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Il processo di recupero crediti in Pakistan inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione per il recupero crediti è di 3 anni. Il termine di prescrizione si interrompe se il debitore effettua il pagamento parziale del debito. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
Il recupero crediti legale in Pakistan viene effettuato tramite procedimenti ordinari e sommari.
Il ordinari procedimento legale si svolge presentando un azione legale in tribunale. Il azione legale deve essere redatto in modo tale da fornire la base per una decisione definitiva sulle questioni controverse e da prevenire ulteriori controversie su tali questioni. Se il credito soddisfa i requisiti procedurali, il tribunale inserisce le informazioni al riguardo nel registro delle rivendicazioni civili ed emette un atto di citazione in cui richiede al debitore di comparire in tribunale e rispondere al credito in una data specificata.
La citazione deve essere notificata al debitore entro 15 giorni dalla data della sua emissione. Una volta ricevuta la citazione, l’imputato ha l’obbligo di comparire in tribunale e di produrre tutti i documenti in suo possesso sui quali intende far valere a sostegno della propria risposta. L’imputato può, e se il tribunale lo richiede, deve presentare una memoria scritta di opposizione prima della prima udienza della causa, o entro il termine stabilito dal tribunale, ma non oltre trenta giorni.
Il giorno stabilito, le parti devono comparire davanti al tribunale di persona o tramite i loro rappresentanti. Se il debitore non compare, il tribunale può decidere unilateralmente o ordinare al debitore di comparire nuovamente. Inoltre, il tribunale ha il diritto di obbligare il debitore a comparire e, a tal fine, può adottare le seguenti misure: emettere un mandato di arresto; sequestrare e realizzare i suoi beni; imporre una multa; obbligarlo a garantire la sua comparizione davanti al tribunale e, se si rifiuta di farlo, metterlo in custodia.
Se le parti compaiono nella prima udienza della causa, il tribunale, dopo aver letto la denuncia e le eventuali memorie scritte, e dopo aver esaminato le parti, determinerà su quali punti materiali di fatto o di diritto le parti sono in disaccordo. Se le parti non sono in disaccordo su questioni di diritto e di fatto, il tribunale può prendere immediatamente una decisione. Se c’è disaccordo, il tribunale inizia a formulare e registrare le questioni da cui, a quanto pare, dipende la corretta decisione del caso.
Se, dopo aver formulato le questioni, il tribunale ritiene che non siano necessarie ulteriori argomentazioni o prove oltre a quelle che le parti possono presentare immediatamente su questioni che possano essere sufficienti per decidere la domanda, e che non risulterebbe alcuna ingiustizia dall’udienza immediata di reclamo, il giudice può prendere una decisione adeguata. Se i risultati non sono sufficienti per prendere una decisione, il tribunale rinvia la successiva udienza del caso e fissa un giorno per la presentazione di ulteriori prove o ulteriori argomentazioni necessarie nel caso. Dopo aver considerato ulteriori prove e argomentazioni, il tribunale tiene un dibattito tra le parti e prende una decisione definitiva.
La procedura semplificata viene utilizzata per il recupero di crediti basati su cambiali e assegni. Per realizzare questa procedura, il creditore deve presentare un azione legale al tribunale utilizzando il modulo per la procedura semplificata. In questa categoria di casi, il debitore non ha il diritto di comparire in tribunale e difendersi dal credito senza il permesso del giudice. Se il debitore non chiede al tribunale l’autorizzazione a difendersi dal credito, le affermazioni contenute nella dichiarazione di credito si considerano ammesse dal debitore e il ricorrente ha diritto a una sentenza a suo favore.
Se viene dimostrata una causa sostanziale, il tribunale, su istanza del convenuto, gli concede il diritto di comparire e difendersi dall’azione sulla base di una dichiarazione giurata che espone i fatti che il tribunale ritiene sufficienti a sostenere la richiesta. Il permesso di difesa può essere concesso incondizionatamente o soggetto a condizioni quali il deposito di fondi presso il tribunale, la fornitura di cauzioni o altro come il tribunale ritiene appropriato. Se viene concessa l’autorizzazione a difendersi da un reclamo, la procedura successiva sarà la stessa della procedura per i reclami presentati in via ordinaria.
La decisione della Corte distrettuale può essere impugnata dinanzi alla High Court entro novanta giorni dalla data della decisione impugnata. La decisione dell’Alta Corte può essere impugnata davanti alla Corte Suprema del Pakistan entro sessanta giorni dalla data della decisione. Non è possibile presentare ricorso alla Corte Suprema se l’importo del debito è inferiore a 50.000 rupie pakistane. Inoltre, una decisione presa dal tribunale con il consenso delle parti non può essere impugnata. La decisione della Corte Suprema è definitiva e non è soggetta ad ulteriore appello.
Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Una sentenza può essere proposta per l’esecuzione entro 12 anni. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca dei titoli, arresto del debitore e sua detenzione fino al rimborso del debito.
Un’opzione alternativa per il recupero crediti è la procedura fallimentare del debitore. Il creditore ha il diritto di avviare questa procedura se sono soddisfatte le seguenti condizioni: 1) l’importo del debito è di almeno 500 rupie, pagabili immediatamente o ad una certa data futura; 2) il debitore ha commesso un atto di fallimento nei tre mesi precedenti l’apertura della procedura concorsuale.
Secondo le disposizioni della legge fallimentare rientrano negli atti fallimentari le seguenti azioni: 1) il debitore trasferisce a terzi i suoi beni o parte di essi; 2) il debitore trasferisce i suoi beni o parte di essi con l’intento di arrecare danno o ritardare il pagamento dei debiti ai suoi creditori; 3) il debitore lascia il Pakistan o si nasconde dai creditori; 4) se qualsiasi parte della proprietà del debitore è stata venduta in seguito a una decisione di un tribunale al fine di saldare il debito; 5) il debitore comunica ad uno qualsiasi dei suoi creditori che ha sospeso o intende sospendere i pagamenti dei suoi debiti; 6) il debitore presenta istanza di fallimento nei confronti di se stesso; 7) il debitore viene imprigionato in esecuzione di una decisione di qualsiasi tribunale allo scopo di pagare il debito.
Nell’ambito della procedura fallimentare, se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni del debitore effettuate con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tali operazioni comprendono, in particolare: 1) qualsiasi cessione di beni senza compenso di valore; 2) qualsiasi operazione in cui la controparte del debitore sapeva che il debitore era in fallimento; 3) privilegiare un creditore rispetto ad altri. In seguito all’annullamento delle azioni e operazioni di cui sopra, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso da tali operazioni e aumentare così la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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