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Recupero crediti in Senegal

Il recupero crediti in Senegal inizia con un’analisi giuridica e finanziaria del debitore, della sua qualifica commerciale, dell’attività effettivamente svolta, dei beni disponibili in Senegal, dei procedimenti giudiziari o esecutivi in corso e dei documenti che provano il credito. Per un creditore straniero, questa prima fase è particolarmente importante, perché la strategia dipende dalla natura del credito, dal luogo in cui si trova il debitore, dall’esistenza di beni aggredibili in Senegal, dal fatto che il credito sia determinato, liquido ed esigibile, e dalla scelta tra negoziazione, procedimento giudiziario ordinario, ingiunzione di pagamento, misure conservative o procedura collegata alle difficoltà finanziarie del debitore.

Se il debitore continua a svolgere attività, può essere individuato e non vi è un’evidente impossibilità di pagamento, può essere avviata una fase di recupero amichevole prima di rivolgersi al tribunale. L’obiettivo di questa fase è chiarire la posizione del debitore, ottenere il riconoscimento del debito, concordare un calendario di pagamento o preparare una base probatoria più solida per un eventuale procedimento giudiziario.

La comunicazione con il debitore deve basarsi su solleciti strutturati, una richiesta formale di pagamento, corrispondenza scritta e, quando utile, trattative dirette con le persone autorizzate a decidere sul pagamento. L’obiettivo non è esercitare pressione informale, ma ottenere una risposta documentata del debitore, verificare se il debito viene riconosciuto o contestato e determinare se il credito può essere recuperato mediante accordo o se sarà necessario ricorrere al tribunale.

Se il debitore rifiuta il pagamento, non risponde ai solleciti, contesta il debito senza un fondamento sufficiente o tenta di ridurre il proprio patrimonio, il creditore deve valutare il recupero giudiziale. La scelta della procedura dipende dal contratto, dalle fatture, dai documenti di consegna, dalla corrispondenza, dal riconoscimento del debito, dalla qualifica commerciale del debitore e dall’esistenza di beni che possano essere oggetto di esecuzione in Senegal.

La Repubblica del Senegal è membro dell’OHADA. Per questo motivo, il recupero giudiziale dei crediti in Senegal combina il diritto nazionale senegalese con le regole uniformi dell’OHADA sulle obbligazioni commerciali, sull’ingiunzione di pagamento, sulle misure conservative, sulle vie di esecuzione e sulle procedure collettive. Il nuovo atto uniforme dell’OHADA sulle procedure semplificate di recupero e sulle vie di esecuzione si applica ai procedimenti avviati dal 16 febbraio 2024 ed è quindi particolarmente rilevante per l’ingiunzione di pagamento, le misure cautelari e l’esecuzione forzata.

Prima di avviare un’azione giudiziaria, il creditore deve verificare i termini di prescrizione applicabili. Nel diritto senegalese, il termine generale di prescrizione è di dieci anni, salvo diversa disposizione speciale. Per le obbligazioni derivanti da operazioni commerciali tra commercianti o tra commercianti e non commercianti, il diritto commerciale dell’OHADA prevede un termine di cinque anni, se il credito non è soggetto a un termine speciale più breve.

Gli effetti della prescrizione non sono applicati d’ufficio dal tribunale; devono essere invocati dalla parte interessata. Il termine decorre dal giorno successivo a quello in cui l’obbligazione diventa esigibile. La prescrizione può essere interrotta, tra l’altro, dal riconoscimento espresso o tacito del debito da parte del debitore, da una richiesta di pagamento, da una misura di esecuzione forzata o dalla proposizione di un’azione giudiziaria. Dopo l’interruzione, inizia a decorrere un nuovo termine. Il procedimento giudiziario e il termine di pagamento concesso dal giudice sospendono il decorso della prescrizione; cessata la causa di sospensione, il termine continua a decorrere.

I principali tipi di recupero giudiziale dei crediti in Senegal sono il procedimento giudiziario ordinario e l’ingiunzione di pagamento. Quando la controversia ha natura commerciale, il caso può rientrare nella competenza dei tribunali commerciali o, nelle regioni in cui tali tribunali non sono istituiti, dei tribunali ordinari competenti. I tribunali commerciali esaminano, tra l’altro, le controversie relative a obbligazioni tra commercianti, atti commerciali e procedure collettive. Essi decidono in primo grado le controversie di valore superiore a venticinque milioni di franchi CFA o di valore indeterminato, e decidono in primo e ultimo grado le controversie che non superano tale importo.

Il procedimento giudiziario ordinario inizia con la presentazione della causa al tribunale competente e con la notificazione della citazione al convenuto. Il termine ordinario di citazione dipende dal domicilio del convenuto: cinque giorni se il convenuto risiede nel luogo in cui ha sede il tribunale competente, dieci giorni se risiede nella circoscrizione di tale tribunale, quindici giorni se risiede in una circoscrizione limitrofa e trenta giorni se risiede in altre parti del Senegal. Nei casi urgenti, il presidente del tribunale può autorizzare una citazione in un termine più breve.

Se il convenuto risiede fuori dal territorio della Repubblica del Senegal, i termini sono determinati in base alla zona di residenza: due mesi per Europa, Africa, Madagascar e Riunione; tre mesi per l’America; quattro mesi per gli altri paesi. Se la citazione di una parte domiciliata all’estero viene consegnata personalmente in Senegal, si applicano i termini ordinari, salvo proroga concessa dal tribunale.

Alla data fissata, le parti compaiono personalmente o tramite rappresentanti autorizzati. Il giudice può tentare la conciliazione all’inizio del procedimento o in qualsiasi fase successiva. Davanti al tribunale commerciale, il tentativo di conciliazione è obbligatorio e si svolge senza udienza pubblica. Se le parti raggiungono un accordo, le condizioni vengono riportate in un verbale che può servire come base esecutiva.

Se non viene raggiunto un accordo, il tribunale prosegue l’esame della causa. Le parti presentano le prove, le spiegazioni scritte e gli argomenti giuridici. Il giudice può ordinare le misure necessarie per chiarire i fatti, compresa l’audizione di testimoni, l’intervento di esperti o un sopralluogo. Quando il fascicolo è sufficientemente preparato, le parti vengono ascoltate e il tribunale decide sulla domanda del creditore.

L’ingiunzione di pagamento è un procedimento speciale per il recupero di un credito determinato, liquido ed esigibile. Può essere utilizzata, in particolare, per crediti di origine contrattuale, crediti derivanti da titoli commerciali e pretese fondate su un assegno privo di provvista sufficiente. Il creditore deve indicare nella domanda l’importo richiesto, gli elementi che compongono il credito, il suo fondamento giuridico e i documenti che lo giustificano. Se il creditore non è domiciliato nello Stato del tribunale competente, deve indicare un domicilio per le notifiche all’interno della circoscrizione di tale tribunale.

Il presidente del tribunale competente o il giudice designato decide entro tre giorni dalla presentazione della domanda. Se la domanda appare totalmente o parzialmente fondata, viene emessa un’ingiunzione di pagamento per l’importo fissato. Se la domanda viene respinta totalmente o parzialmente, la decisione deve essere motivata; il creditore non può proporre un ricorso autonomo contro tale rigetto, ma può far valere il credito mediante il procedimento ordinario.

Una copia autenticata della domanda e dell’ingiunzione di pagamento deve essere notificata al debitore mediante atto extragiudiziale. L’ingiunzione perde effetto se non viene notificata entro tre mesi dalla sua data. La notificazione deve intimare al debitore di pagare, entro dieci giorni, l’importo fissato con interessi e spese, oppure di proporre opposizione.

Se il debitore non propone opposizione entro dieci giorni o rinuncia all’opposizione proposta, il creditore può chiedere che l’ingiunzione di pagamento acquisti forza esecutiva. Questa richiesta deve essere presentata entro due mesi dalla scadenza del termine di opposizione o dalla rinuncia del debitore. Se il creditore lascia decorrere tale termine, l’ingiunzione di pagamento può perdere utilità pratica per il recupero.

Se il debitore propone opposizione, la causa passa al tribunale competente che ha emesso l’ingiunzione di pagamento. L’opposizione deve essere notificata alle parti interessate e deve essere fissata una data di comparizione non oltre trenta giorni dall’opposizione. Il tribunale designa un giudice per tentare la conciliazione entro quindici giorni dalla sua designazione. Se non viene raggiunto un accordo, la causa è esaminata in udienza pubblica e il tribunale decide sulla domanda. La decisione resa sull’opposizione sostituisce l’ingiunzione di pagamento precedente.

Le vie di impugnazione dipendono dal procedimento utilizzato. Nel procedimento ordinario, l’impugnazione delle decisioni pronunciate in primo grado segue le regole processuali senegalesi; in linea generale, si applica il termine di due mesi, tenendo conto dei termini speciali quando una delle parti è domiciliata fuori dal Senegal. Nel procedimento di ingiunzione di pagamento, la decisione resa sull’opposizione può essere impugnata entro quindici giorni, salvo che il diritto nazionale applicabile preveda un termine diverso. In questo procedimento, sia il termine di impugnazione sia l’impugnazione proposta entro il termine sospendono gli effetti della decisione, salvo che sia stata ordinata l’esecuzione provvisoria.

Se il creditore dispone già di una decisione di un tribunale straniero, di norma deve ottenere in Senegal il riconoscimento e la dichiarazione di efficacia esecutiva di tale decisione prima di agire sui beni del debitore situati in Senegal. Le decisioni straniere civili, commerciali o amministrative possono produrre effetti in Senegal se il tribunale straniero era competente, se la decisione è stata pronunciata secondo la legge applicabile in base alle regole senegalesi sul conflitto di leggi, se la decisione è definitiva ed esecutiva nello Stato di origine, se sono stati rispettati i diritti di citazione e rappresentanza delle parti e se la decisione non contrasta con l’ordine pubblico senegalese né con una decisione senegalese definitiva.

Per questa domanda sono di norma necessari una copia autentica della decisione, il documento di notificazione o un documento equivalente, una certificazione che provi l’assenza di impugnazione ordinaria o il suo mancato esercizio quando necessario, nonché una copia della citazione o della convocazione della parte che non è comparsa. Questa fase è particolarmente importante per i creditori stranieri, perché una decisione straniera non può servire direttamente come base per pignoramenti in Senegal finché non sia stata riconosciuta e dichiarata esecutiva in tale paese.

Dopo aver ottenuto un titolo esecutivo, il creditore può avviare l’esecuzione forzata secondo le regole dell’OHADA. La scelta della misura dipende dalle informazioni disponibili sui beni del debitore, dall’importo del credito, dall’esistenza di conti bancari, beni commerciali, crediti verso terzi o altri beni situati in Senegal, nonché dalla necessità di adottare misure conservative prima dell’esecuzione.

Nell’ambito dell’esecuzione forzata, il creditore può agire su beni mobili o immobili, conti bancari, denaro elettronico, crediti del debitore verso terzi, diritti societari, valori mobiliari o altri beni pignorabili. Se vi è il rischio che il debitore occulti o trasferisca beni, possono essere utilizzate misure conservative per proteggere il futuro recupero del credito. La misura scelta non deve eccedere quanto necessario per ottenere il pagamento o preservare i diritti del creditore.

Si applicano regole speciali quando il debitore è una persona giuridica di diritto pubblico, come lo Stato, un ente territoriale o un ente pubblico. Salvo rinuncia espressa, l’esecuzione forzata e le misure conservative non possono essere praticate contro tali soggetti alle stesse condizioni previste per un debitore privato. Un credito riconosciuto da una persona giuridica pubblica o accertato in un titolo esecutivo può, dopo una richiesta formale di pagamento rimasta senza risultato per tre mesi, essere iscritto come spesa obbligatoria nei conti e nel bilancio di tale persona giuridica.

Un’altra via di recupero può consistere nell’utilizzo delle procedure collettive previste dall’OHADA quando il debitore si trova in difficoltà finanziarie. In Senegal, tali procedure possono comprendere la conciliazione, la regolazione preventiva, il risanamento giudiziale e la liquidazione dei beni. La loro finalità dipende dalla situazione del debitore: prevenire l’impossibilità di pagamento, consentire una ristrutturazione, mantenere l’attività o realizzare i beni disponibili per soddisfare i creditori.

Se il debitore non è più in grado di pagare le obbligazioni scadute o se è stata aperta una procedura collettiva, alcune operazioni precedenti possono essere riesaminate. Tra queste possono rientrare trasferimenti gratuiti di beni, contratti con prestazioni manifestamente squilibrate, pagamento anticipato di debiti non ancora scaduti, costituzione tardiva di garanzie per debiti precedenti o atti conclusi quando l’altra parte conosceva la situazione di impossibilità di pagamento del debitore.

L’annullamento o l’inefficacia di tali operazioni può contribuire a recuperare beni e a distribuire gli attivi disponibili in modo più equo tra i creditori. Questa via può essere importante quando le misure individuali di esecuzione non sono sufficienti o quando più creditori si trovano di fronte alla stessa difficoltà finanziaria del debitore.

Il recupero crediti internazionale in Senegal richiede un’analisi precisa del contratto, dei documenti disponibili, della qualifica commerciale del debitore, dei termini di prescrizione, della competenza dei tribunali senegalesi, delle regole dell’OHADA e dei beni che possono essere oggetto di esecuzione. La strategia adeguata può combinare recupero amichevole, ingiunzione di pagamento, procedimento ordinario, riconoscimento di una decisione straniera, misure conservative, esecuzione forzata o procedure collettive, secondo le circostanze del caso. Grandliga può valutare il fascicolo sulla base dei documenti, della situazione del debitore, dei beni disponibili e della posizione giuridica iniziale.

29.11.2024
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