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Il processo di recupero crediti in Angola inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di avviare un’azione legale di riscossione, vale la pena prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione generale è di 20 anni. Il termine di prescrizione per i pagamenti ricorrenti scade entro cinque anni. Le parti non hanno il diritto di modificare i termini specificati tramite il loro accordo. Le conseguenze del mancato rispetto del termine di prescrizione sono applicate in tribunale solo su richiesta del debitore. Il termine di prescrizione è interrotto se il debitore riconosce il debito. Dopo l’interruzione, il termine di prescrizione ricomincia a decorrere.
Il recupero crediti giudiziario in Angola si svolge nel modo consueto.
Il consueto processo giudiziario inizia con la presentazione di una causa al tribunale. Se l’azione è conforme ai requisiti procedurali, il tribunale la registra nella cancelleria ed emette una citazione per convocare le parti in tribunale. Nell’atto di citazione, il convenuto viene avvertito che l’assenza di una difesa alla richiesta sarà considerata come un’ammissione dei fatti dichiarati dall’attore.
Dopo aver ricevuto la citazione, il convenuto ha 30 giorni di tempo per presentare una replica al reclamo. Se l’imputato non si oppone, non nomina un avvocato o non interferisce in alcun modo nel procedimento, il tribunale esaminerà la citazione per assicurarsi che sia stata emessa in conformità con le formalità di legge e ordinerà che venga riemessa se riscontra delle irregolarità. Se il convenuto presenta un’opposizione al reclamo, l’attore ha il diritto di presentare una replica all’opposizione entro 15 giorni. A sua volta, il convenuto ha il diritto di replicare alla replica entro 15 giorni. Se i fatti esposti negli atti processuali delle parti non sono contestati dalla parte avversa, si considerano riconosciuti da quest’ultima.
Una volta completato lo scambio degli atti processuali o trascorso il termine per tale scambio, il tribunale fissa un’udienza preparatoria, che deve svolgersi entro 20 giorni. Nell’udienza preparatoria, il tribunale tenta di conciliare le parti, discute con le parti le loro posizioni sul caso, determina i mezzi di prova e prende una decisione sull’ammissione e la preparazione delle misure probatorie. Se il tribunale determina che non sono necessarie misure probatorie per risolvere adeguatamente il caso, assegnerà il caso all’esame del merito.
Dopo il completamento della fase probatoria, il tribunale tiene un dibattito tra le parti e prende una decisione definitiva immediatamente o entro 30 giorni.
La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata davanti alla corte d’appello entro 20 giorni dalla data della decisione. A condizione che venga fornita adeguata garanzia, la decisione impugnata può essere sospesa se può causare un danno irreparabile al richiedente. La decisione della Corte d’appello può essere impugnata dinnanzi alla Corte suprema dell’Angola. Il termine per presentare ricorso è di 15 giorni dalla data della decisione impugnata. La decisione della Corte Suprema è definitiva e non soggetta a ulteriore appello.
Una volta che la sentenza del tribunale è entrata in vigore, il creditore deve avviare un procedimento di esecuzione. Entro 20 anni è possibile presentare una sentenza di esecuzione forzata. Nell’ambito dell’esecuzione forzata di una decisione giudiziaria, le pretese del creditore possono essere soddisfatte mediante il sequestro e la cancellazione di fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili ed immobili del debitore con successiva vendita degli stessi; arresto e confisca di beni in possesso di terzi; arresto e vendita forzata di imbarcazioni; sequestro di titoli e azioni di società.
Un’opzione alternativa per il recupero dei crediti è la procedura fallimentare del debitore. Il fallimento del debitore può essere dichiarato se: 1) il debitore sospende l’adempimento delle sue obbligazioni, il cui termine di adempimento è scaduto; 2) in caso di riscossione di una determinata somma di denaro, il debitore non paga, non la deposita o non fornisce beni sufficienti per il sequestro entro il termine stabilito dalla legge; 3) il debitore compie una delle seguenti azioni, a meno che tali azioni non facciano parte di un piano di recupero giudiziario: a) liquida frettolosamente i propri beni o utilizza mezzi distruttivi o fraudolenti per effettuare i pagamenti; b) effettua o tenta di effettuare una transazione allo scopo di differire i pagamenti o di frodare i creditori simulando una transazione o alienando parte o tutti i suoi beni a terzi; c) fornisce o rafforza una garanzia a un creditore per un debito sorto in precedenza, senza lasciare sufficienti attività libere per coprire il debito; d) se ne va senza lasciare un rappresentante legale e con fondi sufficienti per pagare i debiti, abbandona l’impresa o cerca di nascondersi; d) non adempie agli obblighi entro il termine stabilito nel piano di ripristino giudiziale; e) negli ultimi sei mesi è stato fortemente inadempiente per quanto riguarda gli obblighi fiscali, i contributi e i pagamenti della previdenza sociale e i debiti derivanti dai contratti di lavoro.
Nella procedura concorsuale, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare integralmente i crediti dei creditori, è possibile annullare gli atti compiuti dal debitore con l’intenzione di arrecare danno ai creditori. Tali azioni includono, in particolare: 1) il pagamento dei debiti non ancora contratti; 2) il pagamento dei debiti insoluti e scaduti contratti nei due anni precedenti l’inizio della procedura concorsuale con modalità diverse da quelle previste nel contratto; 3) fornitura di garanzie per debiti contratti in precedenza; 4) compimento di azioni gratuite nei cinque anni antecedenti l’inizio della procedura concorsuale; 5) rinuncia all’eredità nei cinque anni precedenti l’inizio della procedura concorsuale; 6) vendita di un’impresa senza il consenso espresso o senza il completo pagamento dei crediti di tutti i creditori, se il debitore non dispone più di beni sufficienti per saldare i debiti; 7) azioni compensative commesse dal debitore insolvente entro un anno prima dell’inizio della procedura concorsuale, nelle quali le sue obbligazioni eccedano manifestamente quelle dell’altra parte; 8) qualsiasi tipo di garanzia prestata dal debitore insolvente nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura concorsuale, non relativa ad operazioni di reale interesse per il debitore. In seguito all’annullamento delle azioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore quanto perso a causa di tali azioni e, per questo motivo, aumentare la massa di liquidazione per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuare la procedura fallimentare.
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