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Recupero crediti in Ghana

Il processo di recupero crediti in Ghana inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 6 anni. Il termine di prescrizione si interrompe se il debitore riconosce il debito in qualsiasi atto scritto o effettua il pagamento parziale del debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.

La legislazione ghanese prevede la riscossione giudiziale dei debiti nei procedimenti giudiziari ordinari e sommari.

I tribunali di prima istanza sono le Corti distrettuali, i Tribunali circondariali e le Alte Corti. I tribunali distrettuali sono autorizzati a trattare casi con valore di richiesta fino a 20.000 cedis, i tribunali circondariali sono autorizzati a trattare casi con valore di richiesta fino a 50.000 cedis e le alte corti trattano casi con valore di richiesta pari o superiore a 50.000 cedis.

I procedimenti legali regolari vengono avviati tramite un mandato di comparizione. L’attore deve esporre brevemente le sue pretese nella citazione e notificarla al cancelliere. Le richieste dell’attore devono contenere informazioni sufficienti affinché il convenuto possa comprendere l’essenza della richiesta.

Dopo aver ricevuto un mandato di comparizione, l’imputato ha 8 giorni di tempo per presentare una notifica a comparire.

Se la domanda dell’attore nei confronti del convenuto riguarda solo una certa somma di denaro e il convenuto non ha presentato istanza di comparizione, l’attore può, dopo la scadenza del termine per la presentazione dell’istanza, chiedere una sentenza interlocutoria nei confronti del convenuto per un importo non superiore a quello specificato nell’atto di citazione, nonché il recupero delle spese processuali. Se la richiesta dell’attore nei confronti del convenuto riguarda una somma di denaro non specificata, l’attore può, a condizioni simili, chiedere una sentenza interlocutoria nei confronti del convenuto. 

L’imputato che ha presentato istanza di comparizione e intende difendersi deve presentare istanza di difesa entro 14 giorni dal termine fissato per la comparizione. La memoria di difesa deve essere notificata anche all’attore. L’attore acui è stata notificata una domanda di difesa deve presentare una risposta entro sette giorni dalla presentazione della domanda. 

Ciascuna dichiarazione di una parte deve contenere solo una sintesi dei fatti materiali su cui la parte ha fatto affidamento per corroborare le proprie affermazioni o difese, ma non la prova con cui tali fatti saranno supportati. La presentazione dovrà essere quanto più breve possibile consentita dalla natura del caso. Qualsiasi dichiarazione di fatto fatta da una parte nella sua memoria sarà ritenuta ammessa dalla parte avversaria a meno che non sia confutata nella sua memoria.

Se, nell’ambito della causa, al convenuto è stata notificata una dichiarazione di credito e il convenuto ha presentato un’istanza di intervento, l’attore può presentare al tribunale una richiesta di giudizio sommario in base al fatto che il convenuto non ha alcuna difesa dalle pretese avanzate. Tale richiesta da parte del creditore deve essere supportata da una dichiarazione giurata dei fatti su cui si basa la pretesa del creditore. L’avviso dell’istanza, una copia della dichiarazione giurata a sostegno dell’istanza e i relativi allegati devono essere notificati al convenuto almeno quattro giorni interi prima della data indicata nell’avviso per l’udienza dell’istanza. Il convenuto può presentare obiezioni alla domanda mediante dichiarazione giurata o in altro modo, se soddisfacente per il tribunale. Nell’esaminare la richiesta, il tribunale può emettere una decisione a favore del ricorrente contro il convenuto, oppure concedere al convenuto il diritto di difendersi contro la causa del creditore.

Se non viene presa una decisione nella fase iniziale del procedimento, il tribunale conduce un ulteriore procedimento, durante il quale le parti rendono noti i documenti e ne consentono l’accesso, interrogano i testimoni, conducono esami di esperti e forniscono ulteriori prove. Al termine di queste attività, il tribunale conduce un dibattito tra le parti e prende una decisione. 

La decisione presa può essere impugnata in appello. La decisione della Corte distrettuale è soggetta ad appello alla Corte circondariale. La Corte d’appello esamina i ricorsi contro le sentenze della Alta Corte e della Corte circondariale. La Corte Suprema del Ghana è competente per i ricorsi contro le decisioni della Corte d’Appello. Il termine per l’appello è di 21 giorni nel caso di appello di una decisione interlocutoria e di tre mesi nel caso di appello di una decisione definitiva.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe ricevere un mandato di esecuzione e avviare la procedura di esecuzione. Un mandato di esecuzione può essere emesso se non sono trascorsi più di 12 anni dalla decisione. La durata di validità dell’atto di esecuzione è di 12 mesi e può essere prorogata. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca di navi e aeromobili.

Un’opzione alternativa per il recupero crediti è la procedura fallimentare del debitore. Il creditore ha il diritto di avviare questa procedura se sono soddisfatte le seguenti condizioni: 1) l’importo del debito non è inferiore a 100.000 cedi e il debitore, entro 21 giorni dal ricevimento della richiesta scritta del creditore, non paga il debito o non offre opzioni di regolamento alternative ragionevolmente soddisfacenti per il creditore; oppure 2) il creditore ha ricevuto una decisione dell’Alta Corte, la cui esecuzione non ha prodotto risultati positivi; oppure 3) viene dimostrato all’ufficiale del registro che la società debitrice non è in grado di pagare i propri debiti. Nell’ambito della procedura fallimentare, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tali operazioni comprendono, in particolare: 1) un pegno variabile sui beni del debitore, costituito entro 12 mesi prima dell’inizio della liquidazione; 2) pagamento di denaro o trasferimento di beni entro 21 giorni che hanno preceduto la presentazione dell’istanza di liquidazione; 3) la cessione di proprietà a un valore inferiore o la cessione di proprietà non finalizzata al pagamento di un debito scaduto nei 2 anni precedenti l’ordine di liquidazione. Inoltre, i funzionari del debitore che hanno consapevolmente partecipato a qualsiasi atto fraudolento nell’attività del debitore sono personalmente responsabili dei debiti o di qualsiasi altra passività della società che il tribunale può ordinare. Per effetto dell’applicazione delle disposizioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore quanto perduto a causa di tali azioni e aumentare così la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori.

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11.12.2024
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