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Recupero crediti in Francia

Il processo di recupero crediti in Francia inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione è di 5 anni. Il termine di prescrizione si interrompe se il debitore riconosce il debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere. Il termine di prescrizione può essere ridotto o prolungato previo accordo delle parti. Tuttavia, non può essere ridotto a meno di un anno né esteso a più di dieci anni. Le parti possono inoltre, di comune accordo, aumentare le cause di sospensione o interruzione della prescrizione previste dalla legge.

La legislazione francese prevede la riscossione giudiziale dei crediti sotto forma di procedimento generale e mediante emissione di un mandato di pagamento.

I procedimenti giudiziari generali si svolgono mediante la presentazione di una citazione in tribunale. Se l’importo della richiesta non supera i 5.000 euro, è possibile avviare un procedimento legale presentando istanza. La causa avviata con citazione viene sottoposta a un’udienza la cui data viene comunicata al ricorrente dal cancelliere dietro presentazione del progetto di citazione. Le parti sono tenute a nominare un avvocato per difenderle in giudizio se la rappresentanza di un avvocato è obbligatoria. Per i casi in cui l’importo del reclamo supera i 10.000 euro, la rappresentanza di un avvocato è obbligatoria. Le parti sono tenute a comunicarsi reciprocamente i procuratori nominati.

Il giorno dell’udienza introduttiva la causa viene trasferita al presidente della camera nella quale la causa è esaminata. Il presidente della camera discute lo stato della causa con gli avvocati presenti e, dopo aver valutato le opinioni degli avvocati e la documentazione da loro presentata, decide sulla disponibilità della causa per l’esame nel merito. Se il presidente ritiene che il caso sia pronto per un esame nel merito, dichiara chiusa l’indagine. Inoltre, l’indagine viene dichiarata chiusa quando le parti concordano di procedere senza udienza. Se il presidente ritiene che la causa non sia pronta per l’esame nel merito, nomina un giudice della procedura preparatoria.

Dopo che il caso è stato deferito al giudice istruttore, quest’ultimo conduce un’indagine sul caso. Il compito del giudice è quello di garantire il corretto svolgimento della procedura, in particolare il puntuale scambio di opinioni e il trasferimento dei documenti. I termini necessari per l’istruttoria del caso sono fissati dal giudice istruttore progressivamente, tenendo conto della natura, dell’urgenza e della complessità del caso e previo accertamento del parere dei difensori. Il giudice istruttore può invitare i difensori a rispondere sugli argomenti sui quali non sono giunti a una conclusione, a fornire spiegazioni in fatto e in diritto necessarie per risolvere la controversia e, se necessario, a presentare le proprie argomentazioni. Conclusa l’istruttoria, il giudice dichiara chiusa questa fase e trasmette gli atti della causa al presidente della sezione.

Ricevuta la documentazione, il presidente della sezione fissa la data dell’udienza e convoca le parti all’adunanza. Dopo aver esaminato il caso in udienza e ascoltato le argomentazioni delle parti, il tribunale prende una decisione, che entra in vigore dopo la scadenza del termine per il ricorso.

La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata davanti alla corte d’appello entro un mese dalla data della decisione. Il ricorso presentato sospende la forza giuridica e l’esecutività della decisione impugnata nell’ambito della denuncia. Il caso viene esaminato attraverso un’udienza orale. A seguito dell’esame del reclamo, il tribunale prende una decisione, che entra in vigore dal momento della sua comunicazione. La decisione della corte d’appello può essere impugnata davanti alla Corte di cassazione entro due mesi dalla data della decisione. Il reclamo viene esaminato attraverso una procedura di udienza. All’esito dell’esame del ricorso, la Corte di Cassazione emette una decisione che entra in vigore dal momento della pronuncia e non è soggetta a ulteriore ricorso.

La procedura di emissione di un’ingiunzione di pagamento è applicabile al recupero crediti, a condizione che il debito abbia una base contrattuale o derivi da un obbligo legale e ammonti a un determinato importo. Per attuare questa procedura, il creditore dovrebbe presentare una richiesta al tribunale, allegando i documenti che confermano il debito. Il creditore può, nella richiesta di ingiunzione di pagamento, chiedere che in caso di opposizione la questione sia immediatamente deferita al tribunale che ritiene competente. Se il giudice respinge la richiesta, il creditore dovrà ricorrere alla procedura generale del tribunale. Se, tenuto conto della documentazione presentata, la richiesta appare in tutto o in parte giustificata, il giudice emette un’ingiunzione di pagamento dell’importo e ne rilascia copia al creditore unitamente all’ordinanza del modulo di esecuzione. Su iniziativa del creditore, una copia dell’ingiunzione di pagamento con l’ordinanza del modulo di esecuzione viene consegnata al debitore tramite l’ufficiale giudiziario. Un ordine di pagamento non è valido se non viene consegnato al debitore entro sei mesi dalla data della sua emissione. Entro un mese dal ricevimento dell’ingiunzione di pagamento, il debitore ha il diritto di opporsi ad esso. In caso di opposizione tempestiva, il caso è soggetto a trasferimento al tribunale competente per l’esame in generale.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore deve apporre la formula dell’esecuzione forzata su una copia autenticata della decisione del tribunale, informarne il debitore e presentare la decisione all’ufficiale giudiziario di avviare la procedura di esecuzione forzata. Una decisione del tribunale può essere portata all’esecuzione entro 10 anni dalla data della sua emissione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; confisca e vendita di diritti immateriali; sequestro e vendita di titoli; arresto e confisca di quote societarie; arresto e confisca dei beni del debitore che sono in possesso di terzi.

Se il debitore smette di effettuare i pagamenti e non è in grado di ripagare il debito con i suoi beni, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del pignoramento giudiziale e della liquidazione giudiziale. La procedura di riscossione giudiziale è intesa a garantire la continuazione delle attività del debitore, la conservazione del posto di lavoro e il rimborso delle obbligazioni. La procedura di liquidazione giudiziaria è intesa a porre fine alle attività del debitore o a realizzare il suo patrimonio attraverso il trasferimento totale o separato dei suoi diritti e dei suoi beni. Nell’ambito di tali procedure, alcune azioni del debitore sono nulle se sono state commesse dalla data di cessazione dei pagamenti del debito, in particolare: tutte le azioni gratuite di trasferimento di beni mobili o immobili; qualsiasi contratto in cui gli obblighi del debitore superano notevolmente gli obblighi dell’altra parte; qualsiasi pagamento per debiti non scaduti alla data di pagamento; qualsiasi modifica ad un contratto fiduciario che incida su diritti o beni già trasferiti su beni in trust a garanzia di debiti stipulati prima dell’adozione di tale modifica, ecc. Una richiesta di annullamento di queste azioni viene presentata da un amministratore, un rappresentante giudiziario, una persona autorizzata ad attuare il piano o un pubblico ministero. Tali misure portano al ripristino del patrimonio del debitore e aumentano le possibilità di soddisfare integralmente le pretese dei creditori.

Se durante la liquidazione giudiziale di una persona giuridica viene constatata un’insufficienza patrimoniale, il tribunale può, in caso di errore di gestione che ha contribuito a tale insufficienza patrimoniale, decidere che l’importo di tale insufficienza patrimoniale sarà rimborsato per intero o in parte da tutti i dirigenti giuridici o effettivi o da alcuni di essi che hanno contribuito all’errore di gestione. Se viene aperta o dichiarata la liquidazione giudiziale in relazione alle attività di un imprenditore individuale a responsabilità limitata al quale è attribuita la proprietà, il tribunale può, alle stesse condizioni, obbligare tale imprenditore a pagare tutta o parte della proprietà insufficiente. L’importo riscosso da tale debitore viene detratto dal suo patrimonio non distribuito. Tali disposizioni consentono inoltre di aumentare il volume del patrimonio del debitore per aumentare le possibilità di soddisfare integralmente i crediti dei creditori.

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26.07.2024
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