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Recupero crediti in Brasile

Il processo di recupero crediti in Brasile inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative con il debitore finalizzate a raggiungere un accordo sul pagamento del credito o a individuare un altro strumento giuridico di definizione della controversia. A seconda delle circostanze, può trattarsi di un piano di pagamento, restituzione di beni, cessione del credito, trasferimento del debito a un terzo, compensazione di obbligazioni reciproche o altra forma di adempimento realmente utile per tutelare gli interessi del creditore.

L’interazione con il debitore inizia dopo l’invio di una diffida stragiudiziale con un mezzo che consenta di provare l’invio e il contenuto della richiesta. In questa fase è importante non limitarsi alla trattativa, ma documentare la posizione del debitore, il riconoscimento del debito, eventuali proposte di pagamento rateale, il rifiuto di pagare o i tentativi di sottrarsi al contatto. La comunicazione deve essere ferma e documentata, ma giuridicamente corretta, senza condotte che possano essere interpretate come pressione illecita.

In Brasile, prima di avviare una causa, può essere valutato anche il protesto di titoli o di documenti di debito. Questo strumento serve a formalizzare il mancato adempimento di un’obbligazione pecuniaria e può essere utile quando il creditore dispone di un documento che conferma l’importo, la causa e la scadenza del debito. Il protesto non sostituisce il recupero giudiziale, ma può rafforzare la posizione del creditore, accelerare la trattativa e preparare la base probatoria per le azioni successive.

La durata della fase stragiudiziale dipende dal comportamento del debitore, dalla qualità dei documenti e dalla disponibilità delle parti a trovare una soluzione. Se il debitore non risponde, evita il contatto, contesta il debito senza elementi sufficienti o esiste il rischio di dispersione dei beni, il creditore dovrebbe passare al recupero giudiziale o a un altro strumento giuridico di tutela del credito.

Prima di intraprendere un’azione giudiziale, è necessario individuare il termine di prescrizione applicabile al credito. Nel diritto brasiliano il termine generale è di 10 anni quando la legge non prevede un termine più breve. Tuttavia, per molte pretese relative alla riscossione di debiti liquidi risultanti da atto pubblico o privato, il termine è di 5 anni. Per questo motivo, prima di avviare il procedimento occorre valutare il tipo di documento, la data di scadenza dell’obbligazione, eventuali pagamenti parziali, il riconoscimento del debito da parte del debitore e altri fatti che possono incidere sul decorso della prescrizione.

La legge brasiliana prevede diversi tipi di recupero giudiziale del credito, e la scelta del procedimento dipende soprattutto dalla forza probatoria dei documenti del creditore. Se il creditore dispone di un documento che consente di chiedere direttamente l’esecuzione forzata, può essere avviato un procedimento esecutivo. Se esiste una prova scritta del debito, ma tale prova non ha forza esecutiva immediata, può essere utilizzata una procedura speciale fondata su prova scritta. Se l’esistenza del debito, il suo importo o la sua esigibilità richiedono un esame più ampio della controversia, si applica il procedimento ordinario di cognizione.

La parte in giudizio deve normalmente essere rappresentata da un avvocato iscritto all’ordine professionale competente in Brasile. La difesa personale è possibile solo nei casi ammessi dalle norme processuali e quando ricorrono i presupposti giuridici necessari. Per un creditore straniero, l’assistenza giuridica è particolarmente importante perché il tribunale valuta non solo l’esistenza del credito, ma anche la corretta formazione dei documenti, la traduzione, il calcolo dell’importo, le prove della consegna di beni, della prestazione di servizi o di altra causa del debito.

Il procedimento ordinario inizia con la presentazione della domanda al tribunale competente. Se la domanda rispetta i requisiti processuali, il giudice dispone la citazione del convenuto e organizza lo sviluppo successivo del processo. Dopo la citazione, il caso può passare attraverso una fase di conciliazione o mediazione, la presentazione della difesa, la preparazione della causa, l’esame delle prove e la decisione. La durata di questa fase dipende dal modo in cui il debitore viene citato, dal luogo in cui si trova, dalla necessità di cooperazione internazionale, dal volume delle prove e dal comportamento delle parti.

Il convenuto può presentare la propria difesa entro 15 giorni, secondo le regole processuali relative al momento iniziale del termine. Nella difesa deve indicare tutti gli argomenti difensivi, le ragioni di fatto e di diritto con cui contesta la pretesa del creditore, le prove che intende produrre e la propria posizione rispetto ai fatti allegati nella domanda. I fatti non contestati in modo specifico possono essere considerati dal giudice come ammessi, salvo le eccezioni previste dalla legge e salvo il contrasto con l’insieme degli atti del processo.

Se il convenuto non presenta difesa, il giudice può proseguire il processo tenendo conto delle conseguenze della sua inattività processuale. Se la difesa viene presentata, il tribunale individua le questioni controverse, distribuisce l’onere della prova, decide le istanze processuali e, se necessario, fissa un’udienza. In udienza possono essere sentite le parti, i testimoni e gli esperti, e possono essere esaminati documenti e altri mezzi di prova. Al termine dell’esame della causa, il giudice emette la decisione.

La procedura speciale fondata su prova scritta si applica quando il creditore possiede un documento scritto che dimostra il debito, ma tale documento non consente di passare immediatamente all’esecuzione forzata. Questo strumento può essere utile in presenza di un contratto, riconoscimento del debito, fattura, corrispondenza, verbale, documento commerciale o altra prova scritta dalla quale il giudice possa ricavare una valutazione iniziale sull’esistenza dell’obbligazione.

Per avviare la procedura, il creditore presenta una domanda al tribunale allegando i documenti che dimostrano la causa e l’importo del credito. Se il giudice ritiene che i requisiti siano soddisfatti, il debitore viene invitato ad adempiere l’obbligazione o a presentare opposizione entro il termine previsto. Se il debitore non paga e non presenta opposizione, il provvedimento può diventare base per la successiva esecuzione forzata. Se il debitore presenta opposizione, la controversia viene esaminata tenendo conto delle difese di entrambe le parti, e il creditore può rispondere alla posizione del debitore.

L’uso scorretto o in mala fede di questa procedura può comportare conseguenze processuali. Per questo il creditore deve avviarla solo quando dispone di adeguate prove scritte, mentre il debitore non dovrebbe utilizzare l’opposizione come semplice strumento per ritardare il recupero del credito.

La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata secondo le regole processuali brasiliane. Il tribunale di secondo grado esamina i motivi dell’impugnazione e può confermare, modificare o annullare la decisione, in tutto o in parte. La decisione diventa definitiva quando scadono i termini per impugnarla, quando le parti non utilizzano ulteriori mezzi di contestazione o quando sono stati esauriti gli strumenti di revisione previsti dalla legge.

Il ricorso agli organi giudiziari superiori non costituisce una fase automatica di ogni controversia sul recupero del credito. Se la questione riguarda l’interpretazione della legge federale, può essere proposto ricorso al tribunale superiore competente in materia di legislazione federale. Se la controversia contiene una questione costituzionale rilevante, può essere proposto ricorso al tribunale costituzionale competente. Tali ricorsi non servono a riesaminare integralmente i fatti, ma operano entro specifici presupposti giuridici.

Se il creditore possiede già una decisione giudiziaria straniera contro il debitore, per recuperare il credito in Brasile può essere necessario il riconoscimento di tale decisione da parte dell’autorità giudiziaria brasiliana competente. Di regola vengono verificati la competenza dell’autorità che ha pronunciato la decisione, la regolare citazione del debitore, l’efficacia della decisione nel paese di origine, l’assenza di contrasto con una decisione brasiliana definitiva, la traduzione ufficiale quando necessaria e il rispetto dell’ordine pubblico brasiliano. Dopo il riconoscimento, la decisione straniera può essere eseguita davanti al giudice federale competente.

Dopo che la decisione diventa eseguibile, il creditore deve avviare il procedimento di esecuzione forzata. In caso di condanna al pagamento di una somma di denaro, il debitore viene intimato a pagare entro 15 giorni. Se il pagamento volontario non avviene entro il termine previsto, possono essere aggiunte una sanzione del dieci per cento e spese legali del dieci per cento, oltre alla possibilità di adottare misure sui beni del debitore.

In mancanza di pagamento volontario, il creditore può chiedere la ricerca, il blocco, il pignoramento, la valutazione e la successiva vendita dei beni del debitore. L’efficacia dell’esecuzione dipende dalla possibilità di individuare conti bancari, attività finanziarie, immobili, veicoli, quote societarie, redditi e altri diritti patrimoniali del debitore.

In Brasile possono essere utilizzati strumenti giudiziari elettronici per la ricerca e il blocco di attività finanziarie. Ciò consente di trasmettere ordini giudiziari alle istituzioni finanziarie, ottenere informazioni sugli attivi e applicare misure di blocco. Se il debitore opera tramite società o strutture collegate, è importante analizzare anche eventuali indizi di dispersione dei beni, operazioni simulate, trasferimenti a terzi e abuso della struttura societaria.

Se il debitore è un imprenditore o una società commerciale e presenta segni rilevanti di insolvenza giuridica, il creditore può valutare la possibilità di chiedere il fallimento. Questo strumento non è adatto a qualsiasi debito o a qualsiasi debitore, ma può essere rilevante quando l’inadempimento è dimostrato da documenti, il debitore svolge attività economica, possiede beni e si sottrae all’adempimento delle obbligazioni.

Il fallimento può essere richiesto, tra l’altro, quando il debitore, senza una ragione giuridica rilevante, non paga alla scadenza un’obbligazione pecuniaria documentata da uno o più titoli esecutivi protestati il cui importo supera l’equivalente di 40 salari minimi alla data della richiesta; quando, in un’esecuzione per somma liquida, non paga, non deposita l’importo e non indica beni sufficienti al pignoramento; oppure quando compie atti che indicano frode ai creditori, simulazione, liquidazione precipitosa di beni, trasferimento irregolare dell’azienda o tentativo di ritardare i pagamenti.

Per il creditore, il fallimento deve essere valutato come uno strumento strategico, non come una sostituzione automatica del recupero ordinario. In alcuni casi può essere più efficace l’esecuzione forzata, in altri la procedura speciale fondata su prova scritta, il procedimento ordinario, la partecipazione a una procedura di ristrutturazione o la richiesta di ammissione del credito al passivo. La scelta dipende dall’importo del debito, dalla qualità dei documenti, dall’esistenza del protesto, dai beni del debitore e dalla probabilità di ottenere un risultato concreto.

Nel fallimento, determinati atti compiuti prima dell’apertura della procedura possono essere considerati inefficaci nei confronti della massa dei creditori. Ciò può riguardare, ad esempio, il pagamento di debiti non ancora scaduti, il pagamento di debiti scaduti con modalità non previste dal contratto, la costituzione di garanzie per debiti anteriori, atti gratuiti compiuti nei due anni precedenti il fallimento e determinati trasferimenti di azienda senza adeguata tutela dei creditori.

Inoltre, gli atti compiuti con l’intenzione di danneggiare i creditori possono essere revocati quando siano provati l’accordo fraudolento tra il debitore e il terzo contraente e il danno alla massa dei creditori. L’azione di revoca può essere proposta dall’amministratore giudiziario, da qualsiasi creditore o dal pubblico ministero entro 3 anni dalla dichiarazione di fallimento. Questo strumento è particolarmente importante quando il debitore ha trasferito beni a soggetti collegati, ha svuotato il patrimonio o ha creato artificialmente l’impossibilità di soddisfare i creditori.

Il fallimento può incidere anche sui soci illimitatamente responsabili, sugli amministratori e su altre persone coinvolte in atti pregiudizievoli per i creditori. Per questo, quando vi sono indizi di occultamento di beni o abuso della struttura societaria, la strategia di recupero deve includere l’analisi dei documenti societari, delle operazioni sui beni, delle società collegate, dei trasferimenti precedenti e delle condotte degli amministratori prima dell’insolvenza.

Il recupero crediti in Brasile richiede analisi dei documenti, scelta del procedimento più adatto, verifica dei termini di prescrizione, ricerca dei beni e valutazione delle possibilità concrete di agire contro il debitore. Il team di Grandliga è competente nei casi di recupero internazionale dei crediti e può fornire assistenza giuridica nell’analisi della situazione, nella preparazione della strategia, nelle trattative con il debitore, nel riconoscimento di decisioni giudiziarie straniere, nel supporto ai procedimenti giudiziali e nell’esecuzione forzata delle decisioni in Brasile.

13.09.2024
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