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Recupero crediti in Nepal

Il processo di recupero crediti in Nepal inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per l’inadempimento di qualsiasi obbligo è di 2 anni. Il creditore perde il diritto di presentare ricorso in tribunale dopo la scadenza del termine di prescrizione specificato. Allo stesso tempo, non esiste alcun termine di prescrizione per presentare un reclamo in una causa riguardante una transazione effettuata con l’intento di ottenere diritti di proprietà, appropriarsene o causare danni.

La legislazione del Nepal prevede la riscossione giudiziale dei debiti in maniera giudiziale generale.

La consueta procedura giudiziaria si svolge presentando una dichiarazione di reclamo al tribunale, dopo di che il tribunale verifica la conformità del reclamo con i requisiti di legge e, se conforme, registra il reclamo nel registro. Se la richiesta soddisfa i requisiti, il tribunale rilascia al ricorrente una ricevuta per la registrazione della richiesta. Entro tre giorni dalla data di registrazione della domanda, il tribunale è tenuto a inviare gli atti processuali al convenuto per presentare un’istanza in difesa della domanda.

Dopo aver ricevuto gli atti processuali, il convenuto ha 21 giorni di tempo per presentare la sua opposizione alla domanda. Se viene presentata un’opposizione dopo la scadenza del termine specificato, il tribunale non la riconosce e rifiuta di registrarla.

Se l’imputato ha presentato tempestivamente una difesa e contesta il diritto di agire in giudizio dell’attore, il tribunale deve tenere un’udienza preliminare prima di esaminare le prove, ascoltare e decidere il caso. Nel corso dell’udienza preliminare, il tribunale dovrà stabilire se l’attore è legittimato a proporre l’azione, se l’azione è stata proposta entro i termini di prescrizione e se il tribunale è competente a conoscere, giudicare e decidere il caso, e emettere un’ordinanza o una sentenza su tali questioni. Se, nel corso dell’udienza preliminare, il tribunale conclude che le obiezioni del convenuto in merito alle suddette questioni sono prive di fondamento, il tribunale procederà alla trattazione e alla decisione della causa.

Il tribunale deve esaminare l’atto di domanda, la memoria di difesa e tutti i documenti presentati da entrambe le parti alla data fissata per la comparizione, dopo aver depositato la memoria di difesa, e porre domande all’attore e al convenuto, se del caso, sui punti poco chiari. Durante l’esame o l’istruttoria, il tribunale deve determinare le questioni su cui le parti non contestano e quelle su cui esiste controversia. Se, nel determinare le questioni, risulta che il convenuto ha accettato le pretese dell’attore, il tribunale può prendere immediatamente una decisione sul caso.

Per risolvere questioni controverse, il tribunale conduce uno studio delle prove nel caso e dopo che tutte le circostanze del caso sono chiare al tribunale, il tribunale completa il procedimento e prende una decisione entro un mese.

La sentenza del Tribunale di primo grado può essere appellata all’Alta Corte entro 30 giorni dalla data di notifica della sentenza alla parte. Una sentenza dell’Alta Corte può essere appellata alla Corte Suprema del Nepal entro 45 giorni dalla data di notifica della sentenza alla parte, a condizione però che la sentenza impugnata sollevi importanti questioni di diritto. La sentenza della Corte Suprema è definitiva e non è soggetta a ulteriori ricorsi.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca delle azioni della società.

In caso di segni di insolvenza del debitore, è opportuno considerare l’opzione della liquidazione del debitore. Un debitore è considerato insolvente quando non è in grado di pagare tutto o parte dei debiti scaduti verso i creditori, sia al momento attuale sia in futuro, oppure quando l’ammontare delle obbligazioni del debitore supera il valore dei suoi attivi. A questo punto, se gli attivi del debitore non sono sufficienti per soddisfare completamente le richieste dei creditori, è prevista la possibilità di annullare le transazioni effettuate dal debitore con l’intenzione di danneggiare i creditori. Tra tali transazioni si segnalano, in particolare: le operazioni con prestazione di preferenze, perfezionate sei mesi prima dell’inizio della procedura fallimentare; operazioni con prestazione di preferenze effettuate con affiliati del debitore un anno prima dell’inizio della procedura fallimentare; operazioni effettuate al di sotto del valore di mercato un anno prima dell’inizio della procedura di fallimento, se il debitore è diventato insolvente a seguito di tale operazione o di altre operazioni simili; tutte le operazioni fraudolente (operazioni relative al patrimonio sociale, effettuate allo scopo di frodare i creditori sociali, ritardare i pagamenti o violare i loro diritti), commesse due anni prima dell’inizio della procedura fallimentare. In seguito all’annullamento delle transazioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali transazioni e aumentare così la massa liquidativa per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.

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18.10.2024
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