il debitore riceverà l’avviso previsto;
  • se possono applicarsi esenzioni dall’esecuzione;
  • se è probabile che il terzo contesti il credito o il diritto del debitore sul bene;
  • se saranno necessari provvedimenti ai sensi della sezione 708.180;
  • se potrà essere infine necessaria un’azione separata del creditore.

La procedura è particolarmente utile quando il creditore dispone già di informazioni significative sui rapporti commerciali del debitore.

Anche se il conto bancario è vuoto, il debitore può conservare un valore economico importante sotto forma di fatture non pagate dai clienti, beni detenuti da un’altra impresa o altri diritti verso terzi.

La procedura californiana di esame del terzo consente di esaminare tali attività direttamente alla fonte.

Se il bene o il credito sono descritti con sufficiente precisione, la notifica dell’ordine di esame può inoltre creare una garanzia della durata di un anno sull’interesse del debitore in quel bene o sul relativo credito.

Se sorge una controversia, la sezione 708.180 può fornire ulteriori strumenti per risolverla, preservare il bene o impedire temporaneamente che il pagamento venga effettuato al debitore prima della decisione definitiva.

Per un creditore internazionale, la combinazione di questi strumenti può fare la differenza tra sapere semplicemente che il debitore continua a svolgere attività commerciale e individuare uno specifico bene detenuto da un terzo che possa essere realmente inserito in una strategia di esecuzione efficace.

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