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Recupero crediti in Bangladesh

Il processo di recupero crediti in Bangladesh inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di avviare un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 3 anni. Il termine di prescrizione viene interrotto se il debitore ha riconosciuto l’obbligazione mediante conferma scritta o pagamento parziale. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.

La legislazione del Bangladesh prevede la riscossione giudiziaria dei debiti nel modo consueto e semplificato.

La consueta procedura giudiziaria si svolge presentando una dichiarazione di reclamo al tribunale, dopo di che il tribunale verifica la conformità del reclamo con i requisiti di legge e, se conforme, registra il reclamo. Se la domanda è stata presentata correttamente, al convenuto deve essere emessa una citazione a comparire in tribunale e rispondere alla domanda. La citazione deve essere inviata al convenuto entro 5 giorni dalla data di registrazione della domanda.

Il convenuto deve, entro 30 giorni lavorativi dalla notifica della citazione, presentare una memoria scritta a sua difesa. Qualora sussistano validi motivi, il tempo di risposta potrà essere prolungato fino a 60 giorni lavorativi. Se il convenuto non deposita una memoria scritta in sua difesa entro il termine specificato, il tribunale esaminerà la richiesta unilateralmente.

L’imputato deve sollevare nella sua memoria scritta tutti gli elementi che dimostrano che la domanda non può essere accolta, nonché motivare ogni affermazione di fatto di cui non ammette la verità. Ogni affermazione di fatto nella querela, se non negata espressamente o implicitamente o dichiarata inammissibile nella memoria del convenuto, si considera ammessa.

Alla data indicata nel mandato di comparizione per la comparizione e la testimonianza dell’imputato, le parti devono presentarsi in tribunale personalmente o accompagnate dai loro avvocati per l’udienza della domanda. Se il convenuto non si presenta in tribunale e non fornisce ragioni valide per tale omissione, il tribunale può emettere una sentenza in contumacia contro il convenuto, a meno che il tribunale non dubiti della validità della domanda.

Se le parti compaiono alla prima udienza, il tribunale accerta da ciascuna parte o dal suo avvocato se ammette o nega le accuse di fatto contenute nella denuncia o nella dichiarazione scritta (se presente) della parte avversaria e che non sono espressamente ammesse o meno sono smentite dalla parte contro la quale sono formulate. Il tribunale deve registrare tali ammissioni e dinieghi. Se le parti accettano le accuse di fatto, il tribunale può prendere immediatamente una decisione. Sulla base delle accuse smentite dalle parti, il tribunale formula un elenco di questioni che devono essere prese in considerazione per risolvere correttamente il caso. Il tribunale inizia a considerare il caso, prestando particolare attenzione all’analisi delle prove e dei documenti presentati. Questi materiali aiutano la corte a comprendere questioni controverse, identificare i principali disaccordi tra le parti e valutare la validità delle loro posizioni. Durante il processo, il tribunale esamina le circostanze di fatto e le argomentazioni giuridiche, il che gli consente di acquisire una piena comprensione della situazione. Una volta chiarite tutte le questioni di fatto e di diritto, il tribunale conclude l’udienza e prende una decisione sulla base dell’analisi e della valutazione delle prove presentate.

La procedura giudiziaria semplificata viene utilizzata per riscuotere i debiti su cambiali e assegni. Questa procedura è simile a quella generale, ma viene eseguita in tempi accelerati, che consentono di considerare rapidamente il caso e prendere una decisione.

La decisione del Tribunale di primo grado può essere impugnata presso l’Alta Corte entro 30 giorni dalla data della decisione impugnata. La decisione dell’Alta Corte può essere impugnata presso la Corte d’appello entro 2 mesi dalla data di adozione della decisione impugnata. La decisione della Corte d’appello non è soggetta a ulteriore appello.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Una decisione del tribunale può essere portata all’esecuzione entro 12 anni dal momento in cui la decisione entra in vigore. Una decisione di un tribunale straniero può essere presentata per il riconoscimento e l’esecuzione entro 6 anni dalla data in cui la decisione entra in vigore. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca delle azioni della società.

Un’opzione alternativa per il recupero crediti è quella di utilizzare la procedura fallimentare del debitore. Il creditore ha il diritto di avviare questa procedura se sussistono i seguenti motivi: 1) l’importo del debito è superiore a 500.000,00 taka bengalesi; 2) il debitore ha commesso un atto di fallimento nel corso dell’anno precedente l’apertura della procedura concorsuale. Secondo le disposizioni della legge fallimentare, il debitore commette un atto di fallimento nei casi, in particolare: il debitore trasferisce i suoi beni a terzi con l’intenzione di eludere le richieste dei suoi creditori o di ritardarne l’adempimento (se il debitore è un persona fisica, allora tale condizione si applica anche ai beni del secondo coniuge o dei figli debitori); il debitore lascia il territorio del Bangladesh; il debitore utilizza mezzi fraudolenti o associazione a delinquere per ottenere una sentenza o istruzioni contrarie agli interessi dei suoi creditori; il debitore ha comunicato per iscritto al creditore che ha sospeso il pagamento dei suoi debiti o intende farlo. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le azioni del debitore commesse con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tra tali azioni vanno evidenziate, in particolare: l’agevolazione di un creditore rispetto ad altri; effettuare operazioni a prezzi ridotti o senza obblighi reciproci da parte della controparte. In generale, il tribunale può revocare qualsiasi trasferimento di proprietà da parte di un debitore, del suo rappresentante legale, erede o altra persona autorizzata effettuato entro 15 anni prima della data di dichiarazione di insolvenza se il tribunale ritiene che lo scopo di tale trasferimento fosse quello di evitare il pagamento di debiti. In seguito all’annullamento delle azioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali azioni e aumentare così la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.

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16.10.2024
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