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Recupero crediti in Perù

Il processo di recupero crediti in Perù inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione generale è di 10 anni, per il recupero del costo dei servizi forniti è di 3 anni. Le conseguenze del mancato termine di prescrizione si applicano solo su richiesta del debitore. Il termine di prescrizione si interrompe quando il debitore riconosce l’obbligazione o in caso di notifica di riconoscimento del debitore come inadempiente alle sue obbligazioni. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.

La legge peruviana prevede il recupero giudiziale dei debiti in procedimenti ordinari e sommari.

Il consueto procedimento giudiziario viene effettuato presentando una dichiarazione di reclamo in tribunale, dopo di che il tribunale esamina la richiesta per verificarne la conformità con i requisiti legali. Se il giudice valuta positivamente la domanda, considera le prove proposte e trasmette la domanda all’imputato affinché compaia al processo e fornisca risposta alla domanda entro trenta giorni.

Nella risposta alla domanda, il convenuto deve pronunciarsi su ciascuno dei fatti indicati nella domanda. Il silenzio, una risposta evasiva o una posizione generale negativa possono essere percepiti dal giudice come un’ammissione della verità dei fatti asseriti. Inoltre, l’imputato deve esporre i fatti su cui si basa la sua difesa in modo accurato, coerente e chiaro.

Se, trascorso il termine per rispondere alla domanda, il convenuto a cui è stata regolarmente notificata la domanda non risponde, sarà dichiarato contumace. Dopo la mancata comparizione, il giudice deciderà sulla legalità del processo. Se la ritiene valida, procederà a pronunciare una sentenza, salvo i casi in cui la legge richiede la conferma dei requisiti mediante un documento, ma tale documento non è stato allegato alla domanda; oppure i fatti dichiarati dall’attore nella domanda non ispirano fiducia nel giudice.

Se il convenuto interviene nella causa e si oppone alla domanda, il tribunale fissa un’udienza di conciliazione e obbliga le parti a sottoporre per iscritto al giudice le questioni controverse entro tre giorni dalla notifica. Trascorso tale termine, indipendentemente dalle proposte delle parti, il giudice determina le questioni controverse e decide sull’ammissione o sul rigetto delle prove proposte. Solo se sono necessarie azioni probatorie, il giudice fissa il giorno e l’ora dell’udienza per l’esame delle prove. Se tale udienza viene rifiutata, il giudice procede ad emettere una decisione anticipata senza limitare il diritto delle parti di richiedere un’udienza orale.

Alle parti vengono concessi 10 giorni per presentare le prove e 50 giorni per tenere un’udienza probatoria. Dopo aver esaminato le prove, il giudice dichiara conclusa l’udienza e il processo pronto per la sentenza. La sentenza deve essere emessa entro 50 giorni dalla conclusione del processo.

Il procedimento giudiziario semplificato si applica nei casi in cui l’importo della domanda sia superiore a cento e inferiore a mille unità procedurali di riferimento. Il processo si svolge in modo simile a un normale processo, solo in un periodo di tempo più breve (è stabilito un periodo di 10 giorni per rispondere a una domanda; per fornire prove – 5 giorni; per tenere udienze di prova – 20 giorni; per superare un processo verdetto – 25 giorni).

La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata entro 3 giorni dalla data di notifica della decisione. La denuncia viene esaminata in un’udienza in tribunale con la partecipazione delle parti interessate. Al termine dell’udienza, la corte d’appello prende una decisione definitiva. La decisione della corte d’appello può essere impugnata davanti alla Corte Suprema del Perù entro 10 giorni dalla data di notifica della decisione impugnata se l’importo della richiesta supera le 500 unità di riferimento procedurali o se la richiesta non può essere valutata in termini monetari. A seguito dell’esame del reclamo, la Corte Suprema prende una decisione che entra in vigore dal momento in cui viene annunciata e non è soggetta a ricorso.

Dopo l’entrata in vigore della sentenza, il creditore dovrebbe avviare un procedimento di esecuzione. Una sentenza può essere eseguita entro 10 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca delle azioni della società.

Un’opzione alternativa per il recupero crediti può essere la procedura fallimentare del debitore. Un creditore ha il diritto di avviare una procedura di fallimento nei confronti di un debitore nei casi in cui i crediti del creditore sono esigibili per il pagamento immediato, non sono stati rimborsati entro 30 giorni di calendario dalla scadenza del pagamento e che in totale superano l’equivalente di cinquanta unità fiscali in vigore al momento della presentazione della domanda. Secondo questa procedura, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a ripagare integralmente le pretese dei creditori, il giudice può invalidare gravami, trasferimenti, contratti e altre azioni legali del debitore, a titolo gratuito o compensativo, che non sono legate al normale sviluppo della situazione attività del debitore, causano danni ai suoi beni e sono state commesse o concluse dal debitore entro un anno prima della data di apertura della procedura di fallimento. La procedura per dichiarare nulle le azioni di cui sopra si svolge in modo semplificato. Hanno il diritto di avanzare tale pretesa la persona o l’ente responsabile del debitore, il liquidatore o uno o più creditori riconosciuti. Il tribunale, che ha dichiarato nulle le azioni del debitore, ordinerà la restituzione dell’immobile nella massa fallimentare o la rimozione dei gravami accertati, a seconda delle circostanze. Grazie all’utilizzo di queste disposizioni è possibile aumentare le possibilità di soddisfare integralmente le pretese dei creditori.

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17.09.2024
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