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Il processo di recupero crediti a Trinidad e Tobago inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione è di 4 anni. Il termine di prescrizione viene interrotto se il debitore riconosce il debito, ad esempio mediante riconoscimento scritto o pagamento parziale del debito o degli interessi. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
La legislazione di Trinidad e Tobago prevede il recupero giudiziale dei debiti dinanzi al tribunale ordinario e in procedimenti sommari.
I tribunali di prima istanza sono le Small Civil Courts e le High Courts. I Tribunali civili di piccole dimensioni sono autorizzati a trattare casi di recupero crediti fino a 50.000 dollari nel corso ordinario degli affari. I casi con richieste maggiori sono soggetti al corso ordinario degli affari delle High Courts.
Il procedimento giudiziario ordinario si avvia con una citazione scritta, firmata dal cancelliere del tribunale nel quale verrà trattata la causa. La base del reclamo deve essere indicata in un allegato a tale citazione. La citazione deve essere notificata al convenuto almeno tre o otto giorni prima della data del tribunale (la data varia a seconda della sede del tribunale).
Quando l’attore presenta la citazione alla cancelleria del tribunale per la firma, deve allegarvi una dichiarazione giurata, personale o del suo avvocato, che possa stabilire con precisione i fatti all’origine dell’azione e l’importo indicato nella denuncia, e indicare inoltre ciò contro cui ritiene che la difesa non abbia alcuna pretesa. Se il convenuto non presenta, entro dieci giorni liberi dalla notifica della citazione, un’istanza supportata da una dichiarazione giurata o da un avviso scritto relativo ad irregolarità procedurali o qualsiasi altra difesa legale e non convince il giudice che esiste una questione seria da affrontare processato o un vizio del procedimento, l’attore ha il diritto di chiedere una decisione conforme alla sua richiesta.
Se il giudice, dopo aver esaminato la dichiarazione giurata o l’avviso, ritiene che all’imputato debba essere consentito di difendere in tutto o in parte la pretesa del querelante, farà annotazione in tal senso sulla dichiarazione giurata o sull’avviso e fisserà una data del processo. Nel corso del processo il tribunale ascolta le posizioni delle parti, valuta le prove presentate e decide nel merito.
La procedura giudiziaria sommaria viene eseguita dai magistrati se l’importo della richiesta non supera i 15.000 dollari. La procedura è simile alla procedura abituale, solo in forma più semplificata e in tempi più brevi.
Se l’attore o il convenuto desidera impugnare la decisione del tribunale di primo grado, deve notificare un atto di ricorso o notificare la sua richiesta di autorizzazione al ricorso entro 14 giorni dalla data in cui è stata annunciata la decisione impugnata. A seguito dell’esame del reclamo, la Corte d’appello prende una decisione, che entra in vigore dal momento della sua comunicazione e non è soggetta a successivo ricorso.
Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe ottenere un mandato di esecuzione e avviare la procedura di esecuzione. Sul debito maturano interessi al tasso del 5% annuo dalla data di entrata in vigore della sentenza fino alla sua esecuzione. La decisione finale del tribunale può essere presentata per l’esecuzione entro 12 anni dalla data di entrata in vigore. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca dei titoli.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del fallimento del debitore. La normativa prevede una serie di segni caratteristici dell’insolvenza, tra cui i casi in cui il debitore effettua un trasferimento, una donazione, una consegna o un trasferimento fraudolento dei suoi beni o di parte di essi; crea qualsiasi gravame su beni che presentano segni di attività fraudolenta; lascia il territorio di Trinidad e Tobago; notifica ad uno qualsiasi dei suoi creditori che sospende o intende sospendere i pagamenti dei propri debiti; cessa di pagare i propri obblighi quando diventano esigibili. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore che hanno causato un danno al debitore o lo hanno privato dei suoi beni. Tra tali operazioni si segnalano in particolare: il rimborso del debito o la cessione di beni ad un solo creditore a scapito degli altri creditori; vendita di beni a valore ridotto; pagamento dei dividendi durante il periodo di segnali di insolvenza. In seguito all’annullamento di tali operazioni, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali operazioni e quindi aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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