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Il processo di recupero crediti ad Haiti inizia con un’analisi della capacità finanziaria del debitore, del suo campo di attività, della storia della sua impresa, della presenza di prove documentali del debito, della presenza di casi giudiziari in corso e di procedure esecutive avviate, come nonchè la possibilità di contestare il debito. Questa analisi costituisce la strategia che verrà utilizzata per conto del cliente nel processo di recupero crediti.
Se non sono in corso procedimenti giudiziari contro il debitore o decisioni del tribunale sul recupero crediti e lui è attivamente impegnato nelle sue attività, è consigliabile passare alla fase di recupero crediti extragiudiziale.
Questa fase si basa su trattative attive con il debitore al fine di raggiungere un accordo per il pagamento dei crediti del creditore o altre possibili opzioni di liquidazione (ad esempio restituzione di beni, trasferimento del debito a terzi, scambio di servizi o beni).
L’interazione con il debitore inizia immediatamente dopo l’invio della notifica tramite posta, e-mail, telefono o tramite messaggistica istantanea. Questo processo prevede la comunicazione quotidiana con il debitore al fine di mantenere una pressione costante su di lui. L’obiettivo principale è comunicare con i principali decisori per ottenere un rapido recupero del debito.
Il termine medio di riscossione stragiudiziale è fino a 60 giorni (esclusi i casi di accordo per il pagamento rateale del debito). Se questa fase non porta i risultati attesi, o se dopo una prima analisi risulta chiaro che non è applicabile, è necessario procedere al recupero tramite tribunale.
Prima di intraprendere un’azione legale, è necessario prestare attenzione ai termini di prescrizione. Il termine di prescrizione è di 20 anni. Il termine di prescrizione per i reclami relativi alla vendita di beni al dettaglio a consumatori privati è di 1 anno. Per i sinistri derivanti da contratti di assicurazione marittima il termine di prescrizione è di 5 anni. Il termine di prescrizione viene interrotto se il debitore riconosce il debito, ad esempio mediante riconoscimento scritto o pagamento parziale del debito o degli interessi. Dopo l’interruzione, i termini di prescrizione ricominciano a decorrere.
La legge haitiana prevede la riscossione giudiziale dei debiti mediante procedimenti ordinari e sommari.
La consueta procedura giudiziaria si svolge depositando una memoria di reclamo al tribunale, dopo di che il tribunale emette una citazione e la notifica all’imputato. Entro 8 giorni dalla notifica della citazione, l’imputato deve comparire in tribunale e opporsi alle richieste avanzate. Se l’imputato si trova nelle Antille o nel continente americano, il termine per comparire in tribunale è di 6 mesi. Se l’imputato si trova altrove all’estero, il termine di comparizione è di 1 anno. Se il convenuto non si presenta entro il termine prescritto, le pretese dell’attore possono essere esaminate in contumacia sulla base degli argomenti e dei fatti presentati dall’attore.
Se il convenuto compare il giorno dell’udienza e non ammette la domanda, il tribunale ascolta l’opposizione del convenuto e procede alla fase di indagine delle circostanze del caso. Durante questa fase le parti devono fornire fatti soggetti a prova. I fatti devono essere accertati con un semplice atto conclusivo senza deposito di documenti o richieste. Trascorso questo termine le parti dovranno respingere o ammettere i fatti forniti entro 3 giorni, altrimenti potranno ritenersi accettati e provati. Per i fatti respinti, il tribunale conduce un’indagine successiva esaminando le prove scritte presentate, chiamando e interrogando testimoni e ottenendo perizie.
Dopo la fase istruttoria, il tribunale tiene un dibattito finale tra le parti ed emette una sentenza, che ha effetto dal momento in cui viene pronunciata.
La procedura giudiziaria semplificata è applicabile ai casi con crediti di modesta entità e viene attuata secondo le regole della procedura ordinaria solo con alcune semplificazioni e in un arco di tempo più breve.
La decisione del tribunale di primo grado può essere impugnata entro 30 giorni dalla data della pronuncia della decisione impugnata, presentando ricorso per cassazione presso la cancelleria del tribunale che ha adottato la decisione impugnata. Il ricorso in cassazione non sospende l’efficacia della decisione impugnata, salvo il caso in cui l’interessato presti proporzionata cauzione. Il ricorso per cassazione viene esaminato in udienza con la partecipazione degli interessati. A seguito dell’esame del reclamo, la corte di cassazione prende una decisione, che entra in vigore dal momento della sua comunicazione.
Dopo l’entrata in vigore della decisione del tribunale, il creditore dovrebbe ottenere un mandato di esecuzione e avviare la procedura di esecuzione. Nell’ambito dell’esecuzione di una decisione giudiziaria, i crediti del creditore possono essere soddisfatti pignorando e cancellando fondi dai conti del debitore; pignoramento dei beni mobili e immobili del debitore con successiva vendita; sequestro di navi marittime e loro successiva vendita; arresto e confisca di titoli; arresto e confisca di frutti e raccolti; arresto e confisca dei beni del debitore che sono in possesso di terzi.
Se il debitore presenta segni di insolvenza, il creditore dovrebbe considerare l’opzione del fallimento del debitore. Secondo il Codice del Commercio, ogni commerciante che smette di effettuare i pagamenti va in bancarotta. Il Codice prevede due tipologie di fallimento: ordinario e fraudolento. In questa fase, se il tribunale constata che il debitore ha commesso atti o transazioni con l’obiettivo di ingannare i creditori per evitare di pagare il debito, questi possono essere dichiarati nulli. Tra tali operazioni si segnalano: trasferimenti di proprietà a titolo gratuito; operazioni fraudolente nei confronti dei creditori, a condizione che le controparti del debitore fossero a conoscenza delle finalità di tali operazioni; i pagamenti di debiti commerciali il cui termine di scadenza non è ancora arrivato. In seguito all’annullamento di tali operazioni, è possibile restituire al debitore ciò che ha perso a causa di tali operazioni e quindi aumentare la massa liquidatoria per soddisfare le pretese dei creditori e coprire i costi di attuazione della procedura fallimentare.
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