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Recupero crediti in Niger

Il processo di recupero crediti in Niger inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.

Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.

Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).

L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.

Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.

La Repubblica del Niger è membro dell’OHADA (Organizzazione per l’armonizzazione del diritto commerciale in Africa), che comprende nove atti giuridici uniformi approvati e soggetti all’applicazione da parte di tutti i paesi membri della suddetta organizzazione. Pertanto, le procedure di recupero crediti giudiziale, di esecuzione forzata e di fallimento sono principalmente regolate dalle disposizioni delle relative Leggi Uniformi.

Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine generale di prescrizione ai sensi della legge nazionale del Niger è di 30 anni. Secondo le disposizioni del diritto commerciale generale dell’OHADA, gli obblighi derivanti dalle transazioni commerciali tra commercianti o tra commercianti e non commercianti si estinguono dopo cinque anni. Gli effetti della scadenza del termine di prescrizione si applicano dinanzi al tribunale di primo e d’appello solo su richiesta del debitore. Il termine di prescrizione viene interrotto dal riconoscimento da parte del debitore dei crediti del creditore. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere. Il termine di prescrizione può essere abbreviato o prorogato previo accordo delle parti. Tuttavia, non può essere ridotto a meno di un anno e aumentato a più di dieci anni. Le parti potranno inoltre, di comune accordo, integrare l’elenco delle cause di sospensione e interruzione della prescrizione.

La riscossione giudiziale dei debiti nella Repubblica del Niger si effettua con la consueta ordinanza del tribunale e con l’emissione di un’ingiunzione di pagamento.

La consueta procedura giudiziaria inizia con la presentazione di una domanda in tribunale, dopodiché il tribunale, se la domanda soddisfa i requisiti procedurali, emette un ordine di citazione per citare in giudizio il convenuto. La convocazione deve essere notificata almeno otto giorni prima della riunione. Questo periodo aumenta a seconda della distanza. Se il debitore si trova fuori dalla giurisdizione territoriale del tribunale, il termine è maggiorato di un mese; se il debitore si trova fuori dal territorio della Repubblica del Niger, il termine è maggiorato di due mesi.

Se, per circostanze particolari, la citazione non può essere notificata entro il termine stabilito, l’ufficiale giudiziario deve rivolgersi alla cancelleria del tribunale, che fissa una nuova data per la comparizione su indicazione del presidente del tribunale.

Il giorno dell’udienza, il presidente del tribunale si verifica che sia trascorso un tempo sufficiente dalla notifica della citazione per consentire alla parte citata di preparare la propria difesa. Il caso viene quindi trattato immediatamente, così com’è, anche senza dichiarazioni scritte. Tuttavia, il presidente del tribunale può rinviare la causa a un’altra sessione se lo ritiene necessario o, se necessario, rinviare la causa al giudice che la sta preparando. Nessuna causa può essere rinviata più di una volta.

Il presidente del tribunale o il giudice a cui la causa è delegata per l’esame discute lo stato della causa con le parti o i loro avvocati presenti. Il presidente del tribunale rinvia la causa all’esame del merito se, sulla base delle spiegazioni delle parti o dei loro avvocati, nonché sulla base dello scambio di dichiarazioni e dei documenti consegnati, ritiene che la causa sia pronta per l’esame del merito. Egli invia il caso all’udienza anche in caso di mancata comparizione del convenuto, a meno che il tribunale non ordini una nuova notifica al convenuto. In tutti i casi di cui sopra, il presidente del tribunale dichiara conclusa la preparazione del caso e fissa la data dell’udienza, che può aver luogo nello stesso giorno.

Se la causa non è pronta per l’esame nel merito, il presidente del tribunale la trasmette al giudice coinvolto nella preparazione della causa per svolgere attività preparatorie, quali: interviste alle parti, scambio di opinioni, svolgimento di procedure di conciliazione, convocazione e interrogatori testimoni, nominare e condurre un esame, richiedere documenti aggiuntivi. Dopo il completamento delle attività preparatorie, il caso viene restituito al presidente del tribunale per l’esame nel merito.

Nell’udienza di esame del caso nel merito, il tribunale valuta i risultati delle misure preliminari e conduce il dibattito finale tra le parti, al termine del quale viene presa la decisione definitiva. Nel prendere la decisione, il giudice può, tenendo conto della buona fede e delle circostanze economiche del debitore, concedergli un periodo di grazia moderato, non superiore a un anno, per ripagare il debito.

La procedura per l’emissione di un’ingiunzione di pagamento è disciplinata dalla legge sulla liquidazione dei debiti dell’OHADA e viene utilizzata per riscuotere un debito derivante da un contratto o da una cambiale negoziabile e da un assegno. Per attuare questa procedura, il creditore deve presentare al tribunale una richiesta di ingiunzione di pagamento corredata di documenti attestanti il ​​debito. Se, sulla base dei risultati dell’esame dei documenti presentati, la domanda risulta essere pienamente o parzialmente giustificata, il tribunale emette un’ingiunzione al pagamento dell’importo richiesto. Se il tribunale respinge la domanda in tutto o in parte, la sua decisione non è soggetta ad appello da parte del creditore. L’unico rimedio a disposizione del creditore in questo caso è quello di presentare un reclamo secondo la procedura normale.

Una copia autenticata dell’istanza e dell’ingiunzione di pagamento deve essere notificata al debitore entro tre mesi. In caso contrario, l’ingiunzione non sarà valida. Dopo aver ricevuto questi documenti, il debitore deve saldare il debito entro 15 giorni oppure presentare opposizione entro lo stesso termine. Se il debitore non si oppone, l’ingiunzione di pagamento acquista valore di atto esecutivo. Se il debitore presenta opposizione al tribunale, il giudice tenta di conciliare le parti. Se si ottiene la conciliazione, il giudice redige un atto di conciliazione, che viene firmato dalle parti. Una delle copie del presente atto contiene la formula esecutiva. Se la conciliazione fallisce, il tribunale esamina immediatamente la causa e decide sulla domanda di riscossione, anche in assenza del debitore che ha presentato opposizione. La sentenza del tribunale ha valore di sentenza emessa a seguito di un procedimento in contraddittorio. La sentenza del tribunale risultante dall’opposizione sostituisce l’ingiunzione di pagamento.

La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata davanti alla corte d’appello entro un mese dalla data di adozione della decisione impugnata. Il termine di ricorso è prorogato di un mese se l’interessato si trova fuori dalla sede del tribunale di primo grado e di due mesi se fuori del territorio della Repubblica del Niger. La decisione della corte d’appello può essere impugnata davanti alla Corte Suprema del Niger entro un mese dalla data di adozione della decisione impugnata. Il termine di ricorso è prolungato dall’applicazione delle norme sulla distanza sopra indicate. Durante il termine di ricorso, l’efficacia della decisione impugnata può essere sospesa su richiesta dell’interessato se l’esecuzione della decisione arreca un danno irreparabile. La decisione della Corte Suprema è definitiva e non è soggetta ad ulteriore appello.

Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe avviare una procedura di esecuzione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; arresto e confisca di titoli, arresto e confisca dei beni del debitore che siano in possesso di terzi.

Un modo alternativo per riscuotere il debito è avviare una procedura di fallimento per il debitore. Nella Repubblica del Niger questa procedura è disciplinata dalle disposizioni della Legge uniforme sull’insolvenza OHADA. Il creditore può avviare questa procedura se i suoi crediti sono incontestati, liquidi ed esigibili. Se il patrimonio del debitore non è sufficiente a soddisfare pienamente le pretese dei creditori, è possibile annullare le operazioni effettuate dal debitore con l’intento di arrecare danno ai creditori. Tra le operazioni perfezionate nel periodo compreso tra la sospensione dei pagamenti e l’apertura della procedura concorsuale figurano: trasferimenti immobiliari a titolo gratuito; accordi in cui gli obblighi del debitore superano notevolmente gli obblighi dell’altra parte; estinzione anticipata dei debiti non ancora scaduti; fornitura di garanzie per debiti precedentemente contratti; così come tutte le operazioni di pagamento in cui la controparte era a conoscenza dell’insolvenza finanziaria del debitore. L’annullamento di tali transazioni consente di recuperare beni o altre attività perse dal debitore, il che aumenta la massa di liquidazione per soddisfare le richieste dei creditori e coprire i costi associati alla procedura fallimentare.

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21.11.2024
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