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Recupero crediti in Tanzania

Il processo di recupero crediti in Tanzania inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 6 anni. Il termine di prescrizione si interrompe se il debitore riconosce il debito per iscritto o effettua il pagamento parziale del debito. Dopo l’interruzione il termine di prescrizione ricomincia a contare.

Il recupero crediti giudiziario in Tanzania si svolge in modo consueto e semplificato.

Il consueto procedimento legale inizia con la presentazione di un azione legale in tribunale. Se l’azione legale soddisfa i requisiti procedurali stabiliti, il tribunale registra l’azione legale nella cancelleria del tribunale ed emette un avviso di convocazione per citare le parti in tribunale. La citazione deve essere notificata entro 14 giorni dalla sua emissione.

Se l’atto di citazione è stato notificato in modo appropriato e il convenuto desidera difendersi contro la azione legale, egli deve, entro ventuno giorni dalla data della notifica, presentare al tribunale una dichiarazione scritta di difesa e comparire in tribunale nel giorno indicato nell’atto di citazione. Per giustificati motivi, il convenuto può chiedere al tribunale una proroga di tale termine per ulteriori 10 giorni. Se il convenuto non presenta una dichiarazione scritta di difesa entro il termine previsto, il tribunale, dopo aver confermato l’avvenuta notifica e su dichiarazione orale dell’attore di voler procedere con l’azione legale, fissa unilateralmente una data per l’udienza delle testimonianze dell’attore sulla domanda.

Nel giorno stabilito le parti sono tenute a comparire in udienza personalmente o tramite i loro rappresentanti. Nella prima udienza, il tribunale accerta da ciascuna parte o dal suo difensore se ammette o nega le accuse di fatto contenute nella denuncia o nella dichiarazione scritta (se presente) della parte avversaria e che non sono espressamente o implicitamente ammesse o negate dalla parte contro la quale sono sollevate, e il tribunale deve registrare tali ammissioni e dinieghi.

Se il tribunale accerta che le parti non hanno disaccordi su questioni di fatto e di diritto, può procedere all’esame del caso nel merito e prendere una decisione nella stessa riunione. Se ci sono disaccordi, il tribunale inizia a formulare e registrare le questioni da cui dipende la corretta risoluzione del caso. In tal caso, se il tribunale ritiene che non siano necessari ulteriori argomenti o prove oltre a quelli immediatamente addotti dalle parti sulle questioni controverse in quanto potrebbero essere sufficienti per decidere il caso e che dall’udienza immediata del giudice non deriverebbe alcuna ingiustizia caso, il tribunale può procedere alla risoluzione di tali questioni e prendere una decisione.

Se le conclusioni non sono sufficienti per prendere una decisione, il tribunale rinvia l’ulteriore udienza del caso e fissa un giorno per la presentazione di ulteriori prove o argomenti richiesti dal caso. Dopo aver esaminato le prove aggiuntive, il tribunale terrà un dibattito tra le parti e prenderà una decisione.

In una sentenza, il tribunale fissa il tasso di interesse dalla data della sentenza fino al rimborso del debito al sette per cento annuo o ad un altro tasso non superiore al dodici per cento annuo, come le parti possono espressamente concordare per iscritto prima o dopo la sentenza. 

Per riscuotere i debiti derivanti da assegni e cambiali si utilizza una procedura semplificata. Dopo la presentazione della causa, al convenuto viene inviata una citazione con la nota che il caso viene esaminato sommariamente e che il convenuto non ha il diritto di difendersi contro la richiesta senza l’appropriata autorizzazione del tribunale. Se l’imputato non richiede al tribunale il permesso di difendersi entro 21 giorni, il tribunale esaminerà il caso sulla base delle argomentazioni e delle prove del querelante. Se il convenuto intende difendersi dalla pretesa, deve rivolgersi al giudice con una dichiarazione resa sotto giuramento e prove a sostegno della sua posizione. Se il tribunale ritiene fondata la dichiarazione dell’imputato, gli darà il permesso di difendersi e in questo caso il caso sarà esaminato secondo le regole del processo giudiziario ordinario.

La decisione della Corte primaria può essere appellata alla Alta Corte. La decisione dell’Alta Corte può essere appellata alla Corte d’appello. Il termine per la presentazione del ricorso è di novanta giorni dalla data della decisione impugnata.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Una sentenza può essere eseguita entro 12 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca dei raccolti, arresto del debitore; arresto dei diritti societari nelle aziende.

Un’opzione alternativa per il recupero crediti è la procedura fallimentare del debitore. Il creditore ha il diritto di avviare questa procedura se sono soddisfatte le seguenti condizioni: 1) l’importo del debito non è inferiore a 1000 scellini tanzaniani, pagabili immediatamente o ad una certa data futura; 2) il debitore ha commesso un atto di fallimento nei tre mesi precedenti l’apertura della procedura concorsuale; 3) il debitore è domiciliato in Tanzania o, durante l’anno antecedente la data di deposito della domanda, ha risieduto abitualmente, o aveva un’abitazione o una sede di attività, o ha svolto attività in Tanzania, o è, o durante detto periodo era membro di una società o di una partnership di persone che svolgevano attività commerciali in Tanzania.

Secondo le disposizioni della legge fallimentare rientrano negli atti fallimentari le seguenti azioni: 1) il debitore trasferisce a terzi i suoi beni o parte di essi; 2) il debitore trasferisce i suoi beni o parte di essi con l’intento di arrecare danno o ritardare il pagamento dei debiti ai suoi creditori; 3) il debitore lascia la Tanzania o, mentre è fuori dal Paese, rimane fuori dalla terraferma tanzaniana o comunque si nasconde; 4) se i beni del debitore sono stati venduti o detenuti da un ufficiale giudiziario per ventuno giorni; 5) il debitore comunica ad uno qualsiasi dei suoi creditori che ha sospeso o intende sospendere i pagamenti dei suoi debiti; 6) il debitore presenta istanza di fallimento nei confronti di se stesso; 7) se entro sette giorni il debitore non ha ottemperato alla richiesta del creditore di pagare il debito sulla base di una decisione definitiva del tribunale contro il debitore.

Nell’ambito della procedura fallimentare, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tali operazioni comprendono, in particolare: 1) qualsiasi cessione di beni senza compenso di valore; 2) qualsiasi operazione in cui la controparte del debitore sapeva che il debitore era in fallimento; 3) privilegiare un creditore rispetto ad altri. In seguito all’annullamento delle azioni e operazioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali operazioni e aumentare così la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.

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03.01.2025
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