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Recupero crediti in Guatemala

Il procedimento di recupero crediti in Guatemala inizia con un’analisi giuridica e finanziaria del debitore, dell’origine dell’obbligazione e dei documenti che provano il credito. In questa fase si valutano il contratto, le fatture, gli ordini, i documenti di consegna, gli estratti dei rapporti contabili, il riconoscimento del debito, la cronologia dei pagamenti, la corrispondenza commerciale, le eventuali garanzie, i procedimenti giudiziari o i pignoramenti esistenti e l’effettiva attività economica del debitore. In Guatemala, questa verifica è particolarmente importante perché la strategia può cambiare a seconda che il creditore disponga di un documento con forza esecutiva, di una sentenza, di una decisione arbitrale, di un credito che richieda un giudizio ordinario o orale, oppure di un caso con segni di insolvenza.

Se il debitore continua a svolgere attività commerciale, conserva beni identificabili e non vi sono segnali immediati di insolvenza, può essere opportuno iniziare con una fase extragiudiziale documentata. Questa fase consente di verificare se il debitore riconosce l’obbligazione, accetta un piano di pagamento, offre una garanzia sufficiente o, al contrario, fornisce motivi per passare direttamente alla via giudiziale. Aiuta inoltre a preparare la prova del ritardo nell’adempimento, dell’importo esigibile e della posizione del creditore per un eventuale procedimento giudiziario.

Questa fase consiste in una comunicazione giuridica documentata con il debitore per ottenere il pagamento volontario, concordare un piano di rientro, ricevere una garanzia sufficiente, formalizzare il riconoscimento del debito o individuare un’altra soluzione accettabile per il creditore. A seconda delle circostanze, può trattarsi della restituzione di beni, della cessione di una posizione contrattuale, della compensazione di obbligazioni reciproche o di un altro mezzo legittimo di definizione della controversia.

Il contatto con il debitore dovrebbe avvenire tramite canali scritti e verificabili, inclusi posta, comunicazioni elettroniche, messaggi commerciali e comunicazione con rappresentanti autorizzati. L’obiettivo non è esercitare una pressione indebita, ma documentare la pretesa del creditore, individuare le persone abilitate a prendere decisioni, ottenere la posizione del debitore e preparare una base probatoria sufficiente per la fase successiva del recupero.

In Guatemala, quando occorre costituire formalmente il debitore in ritardo nell’adempimento, il codice civile prevede che la richiesta sia giudiziale o notarile, e la notifica di una domanda di pagamento produce lo stesso effetto. Una richiesta separata non è necessaria quando ciò è previsto dalla legge o dal contratto, quando il termine di adempimento è stato determinante per l’obbligazione, quando l’adempimento è divenuto impossibile per colpa del debitore, quando il debitore ha dichiarato di non voler adempiere o quando l’obbligazione deriva da un atto illecito.

La durata della fase extragiudiziale dipende dalla reazione del debitore, dalla chiarezza del credito, dalla disponibilità dei documenti e dalla reale possibilità di raggiungere un accordo. In pratica, questa fase può essere concentrata in un periodo iniziale di negoziazione e verifica; se non vi è una risposta utile, se il debito non viene riconosciuto o se emergono segnali di sottrazione di beni e insolvenza, è opportuno passare al recupero giudiziale.

Prima di avviare un’azione giudiziale, è necessario determinare il termine di prescrizione applicabile al credito. In Guatemala, il termine generale di prescrizione estintiva è di cinque anni per le pretese che non sono soggette a un termine speciale, e decorre dal momento in cui l’obbligazione poteva essere fatta valere. Per l’azione di un commerciante diretta a recuperare il prezzo dei beni venduti, il termine di prescrizione è di due anni; esistono inoltre termini speciali per determinate pretese relative a compensi, salari, servizi, pensioni, canoni, locazioni e altre prestazioni periodiche.

Il decorso della prescrizione può essere interrotto da una domanda giudiziale debitamente notificata, da una misura cautelare eseguita, dal riconoscimento espresso o tacito del diritto del creditore, dal pagamento di interessi, da versamenti in conto capitale o dall’adempimento parziale dell’obbligazione da parte del debitore. Dopo l’interruzione, il tempo già trascorso prima di essa non viene computato ai fini della prescrizione.

La legislazione del Guatemala consente di scegliere la procedura giudiziale in base alla natura del credito e alla forza dei documenti che lo provano. Il recupero può svolgersi mediante giudizio ordinario, procedimento orale, procedimento esecutivo fondato su un documento avente forza esecutiva o esecuzione diretta. La scelta corretta della procedura è importante perché non tutti i documenti consentono di passare immediatamente all’esecuzione e non ogni credito contestato può essere recuperato con una forma semplificata.

Il giudizio ordinario si utilizza di norma quando il creditore deve ottenere dal tribunale l’accertamento dell’esistenza del debito, del suo importo e della sua esigibilità dopo l’esame dei fatti, dei documenti e delle difese del debitore. La domanda deve indicare con chiarezza i fatti su cui si fonda, le prove che saranno prodotte, i fondamenti giuridici e la richiesta concreta rivolta al tribunale. L’attore deve allegare i documenti su cui basa il proprio diritto; se non li ha a disposizione, deve individuarli e indicare l’archivio, l’ufficio pubblico o il luogo in cui si trovano.

Il procedimento esecutivo fondato su un documento avente forza esecutiva è applicabile quando il creditore dispone di un documento che la legge considera sufficiente per tale via. Tra questi documenti possono rientrare atti notarili, confessione giudiziale del debitore, determinati documenti privati riconosciuti dal debitore o legalizzati da un notaio, documenti commerciali e bancari alle condizioni previste dalla legge, atti notarili che attestano il saldo risultante da libri contabili regolarmente tenuti, polizze assicurative, garanzie e altri documenti ai quali la legge attribuisce forza esecutiva.

L’esecuzione diretta si utilizza per i documenti che consentono già di chiedere l’adempimento senza un giudizio completo sull’esistenza del credito. Possono rientrarvi una sentenza definitiva, una decisione arbitrale non più soggetta a ulteriore impugnazione, crediti ipotecari, crediti garantiti da pegno, accordi formalizzati in atto notarile o accordi conclusi in giudizio, purché contengano l’obbligo di pagare una somma di denaro determinata ed esigibile.

Se l’attore è straniero o soggiorna solo temporaneamente nel Paese, il debitore può sollevare un’eccezione preliminare per chiedere una garanzia destinata a coprire eventuali sanzioni legali, spese processuali, danni e perdite. Questa eccezione non si applica se l’attore dimostra che nel Paese della sua cittadinanza non viene richiesta una garanzia equivalente ai cittadini guatemaltechi, oppure se anche il convenuto è straniero o soggiorna solo temporaneamente nel Paese.

Dopo l’ammissione della domanda, il tribunale cita il debitore e concede un termine comune di nove giorni per rispondere. Se il debitore non compare entro il termine stabilito, nel giudizio ordinario ciò non equivale al riconoscimento automatico della domanda. La legge prevede che la domanda si consideri contestata in senso negativo e che il procedimento prosegua senza la partecipazione attiva del debitore, su richiesta della parte interessata.

Dal momento in cui viene dichiarata la mancata comparizione del debitore, il tribunale può disporre il pignoramento dei suoi beni in misura sufficiente a garantire il risultato del processo. Se il debitore compare successivamente, può partecipare al procedimento nello stato in cui si trova. La dichiarazione di mancata comparizione e il pignoramento possono essere revocati se il debitore dimostra di non essere comparso per causa di forza maggiore insuperabile.

Può inoltre essere richiesta la sostituzione del pignoramento con altri beni o con una garanzia sufficiente, secondo la valutazione del giudice, senza sospendere il corso principale del procedimento.

Se il debitore accetta la domanda, il giudice può pronunciare la sentenza senza proseguire con un esame completo del merito, dopo la necessaria conferma di tale posizione. Se il debitore si oppone alle pretese, deve presentare una risposta conforme ai requisiti dell’atto processuale e indicare chiaramente le proprie eccezioni e difese.

Quando tra le parti vi sono fatti controversi, il procedimento viene aperto alla produzione delle prove per un termine di trenta giorni. Questo termine può essere prorogato di altri dieci giorni se la prova non ha potuto essere assunta per una causa imputabile alla parte interessata. Se sono state indicate prove da assumere fuori dal Guatemala e tali prove sono ammissibili, il giudice può fissare un termine ulteriore adeguato alle circostanze del caso, senza superare centoventi giorni.

Al termine della fase probatoria, il giudice fissa l’udienza per l’ascolto delle parti. In tale udienza, gli avvocati e le parti stesse, se lo desiderano, possono presentare le proprie argomentazioni oralmente o per iscritto. Successivamente il tribunale pronuncia la sentenza, che può essere impugnata in base al tipo di decisione e alla procedura applicabile.

Il procedimento orale si applica alle controversie che la legislazione processuale del Guatemala sottopone a questa via, incluse le cause di valore ridotto, le cause di valore minimo e gli altri casi previsti dalla legge o dall’accordo delle parti. Nel recupero crediti, questa procedura può essere rilevante quando la natura e l’importo della pretesa rientrano nelle categorie stabilite.

La domanda può essere presentata oralmente o per iscritto. Se viene presentata oralmente, il segretario redige il relativo verbale. In entrambi i casi devono essere rispettati, per quanto applicabili, i requisiti relativi ai fatti, alle prove, ai fondamenti giuridici, alla richiesta rivolta al tribunale e ai documenti essenziali.

Dopo l’ammissione della domanda, il giudice fissa l’udienza orale. Tra la citazione del debitore e l’udienza devono trascorrere almeno tre giorni. Nella prima udienza, il giudice cerca di conciliare le parti e può approvare l’accordo raggiunto, se non contrario alla legge.

Le parti devono comparire alla prima udienza con i propri mezzi di prova. Se non è possibile assumere tutte le prove in tale udienza, può essere fissata una seconda udienza entro un termine non superiore a quindici giorni. In casi straordinari, può essere fissata una terza udienza esclusivamente per l’assunzione delle prove residue, entro il termine previsto dalla legge.

Se il debitore accetta la domanda o riconosce i fatti esposti, il giudice pronuncia la sentenza entro tre giorni. Se il debitore non compare alla prima udienza senza giusta causa, il giudice può decidere, purché siano state assunte le prove offerte dall’attore. La sentenza deve essere pronunciata entro cinque giorni dall’ultima udienza.

Nel giudizio ordinario, l’appello è ammesso contro le decisioni che la legge consente di impugnare, incluse le sentenze definitive di primo grado e determinati provvedimenti che chiudono questioni incidentali o risolvono eccezioni preliminari. Il termine generale per proporre appello è di tre giorni e l’impugnazione deve essere presentata per iscritto.

Nel procedimento orale, la regola è più limitata: è appellabile soltanto la sentenza. Ricevuti gli atti dall’organo superiore, viene fissata l’udienza entro il termine previsto dalla legge e viene poi pronunciata la decisione corrispondente.

Nel procedimento esecutivo, anche l’ambito dell’appello è specifico. Possono essere impugnati soltanto il provvedimento che nega la prosecuzione dell’esecuzione, la sentenza e il provvedimento che approva la liquidazione. Per questo motivo, la preparazione del documento esecutivo e delle eventuali eccezioni deve essere curata con particolare attenzione fin dall’inizio.

Quando è ammesso il ricorso per cassazione, il termine per proporlo è di quindici giorni dall’ultima notificazione della decisione corrispondente. In questa fase, le parti possono presentare le proprie argomentazioni secondo le regole del ricorso, e la decisione del tribunale competente produce gli effetti previsti dalla legge.

Quando la sentenza diventa definitiva o quando esiste un altro documento con forza esecutiva, il creditore può avviare la fase di esecuzione corrispondente. Nell’esecuzione diretta, i documenti perdono la loro forza esecutiva dopo cinque anni se l’obbligazione è semplice e dopo dieci anni se il credito è garantito da pegno o ipoteca; il termine decorre dalla scadenza dell’obbligazione o dal verificarsi della condizione, se prevista.

L’esecuzione forzata può colpire beni e diritti del debitore mediante le misure previste dalla legge, come pignoramento, custodia giudiziale, valutazione, vendita giudiziale, assegnazione dei beni e destinazione del ricavato al pagamento del credito. Nei crediti garantiti, la strategia esecutiva dipende dal tipo di garanzia, dalla sua registrazione, dal bene gravato e dall’ordine di soddisfazione applicabile.

In pratica, prima di iniziare l’esecuzione è utile individuare beni soggetti a registrazione, conti, crediti verso terzi, partecipazioni societarie, beni mobili, immobili e garanzie esistenti. Un’esecuzione ben preparata riduce il rischio di attività processuali improduttive e consente di concentrarsi sugli attivi che possono essere trasformati in effettivo pagamento del debito.

Le sentenze pronunciate da tribunali stranieri possono produrre effetti ed essere eseguite in Guatemala se esiste un trattato applicabile; in mancanza di un trattato, si tiene conto del valore che la legislazione o la giurisprudenza del Paese di origine attribuisce alle sentenze dei tribunali guatemaltechi. Per poter essere eseguita, la sentenza straniera deve derivare da una pretesa personale di natura civile o commerciale, non deve essere stata pronunciata in assenza processuale contro una persona considerata assente e domiciliata in Guatemala, l’obbligazione deve essere lecita nella Repubblica, la sentenza deve essere definitiva secondo la legge del Paese in cui è stata emessa e deve soddisfare i requisiti di autenticità.

La sentenza straniera deve essere presentata al giudice competente in Guatemala con traduzione in lingua spagnola, firme autenticate e la necessaria legalizzazione. Una volta ammessa all’esecuzione, viene eseguita come una sentenza pronunciata da un tribunale guatemalteco. Per un creditore internazionale, questo meccanismo è importante quando una decisione giudiziale è già stata ottenuta all’estero e l’obiettivo non è discutere nuovamente il debito, ma farla valere contro beni o attività del debitore in Guatemala.

Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore deve valutare non solo l’azione individuale o l’esecuzione separata, ma anche gli strumenti previsti dalla legge guatemalteca sull’insolvenza. Tale legge disciplina il piano di ristrutturazione, la procedura concorsuale, la liquidazione, la registrazione delle procedure e degli amministratori, l’attività dell’amministratore concorsuale, le controversie incidentali e i mezzi di impugnazione.

La procedura concorsuale può essere volontaria o necessaria. In tale procedura viene riconosciuto lo stato di insolvenza del debitore e viene nominato un amministratore concorsuale per ristrutturare o liquidare i beni destinati al soddisfacimento dei creditori. La legge consente la prosecuzione dell’attività economica del debitore quando ciò è compatibile con la protezione degli attivi, ma prevede anche la limitazione o la sospensione del suo possesso e della sua amministrazione quando ciò è necessario per tutelare i beni nell’interesse dei creditori.

Per il creditore, la procedura concorsuale può essere importante quando l’esecuzione individuale non produce risultati, quando esistono più creditori, quando si accumulano pignoramenti, quando le passività superano gli attivi, quando il debitore non adempie obbligazioni scadute o quando vi è il rischio di sottrazione di beni dal suo patrimonio. In questi casi, la strategia può includere la partecipazione alla procedura, il lavoro con il comitato dei creditori, la verifica della classificazione del credito, l’opposizione a un piano di ristrutturazione pregiudizievole, la richiesta di misure sui beni del debitore o il sostegno alla liquidazione quando ciò corrisponde agli interessi del creditore.

La legge sull’insolvenza consente inoltre di contestare atti e operazioni che abbiano causato un pregiudizio patrimoniale. Tale contestazione mira ad annullare o privare di effetti trasferimenti di beni e operazioni che abbiano ridotto ingiustificatamente gli attivi destinati al pagamento dei creditori. L’obiettivo è recuperare i beni trasferiti o il loro valore economico nell’interesse dei creditori. Questa azione può riguardare atti e operazioni pregiudizievoli compiuti nei due anni anteriori alla dichiarazione di insolvenza.

Devono essere analizzati con particolare attenzione i trasferimenti gratuiti, le operazioni con persone collegate, la costituzione di garanzie su obbligazioni preesistenti, i pagamenti o le operazioni di valore sproporzionato, il trasferimento di attivi rilevanti e gli atti compiuti conoscendo lo stato di insolvenza del debitore. L’utilità pratica di questo strumento dipende dalle prove disponibili, dal momento dell’operazione e dalla reale possibilità di reintegrare beni o valore nella massa destinata al soddisfacimento dei creditori.

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20.08.2024
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