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Recupero crediti in Lettonia

Il processo di recupero crediti in Lettonia inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di avviare un recupero giudiziario, è opportuno prestare attenzione al periodo di prescrizione. Il periodo di prescrizione generale è di 10 anni. Per le transazioni commerciali il periodo di prescrizione è di 3 anni. La legislazione non prevede la possibilità di modificare questi termini di prescrizione per accordo delle parti. Allo scadere del periodo di prescrizione, il diritto di richiedere il pagamento del debito si estingue. Se il debitore compie un atto che indica il riconoscimento del debito, il periodo di prescrizione viene interrotto. Dopo tale azione, il periodo di prescrizione viene ripristinato e inizia a essere calcolato nuovamente.

Non è necessario condurre una procedura di recupero crediti obbligatoria prima di andare in tribunale e il mancato svolgimento di tali azioni non costituisce un requisito per l’avvio del procedimento. Tuttavia, se nel contratto stipulato le parti hanno stabilito che la controversia deve essere risolta attraverso la mediazione, al momento della richiesta al tribunale è necessario fornire la prova che la proposta di risolvere la controversia attraverso la mediazione è stata rifiutata o che non è stato concluso alcun accordo di mediazione, oppure che la mediazione si è conclusa senza raggiungere un accordo. La mancata presentazione di tali prove comporterà il rigetto della domanda.

A seconda della complessità del caso e del valore del credito, la legislazione lettone prevede le seguenti opzioni per il recupero giudiziario dei crediti: 

L’azione legale generale si svolge con la presentazione di una causa al tribunale, dopo di che il tribunale decide di accettare la causa in esame e prepara il procedimento giudiziario. Dopo aver accettato l’azione in esame, il tribunale invia immediatamente al convenuto al suo indirizzo e-mail ufficiale o per lettera raccomandata la dichiarazione di credito con gli allegati e concede un periodo di 15-30 giorni per presentare una spiegazione scritta. Una volta ricevute le spiegazioni o scaduto il termine per la loro presentazione, il giudice decide le misure da adottare per preparare il caso al processo. Nel preparare il caso per il processo, il giudice cerca di riconciliare le parti e propone anche di risolvere la controversia attraverso la mediazione. Le udienze si tengono oralmente e le persone coinvolte nel caso sono invitate a partecipare. La legge non stabilisce limiti di tempo specifici per i procedimenti giudiziari. A seguito dell’esame del merito della causa, il tribunale emette una decisione («Spriedums»), che acquisisce forza definitiva dopo la scadenza del termine per il suo ricorso. Nel pronunciare la decisione riguardante il recupero di una somma di denaro, il tribunale stabilisce un termine per la sua esecuzione volontaria, che non può essere superiore a 10 giorni dalla data in cui la decisione entra in vigore.

La parte interessata che non è soddisfatta della sentenza del tribunale di prima istanza ha il diritto di appellarsi contro di essa entro 20 giorni dalla data della sua emissione. L’appello deve essere presentato tramite il tribunale di prima istanza, il quale, immediatamente dopo l’accettazione dell’appello, ne invia copia alle persone coinvolte nel caso e stabilisce il termine per fornire spiegazioni scritte. Scaduti i termini per impugnare la sentenza in appello e per presentare le spiegazioni dell’appello, il tribunale di primo grado rinvia immediatamente il caso alla corte d’appello. L’appello viene discusso dalla corte d’appello in una sessione d’udienza su invito delle parti. La legge non prevede un termine per l’esame dell’appello. A seguito dell’esame del caso, la corte adotta una sentenza, che entra in vigore dal momento della sua adozione.

La decisione finale della Corte d’appello può essere impugnata presentando un ricorso per cassazione alla Corte suprema della Lettonia o tramite la Corte d’appello entro 30 giorni dalla data di adozione della decisione impugnata. Al momento della presentazione del ricorso per cassazione, è necessario versare un deposito di 300 euro sul conto di deposito del tribunale, che sarà rimborsato nel caso in cui la decisione impugnata venga annullata o modificata. A seconda delle circostanze del caso, il ricorso in cassazione può essere esaminato per iscritto o in udienza. A seguito dell’esame del caso, la Corte Suprema adotta una decisione che è definitiva e non è soggetta a ulteriori ricorsi. 

La procedura scritta («Rakstveida process») è applicabile per richieste di denaro non superiori a 2.500 euro. La procedura è generalmente la stessa del procedimento di reclamo generale, ma con alcune eccezioni. Dopo aver ricevuto la notifica della domanda, il convenuto ha 30 giorni di tempo per fornire le sue spiegazioni. Di norma, il tribunale esamina il caso senza tenere un’udienza in tribunale, a meno che una delle parti in causa non insista. Dopo aver esaminato il caso, il tribunale emette una sentenza definitiva sul caso, che può essere impugnata secondo la procedura generale per l’impugnazione delle decisioni del tribunale.

Dopo aver ricevuto la sentenza definitiva del tribunale, se il debitore si rifiuta di eseguire volontariamente la sentenza del tribunale, è necessario ottenere un documento esecutivo e presentarlo all’ufficiale giudiziario per l’esecuzione. Un documento esecutivo sulla base di una sentenza del tribunale può essere presentato per l’esecuzione entro dieci anni dalla data in cui la sentenza del tribunale entra in vigore. Nell’ambito dell’esecuzione forzata della decisione, le richieste del creditore possono essere soddisfatte attraverso il prelievo di denaro dai conti del debitore, il sequestro dei beni mobili e immobili del debitore seguito dalla loro vendita, il sequestro dei beni e dei soldi del debitore presso terzi, e il recupero della quota del debitore nel capitale sociale della società.

Se il debitore presenta segni di insolvenza (quando una persona giuridica non è in grado di adempiere ai propri obblighi finanziari in modo tempestivo entro due mesi dalla data di scadenza del pagamento o non ha eseguito la decisione del tribunale sul recupero dei crediti attraverso l’uso dell’esecuzione forzata), si deve prendere in considerazione l’opzione della procedura fallimentare del debitore. 

Nell’ambito di questa procedura, a condizione che non vi siano beni del debitore o che siano insufficienti, è possibile ritenere i dirigenti del debitore responsabili in solido dei debiti del debitore per la mancata presentazione della documentazione contabile al curatore fallimentare. La responsabilità solidale si applica anche nel caso in cui venga fornita la documentazione, ma lo stato della stessa non consenta una chiara comprensione delle transazioni del debitore negli ultimi tre anni precedenti l’apertura della procedura fallimentare. 

Inoltre, la legge prevede la possibilità di invalidare le transazioni del debitore, tra cui: transazioni con parti interessate; transazioni gratuite; transazioni concluse quattro mesi prima della data di dichiarazione della procedura d’insolvenza che hanno causato perdite al debitore; transazioni concluse tre anni prima della data di dichiarazione della procedura d’insolvenza con una persona che sapeva o poteva sapere delle perdite subite dal debitore a causa di tale transazione. A seguito della cancellazione di tali transazioni è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali transazioni e, a spese di questo, aumentare la massa di liquidazione per soddisfare i crediti dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.

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21.06.2024
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