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Il processo di recupero crediti in Uganda inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 6 anni. Le conseguenze della scadenza del termine di prescrizione si applicano in tribunale solo su richiesta del debitore. Il termine di prescrizione si interrompe se il debitore riconosce il debito per iscritto o effettua il pagamento parziale del debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
Il recupero crediti giudiziale in Uganda viene effettuato attraverso procedure giudiziarie ordinarie e sommarie.
Il normale procedimento legale inizia con la presentazione di un ricorso in tribunale, dopo di che il tribunale, se il reclamo soddisfa i requisiti procedurali, intima al convenuto di comparire in tribunale e rispondere alla richiesta.
Le parti sono tenute a comparire personalmente o tramite i loro rappresentanti alla data stabilita. Se il convenuto non compare, il tribunale può decidere a favore dell’attore o ordinare al convenuto di comparire nuovamente. Inoltre, il tribunale può ordinare al debitore di comparire e a tal fine può: 1) emettere un mandato di arresto; 2) sequestrare e vendere i suoi beni; 3) imporre al debitore una multa fino a 500 unità monetarie; 4) ordinare al debitore di fornire garanzie per la sua comparizione davanti al tribunale e imprigionarlo se non lo fa.
Se le parti compaiono, il tribunale conduce un procedimento in contraddittorio, durante il quale i partecipanti si scambiano opinioni, documenti e argomenti a sostegno delle loro posizioni. Se dopo il primo incontro tutte le circostanze del caso diventano chiare al tribunale, può prendere una decisione immediatamente. Altrimenti, il tribunale continua a preparare il caso organizzando un’indagine. Durante le indagini, il tribunale interroga testimoni, richiama esperti, visita siti, verifica l’esattezza dei documenti, richiede la partecipazione personale delle parti ed esegue altri atti procedurali. Al termine delle indagini, ha luogo una discussione finale del caso tra le parti, dopodiché il tribunale prende una decisione definitiva.
La procedura giudiziaria semplificata è utilizzata per il recupero dei crediti civili ed è disciplinata dal Debt Act 1937. La procedura è condotta dalle Corti dei magistrati e viene avviata con la presentazione di un reclamo alla corte contenente i dettagli del credito.
Il magistrato della Corte dei magistrati, una volta ricevuto il reclamo, può emettere una citazione che riassume il contenuto del reclamo e richiede al convenuto di comparire davanti a lui a un’ora e in un luogo specifici per rispondere al reclamo. Nel giorno stabilito, indipendentemente dalla comparizione dell’imputato, il magistrato esaminerà la denuncia come se l’imputato fosse comparso davanti al giudice mediante mandato di comparizione. A seguito dell’esame del reclamo, il giudice prende una decisione con la quale obbliga l’imputato a pagare l’importo richiesto o respinge il reclamo.
La decisione del magistrato può essere contestata presentando ricorso all’Alta Corte. La decisione dell’Alta Corte, a sua volta, può essere impugnata presso la Corte d’Appello. La sentenza della Corte d’Appello è ulteriormente appellabile alla Corte Suprema dell’Uganda. Il termine per la presentazione del ricorso è di trenta giorni dalla data della decisione contestata.
Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Una sentenza può essere proposta per l’esecuzione entro 12 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto del debitore e sua detenzione fino al rimborso del debito.
Se il debitore non è in grado di pagare i debiti, si dovrebbe prendere in considerazione l’opzione del fallimento del debitore. Il debitore è considerato incapace di pagare i debiti nei seguenti casi: 1) il debitore non ha adempiuto all’obbligo legale di pagare il debito; 2) i procedimenti esecutivi contro il debitore in relazione al debito ai sensi della sentenza sono stati restituiti insoddisfatti in tutto o in parte; o 3) tutti o sostanzialmente tutti i beni del debitore sono in possesso o controllo del destinatario o di altra persona che esegue l’esecuzione di tali beni. Nell’ambito della procedura fallimentare, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tali operazioni comprendono, in particolare: 1) un’operazione finalizzata a privilegiare un creditore rispetto ad altri, conclusa nell’anno precedente l’esordio del fallimento; 2) un’operazione a un prezzo sottovalutato, conclusa entro un anno precedente l’inizio del fallimento; 3) fornire garanzie per debiti esistenti un anno prima dell’inizio del fallimento; 4) operazione con insider trading conclusa entro dodici mesi prima dell’insolvenza; 5) pagamento per operazioni non inerenti all’ordinaria attività d’impresa, effettuato entro i sei mesi precedenti l’avvio della procedura concorsuale. In seguito all’annullamento delle azioni e operazioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali operazioni e aumentare così la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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