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Il processo di recupero crediti in Malesia inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione è di 6 anni. Il termine di prescrizione viene interrotto se il debitore riconosce il debito, ad esempio mediante riconoscimento scritto o pagamento parziale del debito o degli interessi. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
La legge malese prevede la riscossione giudiziaria dei debiti in procedimenti sommari e ordinari.
I tribunali di primo grado sono i Magistrati, le Sessioni e le Alte Corti. La Magistrate’s Court è competente per i casi di recupero crediti fino a RM 100.000,00, la Sessions Court da RM 100.001,00 a RM 1.000.000,00 e l’Alta Corte per importi superiori a RM 1.000.001,00.
La riscossione giudiziale del credito viene effettuata presentando una dichiarazione di reclamo in tribunale, dopo di che il tribunale verifica la conformità del richiesta con i requisiti del diritto procedurale. Se la richiesta soddisfa i requisiti, la cancelleria del tribunale la registra e quindi emette un’ordinanza di citazione del convenuto. Il periodo di validità dell’ordinanza di citazione è di 6 mesi dalla data della sua registrazione. Se non è possibile notificare l’ordinanza al convenuto entro 6 mesi, l’attore può rivolgersi al tribunale chiedendo di prorogare il periodo di validità dell’ordinanza.
Se il querelante non è residente in Malesia, a seconda delle circostanze del caso, il tribunale può ordinare al querelante di fornire una cauzione per coprire eventualmente le spese legali del convenuto.
Dopo aver ricevuto l’ordinanza, l’imputato deve comparire in tribunale. L’attore deve notificare al convenuto una copia della domanda entro 14 giorni dalla sua comparizione. Se l’istanza di comparizione non viene presentata entro il termine all’uopo prescritto e la domanda di comparizione contiene nei confronti del convenuto una pretesa soltanto per il recupero di una somma fissa, il giudice può pronunciare nei confronti di tale convenuto una sentenza definitiva per un importo pari a importo non superiore a quello indicato nella dichiarazione di reclamo. Se l’importo non è fissato, il tribunale può prendere una decisione provvisoria.
Se il convenuto compare in tribunale e intende difendersi dalla domanda, il convenuto deve fornire la propria difesa entro 14 giorni dal ricevimento di una copia della domanda. Dopo aver ricevuto la difesa del convenuto, l’attore deve presentare una risposta alla difesa del convenuto entro 14 giorni.
Ciascuna memoria di una parte deve contenere solo una breve esposizione dei fatti materiali invocati dal ricorrente a sostegno della sua domanda o difesa, a seconda dei casi, ma non le prove con le quali si cerca di supportare tali fatti, e le La dichiarazione dovrà essere altrettanto breve, come consentito dalla natura della questione.
Qualsiasi dichiarazione di fatto fatta da una parte nella sua memoria si considera ammessa dalla parte avversaria a meno che non sia confutata da quella parte nella sua memoria. La replica può essere proposta sia con il diniego sia con una dichiarazione di inammissibilità e può essere espressa o implicita.
Se il convenuto non ha alcuna prospettiva di difendersi, l’attore può chiedere al tribunale un giudizio sommario contro il convenuto. La domanda dell’attore deve essere supportata da una dichiarazione giurata che accerti i fatti su cui si fonda la domanda e le accuse basate su informazioni o convinzioni, specificando le fonti e le motivazioni. La notifica dell’istanza e una copia della dichiarazione giurata devono essere notificate al convenuto entro 14 giorni. Il convenuto può presentare un’obiezione alla domanda mediante dichiarazione giurata o in qualsiasi altro modo che soddisfi il tribunale. Se il tribunale ritiene che la domanda dell’attore sia giustificata, decide a favore dell’attore. In caso contrario, il tribunale respingerà la domanda e proseguirà la causa con il procedimento generale.
Se il caso richiede un esame approfondito, il tribunale fissa le sessioni del processo. Nel corso del procedimento, il tribunale ascolta le posizioni delle parti, adotta misure per divulgare e studiare le informazioni e le prove delle parti. Dopo aver accertato tutti i fatti, il tribunale conclude l’udienza e prende una decisione nel merito della controversia.
Una decisione della Magistrates and Sessions Court può essere impugnata dinanzi all’Alta Corte entro 14 giorni dalla data della decisione impugnata. La decisione dell’Alta Corte può essere impugnata dinanzi alla Corte d’Appello, a condizione che l’importo della richiesta non sia inferiore a RM 250.000. Il termine per proporre ricorso è di 30 giorni dalla data della decisione impugnata. Una decisione della Corte d’Appello può essere impugnata dinanzi alla Corte Federale della Malesia se solleva una questione di principio generale che viene decisa per la prima volta o una questione importante sulla quale ulteriori ragionamenti e una decisione della Corte Federale sarebbero di pubblico interesse beneficio. Per impugnare una decisione della Corte d’appello è necessario chiedere l’autorizzazione a ricorrere al Tribunale federale entro un mese dalla data della sua pronuncia. Se la domanda viene accolta, l’interessato può proporre ricorso. La decisione del Tribunale federale non è soggetta a ulteriore appello.
Dopo l’entrata in vigore della sentenza, il creditore dovrebbe avviare un procedimento di esecuzione. Una decisione del tribunale può essere eseguita entro 12 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca delle azioni della società.
Un’opzione alternativa per il recupero crediti è quella di ricorrere alle procedure fallimentari. Un creditore può chiedere di dichiarare fallito un debitore se: l’importo del debito è di almeno RM 30.000; il debito è un importo chiaramente definito pagabile immediatamente o in un momento specifico nel futuro; Il debitore è domiciliato/situato in Malesia o ha risieduto o svolto attività in Malesia per un anno prima della data di presentazione dell’istanza di fallimento. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’obiettivo di arrecare danno ai creditori. Tra tali operazioni si segnalano in particolare: la vendita o l’eventuale trasferimento dei beni del debitore, commessi in modo fraudolento; qualsiasi operazione effettuata dal debitore a prezzo ridotto; il debitore cede sui libri i suoi obblighi di debito esistenti o futuri; trasferimento di beni a favore di parti correlate. In seguito all’annullamento di tali operazioni, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali operazioni e quindi aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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