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Recupero crediti in Indonesia

Il processo di recupero crediti in Indonesia inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione generale è di 30 anni. Il termine di prescrizione per la riscossione degli interessi su un prestito è di 5 anni. Il termine di prescrizione si interrompe se il debitore riconosce il debito espresso dalle parole o dalle azioni del debitore. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.

La procedura giudiziaria per il recupero dei crediti in Indonesia è ancora disciplinata da documenti coloniali, tra cui HIR (Herzien Inlandsch Reglement) che viene utilizzato per guidare i procedimenti civili in Java-Madura e RBG (Recht Reglement voor de Buiten Gewesten), che è utilizzato per condurre procedimenti civili al di fuori di Java-Madura e la Corte suprema dell’Indonesia Ordine 2 del 2015 sulla procedura di transazione giudiziaria semplice («Perma 2 del 2015»), che è utilizzato per le piccole richieste.

Il recupero giudiziario dei debiti a Java-Madura viene effettuato presentando una domanda in tribunale, dopo di che il cancelliere del tribunale inserisce un’iscrizione nel registro del tribunale e il presidente del tribunale fissa il giorno e l’ora dell’udienza del tribunale caso presso il tribunale distrettuale e ordina ad entrambe le parti di comparire all’ora stabilita insieme a tutti i testimoni desiderati da interrogare, nonché a tutti i documenti che intendono utilizzare. Al momento della citazione del convenuto, gli deve essere consegnata anche una copia della domanda con l’avviso che, se lo desidera, può rispondere alla domanda per iscritto.

Se il convenuto, nonostante la congrua notifica, non si presenta alla data stabilita e non è rappresentato in tribunale, la richiesta verrà soddisfatta in contumacia, a meno che non sia chiaro al tribunale distrettuale che la richiesta è contraria alla legge o è futile. Il tribunale, prima di pronunciarsi, può ordinare che il debitore sia nuovamente citato a comparire in un altro giorno, cosa che il presidente annuncerà in udienza al comparente. Il convenuto contro il quale è stata emessa una sentenza in contumacia e che non la condivide può presentare opposizione entro 14 giorni dalla data di notifica della decisione.

Se entrambe le parti compaiono il giorno stabilito, il tribunale distrettuale, tramite il suo presidente, tenterà di riconciliarle. Se si ottiene la conciliazione, in udienza deve essere redatto un atto in base al quale entrambe le parti si impegnano a rispettare l’accordo. Questo documento ha la forza e l’esecutività di una decisione giudiziaria ordinaria.

Se entrambe le parti compaiono, ma non è possibile raggiungere la conciliazione, il tribunale legge i documenti presentati da entrambe le parti e poi ascolta l’attore e l’imputato, decide sulla necessità di chiamare testimoni, coinvolgere esperti e risolvere le controversie relative ai documenti presentati . Se il caso non può essere risolto durante la prima riunione, l’esame di questo caso viene rinviato al giorno successivo della riunione. Se il caso è stato considerato in modo tale che tutte le questioni siano diventate chiare, il tribunale si riunisce e prende una decisione.

Se una delle parti interessate non è d’accordo con la decisione della Corte distrettuale, può chiedere un nuovo processo davanti all’Alta Corte competente per territorio. La richiesta può essere presentata entro quattordici giorni dal giorno successivo a quello in cui la decisione è stata annunciata alle parti interessate. La decisione dell’Alta Corte può essere appellata alla Corte Suprema dell’Indonesia entro 14 giorni dal giorno dell’annuncio della decisione contestata.

La procedura di riscossione giudiziaria dei debiti al di fuori del territorio di Giava-Madura, sebbene regolamentata da un atto normativo separato, ha lo stesso contenuto della procedura di riscossione giudiziaria dei debiti all’interno di Giava-Madura.

La procedura per controversie di modesta entità si applica ai casi che derivano da una violazione contrattuale o da un atto illecito il cui valore è inferiore o uguale a IDR 200.000.000,00. Una volta che il giudice avrà stabilito che il caso debba essere trattato come un processo per controversie di modesta entità, le parti della controversia saranno convocate ad una prima udienza. Nella prima udienza il giudice può invitare le parti a raggiungere un accordo; tuttavia, se le parti non riescono a risolvere la controversia in via amichevole, il procedimento proseguirà con la notificazione di una memoria di reclamo e di una dichiarazione di rinuncia. Il giudice prende una decisione definitiva entro 25 giorni dalla data della prima udienza. Una parte non ha diritto di appello all’Alta Corte. Qualsiasi contestazione contro una decisione definitiva nell’ambito della procedura per controversie di modesta entità deve essere proposta dinanzi al tribunale distrettuale che ha emesso la decisione. L’impugnazione è possibile entro sette giorni dalla notifica della decisione. Il dibattimento si baserà solo sullo studio degli atti; durante il dibattimento non sono previste udienze né procedimenti probatori. La decisione deve essere presa entro sette giorni dalla nomina del collegio. Non è ammessa ogni ulteriore impugnazione sotto forma di ricorso, cassazione e annullamento.

Dopo l’entrata in vigore della sentenza, il creditore dovrebbe avviare un procedimento di esecuzione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca dei titoli.

Un’opzione alternativa per il recupero crediti è quella di ricorrere alle procedure fallimentari. Un creditore può dichiarare fallimento se il debitore ha due o più creditori e non riesce a pagare almeno un debito scaduto che può essere recuperato tramite un’azione legale. In questa fase, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le azioni legali del debitore commesse con l’obiettivo di ingannare i creditori. L’annullamento degli atti giuridici è consentito se si dimostra che, al momento della commissione dell’atto giuridico, il debitore e la parte con cui è stato effettuato l’atto sapevano o avrebbero dovuto sapere che tale atto avrebbe comportato perdite per i creditori. Tra tali atti si devono evidenziare in particolare: accordi in cui gli obblighi del debitore superano significativamente gli obblighi della parte con cui è stato concluso l’accordo; pagamenti o concessioni di garanzie su obbligazioni debitorie che non sono ancora scadute e/o che non possono essere recuperate; operazioni con parti correlate. A seguito dell’annullamento di tali operazioni è possibile restituire al debitore quanto ha perso a causa di tali atti e, grazie a ciò, aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire le spese per la realizzazione della procedura di fallimento.

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30.09.2024
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